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Il tempo è migliorato dopo un paio di giorni dal mio arrivo. Sicuramente meglio di Roma, è un caldo mite, piacevole.

Serena mi ha fatto vedere di tutto. Da Buckingham Palace, al London Eye, da Piccadilly Circus a Notting Hill.

Londra è esattamente come me l'ha descritta Lorenzo. Un po' fredda, ma meravigliosa.

Certo, non ha niente da spartire con Roma, anche perché non c'è paragone, ma non mi dispiace.

"Questa è la biblioteca e questa invece l'aula studio."

Questo ragazzo è stato incaricato di farmi il giro del campus. Si chiama Nicholas. È inglese, ma sua madre italiana, e per questo parliamo la stessa lingua.

È un bel ragazzo, e sicuramente simpatico.

Mi ha fatto fare un giro per le aule, e probabilmente abbiamo disturbato anche qualche lezione.

Poi mi ha mostrato gli innumerevoli campi da tennis, calcio e basket.

Diciamo che il campus di questa università è immenso, non c'è nulla che manchi.

Eppure, ancora non sono convinta al 100%.

"Beh, è enorme." Commento.

"Sì, è un bel posto." Conferma. "Poi i professori sono incredibili."

"Lo dici perché è così, o perché devi in ogni modo convincermi?"

Nicholas si mette a ridere.

"Sono degli stronzi, ma sono sicuramente qualificati."

"Bene." Annuisco. "Grazie per il giretto."

Mi allontano, per recarmi verso l'uscita.

"Aspetta!"

Mi giro e lo vedo camminare verso di me.

"Questo è il mio numero se... Se avessi bisogno di qualcosa." Prende il mio telefono e digita il suo numero.

Abbozzo un sorriso, per poi girarmi e andarmene.

Era inutile che gli dicessi che ho un ragazzo. O almeno credo di averlo ancora.

Il suo numero non mi servirà.

Sono tornata a casa di Lorenzo prendendo la metro. Devo fare in fretta per prendere l'aereo e tornare a casa.

Mi sono fatta un'idea, ma in questi giorni che tornerò a Roma deciderò definitivamente.

"Ti accompagno all'aeroporto?" Mi domanda Serena ed io annuisco.

"Se puoi, mi faresti un favore." Rispondo ridacchiando. "Ho fatto tardi mentre giravo l'università."

"Hai incontrato qualcuno?" Mi chiede mentre io comincio a sistemare la valigia davanti l'entrata per poterla caricare in macchina.

"Sì, un ragazzo mi ha fatto fare un tour del campus." Dico con non chalance, facendo spallucce.

"Ah però." Dice con un sorrisetto, ma io la fulmino con lo sguardo.

"Però niente, ti ricordo che io ho un ragazzo."

"Quindi era carino."

"Beh sì, ma che c'entra-"

"È giusto tenere aperte le possibilità."

Scuoto la testa, mentre salgo in macchina, ed appoggio la testa al finestrino.

"Non ci sono altre possibilità." Dico ridacchiando. "Se Riccardo è convinto di lasciarmi mi ritirerò dai giochi per un po'. Gli altri non mi interessano."

Dammi un motivoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora