Riccardo's pov
Mi giro nel letto freddo e vuoto, mentre continuo a sentire nella mia testa le parole di Alessia.
La delusione iniziale, sta pian piano lasciando spazio alla rabbia. Sono arrabbiato con lei.
Non riesco a capire il motivo del suo comportamento, e non lo posso giustificare.
Ma Alessandro me lo aveva già detto.
Sara gli aveva raccontato tutto, e poco tempo dopo mi aveva chiamato.
"Riccà dammi retta, lascia perdere."
"Perché dovrei? Stiamo bene insieme, mi sembra la scelta giusta."
"Non mi chiamare quando andrà male."
Quindi adesso non dovrei chiamarlo. So che non troverei conforto, ma solo rimproveri.
E proprio perché ha ragione non voglio sentirlo. In questo momento non ho bisogno di qualcuno che mi dica "te l'avevo detto", ma piuttosto di qualcuno che mi dia la scossa per riprendermi.
I miei compagni mi hanno invitato ad uscire. Mi hanno visto più giù del solito, ma non ho detto nulla. Ho detto che si trattava di stanchezza, che avevo dormito male.
Che non riesco a dormire è vero. Non riesco a non pensare al fatto che dopo tutto quello che abbiamo passato, e tutto ciò che le ho dimostrato, Alessia abbia ritenuto che non fosse abbastanza.
Cosa c'è su cui riflettere? Su di me? Non credo, perché le ho dato tutto ciò che avevo da darle.
Posso capire che la storia del fratello l'abbia influenzata, perché effettivamente vedere una coppia cadere a pezzi per una cazzata successa ad un addio al celibato è impressionante.
Ma non siamo loro, non è successo nulla del genere tra di noi.
Ci sono centinaia di storie che vanno a finire male, ma non per questo uno non dovrebbe provarci.
La sveglia suona alle 6, ed io sono già sveglio da almeno un'ora. Mi alzo controvoglia, ma non ho altra scelta.
Mi sono già dato per malato una volta, non posso tirare la corda più di tanto. Sono ancora relativamente nuovo, e non posso dimostrarmi inaffidabile.
Mi preparo, prendo il borsone già pronto dalla sera prima e vado all'allenamento come al solito.
Per fortuna non ho modo di conversare più di tanto, visto che i miei tempi sono scanditi dal suono del fischietto.
Non ho voglia di parlare e se fosse per me sarei rimasto a letto. Se c'è una cosa positiva è che correre mi aiuta a sfogarmi.
Per pochi minuti il mio pensiero non ricade su Alessia, ma su altro, e mi sento quasi sollevato.
Ma tanto poi il suo viso mi torna sempre in mente.
Immagino tanti modi in cui potrebbe finire questa storia, e sapere che è sempre una scelta da 50 e 50 mi agita.
Un 50% di possibilità che tutto finisca, e il 50% che sia invece l'inizio di qualcosa di nuovo.
A questo punto mi auguro che stare a Roma le schiarisca le idee.
Ne ho fatte talmente tante di cazzate con lei, che non posso permettermi di fare il sostenuto o l'offeso.
In ogni caso, non posso dire di stare bene. Comunque il pensiero di Alessia mi logora.
Ho fatto una stronzata, sono stato frettoloso ma volevo farlo. Volevo che vedesse l'impegno che ho nei suoi confronti.
Abbiamo convissuto a Londra come solo una coppia stabile riuscirebbe a fare, altrimenti ci saremmo scannati dopo una settimana. Per questo pensavo che fossimo pronti ad un passo avanti.
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Dammi un motivo
Fanfiction"Dammi un motivo, uno solo, e lascio perdere tutto." Alessia e Riccardo si conoscono per puro caso, mentre si trovano all'estero in vacanza. Al ritorno a casa però, scopre che è il nuovo ragazzo della sua migliore amica, Martina. Quando in un'amiciz...
