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Dopo essere tornata da Londra, mi sono messa subito a dormire e mi sono svegliata direttamente la mattina dopo. Avevo tanto di quel sonno arretrato, che dovevo per forza recuperare.

Tra l'esame e tutto il resto da fare, non ho dormito a sufficienza in queste settimane. Probabilmente mi è venuta l'insonnia anche a forza di rimuginare su certe questioni.

"Alessia." Sento la voce di mia madre fuori la porta, ed io affondo il viso tra i cuscini.

Ieri abbiamo parlato poco e niente. Mi sono fermata forse una decina di minuti in salotto, prima di andare in camera e crollare sul letto.

Adesso mi aspetta un interrogatorio.

"Ah ecco, sei sveglia." Dice spalancando la porta, e illuminando la stanza che fino a quel momento era avvolta dal buio.

"Buongiorno ma'."

"Senti, ma perché non mi hai detto che Lorenzo aveva una fidanzata?"

"Non dovevo dirtelo io, ma lui."

Poi ahimè, tra fratelli vige l'omertà, di sicuro non faccio la "spia".

"Poi tu che ne pensi del fatto che si voglia sposare?"

"Se è felice lui..." Faccio spallucce.

Mia madre annuisce e per qualche istante non dice nulla.

Per me è palese che in parte non condivida la scelta di Lorenzo. Forse si immaginava qualcosa di diverso, ma semplicemente si sta facendo andare bene questa decisione. Anche perché non può fare nulla per impedirlo.

È un problema tutto suo. Da una vita si fa dei progetti per noi, dando per scontato che seguiremo la via che ci ha indicato.

"Tu e Riccardo? Tutto bene?" Poi mi chiede, e mi sembra quasi strano sentire da lei una domanda del genere.

"Sì, tutto bene."

Tutto bene, finché non tornerà a galla quel discorso che rimandiamo da mesi.

"Ah e ti volevo avvisare che ci sono Sara e Ludovica in salotto." Dice poco prima di andarsene.

Quelle due non mi avevano avvertito, infatti non ho nemmeno un messaggio sul telefono.

Adesso non posso ignorare questo fatto e continuare a dormire, come avrei voluto.

Mi alzo dal letto veramente controvoglia, e mi preparo il giusto per essere presentabile, senza troppe pretese. Dopotutto si tratta di Sara e Ludovica, mica devo fare una sfilata appena sveglia.

Non faccio in tempo a scendere le scale che entrambe mi saltano addosso per stringermi in un abbraccio.

"Non respiro." Dico ridacchiando e mollano la presa.

"Dobbiamo recuperare."

"Poi perché non sei tornata a Natale?" Domanda Sara, non perdendo tempo.

"Dovevo conoscere i genitori di Riccardo." Dico leggermente imbarazzata.

In questi mesi non le ho sentite quasi per niente. Un po' perché effettivamente non ho aggiornamenti rilevanti, e un po' perché con quel ritmo di vita mi passava proprio di mente.

"Allora sei giustificata."

"Stasera solito posto solita ora?"

"Se il mio fisico regge... Sì."

"Hai diciannove anni mica novanta!"

Da quando sono a Londra diciamo che non mi comporto più da diciannovenne. Non mi va di uscire e fare tardi, e la maggior parte del tempo la passo o all'università o a casa con Riccardo.

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