Il discorso non è stato più riaperto, e mi sono sentita piuttosto sollevata. Abbiamo continuato a comportarci come se nulla fosse, come se quelle parole non fossero mai uscite dalla bocca di Riccardo.
Parliamo tanto, ma parliamo di tutt'altro.
È diventato quasi un taboo, al punto che nemmeno menzioniamo l'imminente matrimonio di mio fratello.
Ho costretto Lorenzo a dirlo ai miei genitori, e pare che non abbiano accolto male la notizia. Anzi. L'avessi fatto io, mi avrebbero trattato da pazza da manicomio.
Hanno conosciuto Serena, e gli è piaciuta da subito. Me lo immaginavo, è una ragazza a modo, educata, bella, intelligente. Impossibile non farsela piacere.
In questi mesi hanno organizzato il tutto, e mi hanno reso partecipe. Potrei anche dire di essere diventata co-organizzatrice.
Vogliono sposarsi a Firenze, e per quanto io abbia difeso l'onore di Roma, posso anche capire il motivo. Come Roma è una città d'arte, ma ha un fascino diverso.
Hanno prenotato un casolare nelle campagne fiorentine, in cui si svolgerà sia la cerimonia, sia il ricevimento.
Ecco, il matrimonio civile è stato un colpo duro per i miei, fermi sostenitori del matrimonio religioso.
Non so come abbia fatto Lorenzo, ma li ha convinti che fosse la stessa cosa, e che comunque ciò che conta legalmente è quello civile e non quello religioso.
"Il matrimonio è matrimonio, Dio ci vede lo stesso."
E mentre gli altri vanno avanti, io sto per finire l'ultimo esame del semestre prima di tornare a Roma per un po'.
Non torno da quando sono partita quest'estate, quindi sono stata praticamente costretta da Sara e Ludovica.
L'ansia mi sta divorando mentre vedo le lancette dell'orologio scorrere. Non è il primo esame della mia vita, ma la sensazione è come se lo fosse.
Ormai non ho più idee da mettere sul foglio, quindi mollo la penna sul banco e consegno il foglio per poi uscire.
Anche se io e Riccardo non siamo ritornati su quel discorso, non significa che io non ci abbia pensato, anzi.
Ogni volta che cercavo di studiare, il mio pensiero tornava sempre sull'argomento e per questo probabilmente non passerò l'esame.
Se l'oggetto dell'esame fosse stato l'organizzazione di un matrimonio, e paranoie varie, probabilmente lo avrei passato senza alcun problema.
Una volta uscita dall'università con mia sorpresa, mi trovo davanti Riccardo con il solito sorriso stampato sul volto.
Ha gli occhi coperti dagli occhiali per ripararsi dal sole, e un cappellino che nasconde i suoi capelli mossi.
"Mi avevi detto che avevi l'esame, sono uscito prima per venirti a prendere." Mi dice prima di lasciarmi un bacio sulle labbra.
"Non chiedermi com'è andato." Dico facendo una smorfia e ricambiando il bacio.
"Va bene." Alza le mani in aria in segno di resa. "Mi interessa solo portarti a pranzo fuori prima che parti."
Sinceramente mi dispiace dovermi separare da lui, anche se solo per due settimane. Non sono più abituata alla vita da sola, e la nostra quotidianità mi piace.
Riccardo avrebbe voluto venire con me, ma aveva le mani legate. Ormai ha una partita dopo l'altra, non si poteva assentare.
Ormai è diventato un punto fondamentale della squadra, quindi il fatto che sia così richiesto non mi rende che orgogliosa.
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Dammi un motivo
Fanfiction"Dammi un motivo, uno solo, e lascio perdere tutto." Alessia e Riccardo si conoscono per puro caso, mentre si trovano all'estero in vacanza. Al ritorno a casa però, scopre che è il nuovo ragazzo della sua migliore amica, Martina. Quando in un'amiciz...
