Riccardo's pov
Ho lo sguardo fisso sul soffitto mentre finisco la serie di sollevamenti.
Non avevo modo di sfogarmi, così sono andato in palestra.
Non ne avevo nemmeno voglia, ma sinceramente era meno produttivo continuare a stare sul letto senza far nulla.
Ho passato abbastanza tempo chiuso in casa, evitando sguardi e domande sul fatto che sono strano. Adesso non ho più scuse per non uscire.
È da parecchi giorni che mi chiedo se abbia fatto la cosa giusta, e cerco in ogni modo di convincermi che sia così.
È un modo di tutelarmi, perché se mi rendessi conto di aver fatto una cazzata, comincerei a prendere a testate il muro e non sarebbe un bello spettacolo.
Ho allontanato Alessia, ma per il suo bene. Non deve rinunciare a nulla per me, non me lo perdonerei.
Ha rinunciato abbastanza stando tutto quel tempo con Marco, non voglio che si consumi di nuovo a causa di un ragazzo. Anche se poi quello in questione sono io.
Sento toccarmi la spalla, così tolgo una cuffietta e mi giro.
"Ah ciao Ale." Dico solamente.
"Mi potevi dire che venivi, ti avrei fatto compagnia."
Non dico nulla, e continuo a fare ciò che stavo facendo.
"Che hai?" Mi chiede Alessandro, così mi fermo.
Questa era proprio la domanda a cui non volevo rispondere.
"Sono un po' sovrappensiero."
"Si vede." Commenta. "C'entra Alessia?"
Eccome se c'entra.
"Sì, più o meno."
"Non avete risolto?"
"No." Scuoto la testa. "L'ho lasciata."
Alessandro si gira per guardarmi in faccia.
"Sei impazzito?"
Me lo sento ripetere da parecchio tempo. Da lui, da Rebecca, anche da me stesso.
Non credo di essere impazzito. Lo sto facendo per il bene di Alessia, per questo sto trascurando il mio.
A lei può essere più utile studiare all'estero che stare con me. Cosa potrei darle? Molta instabilità, dal momento che fare sopra e sotto da Bologna non è esattamente sinonimo di sedentarietà.
Se ciò che proviamo è così forte reggerà per un anno, no?
Comunque mi sento uno stupido. Ce l'avevo davanti, in lacrime, e non sono riuscito a dirle che la amavo.
Avrebbe solo reso le cose più difficili, Alessia si sarebbe convinta a rimanere ed io non potevo permetterlo.
"Non sono impazzito, ho le mie buone ragioni."
"E quali sarebbero?"
"Non voleva partire per Londra."
"Cos'è, una specie di punizione?"
"No, un modo per convincerla a farlo."
Forse si è reso conto che il mio discorso è più sensato di quanto immaginasse.
Rebecca, al contrario, mi è subito saltata addosso per attaccarmi. Non la biasimo, ha fatto amicizia con Alessia, e vuole vendicare la sua amica ferita. Ha completamente ragione.
Oltre ad Alessandro, non ho detto a nessuno il motivo per cui ho preferito chiudere questa storia. Quindi sembro uno stronzo agli occhi di tutti.
Da egoista, avrei preferito che rimanesse con me. Ma sarebbe stata la cosa giusta? Trattenerla, sacrificando la sua volontà?
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Dammi un motivo
Fanfiction"Dammi un motivo, uno solo, e lascio perdere tutto." Alessia e Riccardo si conoscono per puro caso, mentre si trovano all'estero in vacanza. Al ritorno a casa però, scopre che è il nuovo ragazzo della sua migliore amica, Martina. Quando in un'amiciz...
