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Sono stata costretta ad andare all'università. Ultimamente ho fatto troppe assenze, e non vorrei rischiare di non passare il semestre.

Dopo ieri, vorrei non venire più, solo per non rischiare di vedere Nicholas. Dovevo aspettarmelo, la sua gentilezza era fin troppo sospetta. È l'ennesima volta che le mie aspettative su una persona si rivelano false.

Ho scambiato la premura di Riccardo per pura gelosia.

Con le cuffiette nelle orecchie, mi muovo a passo svelto per entrare in aula. Se sono fortunata non lo incontrerò, e potrò tirare dritto per la mia strada, ma qualcosa mi dice che non è questo il caso.

Infatti, sento una mano poggiarsi sulla mia spalla, ed io istintivamente la sposto.

"Ale-"

"Che vuoi?" Domando fredda.

"Che vuoi?" Spalanca gli occhi. "Cazzo, il tuo ragazzo mi ha tirato un cazzotto, e dici a me che vuoi?" Domanda spiazzato.

"Prima che improvvisamente ti rimettessi con lui andava tutto bene." Continua. "Non ti rendi conto che è un ragazzo tossico?"

"Non lo conosci, non ti permettere."

Mi tremano le mani dal nervoso, e sento il cuore battere sempre più a ritmo irregolare.

"A differenza mia, riconosce subito gli stronzi."

"Io sarei uno stronzo?"

"Pensavo fossimo amici, invece stavi solo cercando di entrare nelle mie grazie per un motivo diverso."

Nicholas assume un'espressione sorpresa.

"Sì, è vero, mi piaci, per questo mi dà fastidio che su due piedi ti sei ripresa il tuo ex." Ammette. "Dicevi che era uno stronzo!"

Prima che capissi il motivo per cui Riccardo mi ha lasciata, ammetto di aver detto molte volte che era uno stronzo.

Odiavo il fatto che mi avesse spinta a partire anche se volevo rimanere con lui.

"Ci sono troppe cose che non sai." Scuoto la testa. "Devo andare."

Lo lascio in piedi, davanti l'ingresso, mentre io di fretta entro in aula.

Il suo astio per Riccardo deriva dal fatto che gli piaccio, e la cosa mi infastidisce. Anche volendo, è impossibile rimanere amici con una persona che prova sentimenti per te.

Poi Riccardo, non me lo permetterebbe mai. Dice di non essere un tipo geloso, ma in realtà lo è, e anche molto. Però ha sempre delle buone ragioni per esserlo.

Dopo sei ore estenuanti di lezione, torno a casa, senza fermarmi in biblioteca come al solito.

Appena arrivata a casa di Riccardo, trovo una valigia davanti all'ingresso. Una valigia rosa.

"Richy." Dico ad alta voce.

"Vieni, sono in cucina." Risponde.

In cucina trovo entrambi i fratelli Calafiori.

"Ciao Rebe." La saluto con un sorriso, e lei mi guarda leggermente perplessa.

Dubito che Riccardo le abbia detto che siamo tornati insieme, e non gliel'ho detto nemmeno io.

"Ale." Mi stampa due baci sulle guance, e mi stringe in un abbraccio.

È da un po' che non sento Rebecca. Indipendentemente dal fatto che sia la sorella di Riccardo, ormai la considero un'amica.

Solo che queste settimane sono state così caotiche, che in realtà non ho avuto tempo di sentire nessuno. E per questo mi ha rimproverato anche mia madre.

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