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"Cazzo." Mi lamento, appena scesa dalla metro.

Ha ricominciato a piovere, e questa volta sono sprovvista di ombrello.

"Mi devo ricordare quel cazzo di ombrello." Borbotto tra me e me, mentre cerco di coprirmi utilizzando la felpa che ho addosso.

Tanto nessuno mi sente, tutti vanno di fretta. Ma soprattutto, nessuno mi capisce.

Per qualche secondo le gocce d'acqua mi mancano. Così alzo lo sguardo per vedere se ha effettivamente smesso di piovere, ma mi trovo un ombrello che mi copre.

"Oh, ciao Nicholas."

"Ti ho vista in difficoltà."

"Non sono abituata a portarmi in giro l'ombrello." Sbuffo.

"È inevitabile, quando meno te lo aspetti può cominciare a piovere." Dice ridacchiando. "Comunque chiamami Nico, Nicholas sembra così formale."

"Va bene, allora chiamami anche tu Ale."

"Stai andando all'università?" Mi chiede ed io annuisco.

"Primissimo giorno."

"Io in realtà ho finito, ma ti accompagno."

"No, figurati, torna pure a casa."

"Insisto."

L'università non è molto distante dalla fermata della metro, e questo è un vantaggio perché almeno la prossima volta non finirò per farmi il bagno sotto la pioggia. Ma non succederà perché l'ombrello diventerà obbligatorio nel mio zaino.

"Cosa devi seguire?" Mi chiede ed io guardo il foglio che mi avevano dato in segreteria qualche giorno fa.

"Statistics." Dico con un finto accento britannico, e fa ridere l'inglese davanti a me. "Non ridere, sei madrelingua."

Nicholas alza le mani in aria.

"Beh io vado a studiare in biblioteca."

"Ci vediamo dopo, se sopravvivo." Abbozzo un sorriso, prima di entrare in aula.

Ingegneria già è difficile di suo, in inglese è ancora peggio. Saranno due semestri lunghi, ma soprattutto tosti. Mi serviranno, almeno potrò migliorare il mio inglese. Si spera.

Da quando sono tornata a Londra, ho messo una pietra su Riccardo. Non riesco ancora a capire il suo comportamento, e sinceramente è meglio che io lasci perdere una volta per tutte.

Forse non provavamo le stesse cose l'uno per l'altra. Va bene così. Non mi sarei dovuta immischiare in una nuova relazione dopo Marco, ho sbagliato io in primis.

Credevo che Riccardo fosse diverso, ma a quanto pare non è stato così.

Finita la lezione, controllo l'orario sul telefono.

13:00.

A questo punto vado in biblioteca, sempre se Nicholas è ancora lì.

Lo trovo a studiare con le cuffiette nelle orecchie, così cerco un modo per attirare la sua attenzione.

"Andiamo in mensa?" Mi chiede dopo avermi notato ed io annuisco.

Diciamo che il cibo della mensa non è da ristorante stellato, ma nemmeno da bettola. È accettabile, più o meno. Dovrò comunque abituarmi, non ho tempo di tornare a casa per mangiare.

Ci sediamo in un tavolo, e mi guardo attorno confusa non appena sento parlare solo persone in italiano.

"A Londra gli italiani vengono tipo ghettizzati?" La mia domanda fa scoppiare a ridere Nicholas. "Che c'è? Perché fa così ridere?"

Dammi un motivoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora