76

557 39 2
                                        

Riccardo's pov

Mi sono svegliato con il rumore della pioggia picchiare sulle finestre chiuse. Anche se è cominciata l'estate, Londra sembra sia rimasta alla stagione precedente.

Piove, è nuvoloso, ma domani tornerà il sole come al solito. Strano che non mi sia già ammalato.

Cerco per il letto il telefono e lo trovo sotto il cuscino. Stropiccio gli occhi mentro lo accendo perché la luce mi acceca.

Ieri quando sono tornato a casa sono crollato all'istante, ma sono abbastanza convinto che non mi avesse cercato nessuno.

Quando vedo i messaggi di Alessandro alle 4 del mattino, comincio a preoccuparmi.

"Chiamami appena ti svegli"

Il messaggio ha come allegato un articolo che mi riguarda.

Mi metto a ridere leggendo. È incredibile come un equivoco possa far nascere certe congetture.

Hanno preso una foto in cui sorrido a questa ragazza in discoteca, che avevo scambiato per Alessia, completamente decontestualizzata.

Adesso perché ho parlato per forse un minuto con una ragazza in un locale, è la mia "fiamma".

Solo perché credevo che fosse Alessia.

Come da istruzioni, chiamo Alessandro.

"Ti rendi conto di che stronzate scrivono-" Dico ridendo ma mi interrompe sul colpo.

"Alessia lo ha visto."

Rimango impietrito per un po'.

"E come lo sai?"

"L'ho incontrata ieri sera, era uscita con Sara e Ludovica. Mi ha chiesto spiegazioni ma non ho saputo dargliele, quindi adesso devi raccontare qualcosa anche a me dato che non so niente."

"Avevo bevuto un po' troppo e credevo che quella ragazza fosse Alessia, tutto qua."

"Tutto qua?" Chiede per conferma.

"Sì, davvero, non c'è altro. Non so chi fosse, e se non fossi stato ubriaco credimi, non mi sarei mai confuso."

Il silenzio mi fa credere che Alessandro abbia riattaccato o sia caduta la linea.

"Bene." Risponde. "Io comunque ho esagerato."

"Perché?"

"Ho risposto così male ad Alessia... che se n'è andata in lacrime." Tentenna.

"Alessà che cazzo di problemi hai?"

Penso che in tutti questi anni che ci conosciamo abbiamo litigato davvero di rado. L'ultima volta forse ancora andavamo a scuola calcio insieme.

Dipende da cosa mi dice, ma potrebbe scatenarsi una lite centenaria.

"Ero incazzato per come ti aveva lasciato, e così ho sputato la verità... Con un tono un po' edulcorato."

Mi passo una mano sul viso, e aspetto qualche secondo nella speranza di calmarmi e non saltare a conclusioni affrettate.

"Stiamo già passato un brutto momento perché devi peggiorare le cose?" Gli chiedo innervosito. "Invece di aiutarmi."

"Scherzi? Io non ti ho aiutato?" Anche il suo di tono sembra alterarsi. "Ti ho detto cento volte di ripensarci, e sei stato un coglione a non ascoltarmi!"

"Sai dove ho sbagliato? Ho sbagliato a metterti in mezzo a questa storia. Stai sereno che da questo momento in poi ne resterai fuori."

Riattacco senza attendere una risposta.

Dammi un motivoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora