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Riccardo's pov

"Madonna che male." Mi lamento alzandomi piano dal letto.

Ieri i festeggiamenti sono andati avanti fino a tardi. E abbiamo pure bevuto qualcosa.

Qualcosa... E cosa non abbiamo bevuto?

L'emozione era tanta, soprattutto per un traguardo così importante. La qualificazione in Champions League.

È stato incredibile soprattutto vedere la città in subbuglio. Si sentiva davvero il calore.

Non so nemmeno come ci sono arrivato a casa, o che fine abbia fatto il mio telefono. Mi alzo, con qualche difficoltà. La testa mi gira, e la luce che filtra dalle finestre mi obbliga a tenere gli occhi socchiusi.

Vado in cucina, e alla fine trovo il telefono sul divano.

Apparte le migliaia chiamate perse da mia madre e mia sorella, mi salta all'occhio un messaggio.

"Siete stati grandi"
"Sei stato grande tu Richy"

Non pensavo che Alessia mi avrebbe scritto. Dopotutto è da più di una settimana che ci ignoriamo.

Che io la ignoro, da stronzo quale sono.

Abbozzo un sorriso vedendo il suo messaggio. Non me lo aspettavo, e questo mi suscita una sensazione strana.

Senso di colpa, misto ad altro.

Nonostante io l'abbia trattata male, lei mi ha comunque scritto per complimentarsi con me.

Forse non mi merito proprio una come Alessia.

Ha sbagliato, ma io non dovevo premere così tanto su di lei. Avrei dovuto comprenderla.

Alessia riesce a comprendermi molto di più, di quanto io ci riesca con lei. Sono sicuramente più fortunato io.

Mi incazzo facilmente, sono difficile. Non sono di sicuro il miglior ragazzo che potrebbe mai avere.

Io invece una meglio di lei non l'ho mai trovata.

Comprensiva non è niente per descriverla.

È intelligente, bella, divertente. È soprattutto perspicace, riflessiva, espansiva. E potrei continuare ad elencare pregi per il resto della giornata.

Come ho potuto dirle "vai, non tornare, con te ho chiuso"? Delle volte le parole mi sfuggono senza che io ci pensi prima.

È chiaro che non ho alcuna intenzione di lasciarla. Figuriamoci se voglio che non torni affatto.

Sono stato stronzo con lei, anche troppo. Non so nemmeno cosa mi sia passato per la testa.

"Pronto?"

Il suono del telefono che squilla mi accentua il mal di testa. Mi siedo sul divano, con una mano tengo il telefono in mano e con l'altra mi massaggio le tempie.

"Ma cos'è successo con Alessia?"

"Buongiorno anche a te, Rebè."

"Buongiorno un cazzo, sono le 16."

"Ah." Stacco un attimo il telefono dall'orecchio per controllare l'orario.

"Hai fatto le ore piccole ieri eh."

"Diciamo di sì."

"Allora? Non mi hai risposto."

Sbuffo, mentre mi distendo completamente sul divano.

Rebecca continuerà comunque ad assillarmi, e prima o poi dovrò comunque dirle cosa è successo fra me e Alessia.

"Abbiamo litigato."

Dammi un motivoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora