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Pensavo che il primo giugno non potesse fare così tanto caldo. Invece, il ventaglio non mi dà alcun sollievo, nonostante mi stia facendo male il braccio a forza di scuoterlo.

Serena e Lorenzo non avrebbero potuto scegliere luogo migliore. Anche se il caldo non è di aiuto, le campagne fiorentine sono spettacolari.

Gli alberi creano un gioco di ombre, il sole sta quasi per tramontare e si respira un'atmosfera magica.

Guardo impaziente gli invitati seduti, e Lorenzo di fronte a me, che sembra agitato come mai prima d'ora.

Serena ha voluto che io fossi una delle sue damigelle, quindi sono costretta a stare in piedi, mentre tutti sono seduti. Una tortura.

Dopo qualche istante, incrocio lo sguardo di Riccardo che deve essere appena arrivato dall'hotel.

Non lo avevo mai visto con il completo, con tanto di cravatta. Sono abituata a vederlo con quei jeans larghi, con le felpone o le camicie oversize. Ma devo dire che ha un certo fascino vestito così.

Mi sorride e si siede qualche fila più dietro, ma senza mai distogliere lo sguardo da me.

Dopo ben 25 minuti di ritardo, vedo Serena all'inizio della navata.

Mi sento particolarmente fiera, per il fatto di averla convinta a comprare proprio quel vestito. Non è esagerato, ma non è nemmeno troppo semplice.

È elegante, estivo e le dona. Probabilmente non starebbe bene su nessun'altra.

Lorenzo non è mai stato un tipo da lacrime. Forse non l'ho mai visto piangere, neanche da piccolo. Non so se è stato un suo meccanismo di autodifesa farsi vedere distaccato, ma ha sempre funzionato.

Oggi per la prima volta in vent'anni lo vedo piangere, quasi a singhiozzi. Le lacrime si fermano sulle guance, perché lui prontamente si sbriga ad asciugarle.

Provo tenerezza per lui. Si vede che è giorno più importante della sua vita, e sono contenta di vederlo così convinto.

Mentre procede la cerimonia, lancio lo sguardo più volte su Riccardo seduto, e ogni volta lo trovo a guardarmi.

Ha uno sguardo diverso dal solito, che mi mette quasi a disagio. Sembra che mi voglia dire qualcosa.

Comunque, una volta finita la cerimonia, ci siamo ovviamente spostati nel ristorante distante pochi metri.

"Eccoti." Sento un braccio circondarmi la vita, e non faccio in tempo a girarmi che mi viene stampato un bacio sulle labbra.

"Ciao." Sorrido guardando Riccardo passarsi una mano fra i capelli.

"Spritz?" Gli porgo il bicchiere.

"Già a bere?" Mi chiede ridacchiando.

"Non è forse questo il bello dei matrimoni? L'open bar?"

"Sì, hai ragione."

Con il bicchiere in mano, guardiamo il giardino riempirsi di invitati, che sono quadruplicati. Alla cerimonia, eravamo pochi intimi, e adesso quindi sono arrivati cugini di cugini, parenti che forse avrò visto una sola volta in vita mia.

Non sono mai stata un'amante dei matrimoni. Mi annoiano, e se c'è una cosa che odio particolarmente è dover parlare con quei parenti che conosco a malapena. Ma loro sembrano conoscere tutto di me.

Le chiacchiere di circostanza non mi piacciono e mi piacerebbe ignorare tutti, e rimanere a bere qualcosa. Che poi alla fine non è mai qualcosa.

Guardo mia madre in lontananza parlare con una sua cugina, ed indicarmi a distanza.

"Lo sapevo." Alzo gli occhi al cielo.

Dammi un motivoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora