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"Ma sta ancora dormendo?"

"Ma è mezzogiorno! Che ora avete fatto ieri sera?"

Sentendo delle voci disturbare il mio sonno, apro pian piano gli occhi, cercando di capire da dove provengono.

Vedo tre sagome davanti la porta della camera, e fatico a metterle a fuoco a primo impatto.

Le finestre sono completamente aperte, e la luce mi obbliga a richiudere gli occhi per quanto mi dà fastidio.

"Oh eccola, si sta svegliando."

"Buon compleanno! In ritardo..." Sento qualcuno buttarsi di peso sul letto.

"Che ci fate voi due qui?" Domando accennando un sorriso, e prendendomi un attimo per stropicciarmi gli occhi.

"Non abbiamo fatto in tempo a venire ieri, e Sara voleva vedere come te la passavi a Londra." Dice Ludovica.

Riccardo è rimasto in piedi, appoggiato allo stipite della porta.

"Tu lo sapevi?" Gli chiedo e lui annuisce.

"Non c'è niente che io non sappia." Risponde scherzando.

"Siamo andate a casa tua, ma non c'era nessuno, così abbiamo chiamato Riccardo." Spiega Sara facendomi l'occhiolino.

"Mi ha portata a cena e sono rimasta qui." Mi giustifico.

Pensavo che tutti si fossero improvvisamente dimenticati del mio compleanno. Non mi sarei mai aspettata che loro due avrebbero deciso di venire a Londra, anche se molto spesso avevano mostrato l'intenzione di venirmi a trovare.

"Comunque mi preparo, almeno vi faccio lasciare le valigie a casa." Dico mettendomi seduta sul letto.

"Veramente gli ho detto che possono rimanere anche qui, tanto la stanza degli ospiti ha due letti." Dice Riccardo facendo spallucce.

Mi piace il fatto che si preoccupi delle mie amiche, anche se lo fa per me. Ormai le conosce e sa quanto sono importanti per me.

"Ancora ho una casa." Dico ridacchiando. "Meglio se non ti disturbiamo."

Mi alzo e lascio un bacio sulla guancia a Riccardo.

Riccardo ancora ospita Rebecca, e non mi sento a mio agio a tenere due mie ospiti qui. Non voglio disturbarlo, e finché posso, gli tolgo volentieri questo peso.

Sara e Ludovica sono rimaste stupite dal fatto che le nostre case siano così vicine. E anche così simili. Non erano abituate ai quartieri tutti uguali e monotoni, a Roma non è così.

"E quindi questa è casa tua... Ancora per poco." Commenta Sara, varcando la porta di casa.

"Ve l'ha detto Riccardo?" Domando confusa, e tutte e due annuiscono.

Non so ancora come prendere questa ufficialità. Per una volta mi sembra che Riccardo si stia muovendo più velocemente di me, mentre prima succedeva l'esatto contrario. Prima entrambi eravamo cauti, ognuno per le proprie ragioni.

Adesso pare che Riccardo voglia fare tutto di fretta, come se fosse mosso dalla paura. Non so se mi convince come motivazione.

Vorrei che tra di noi le cose accadessero in maniera naturale, sembra tutto così forzato.

Pensavo di essere certa della mia scelta, ma dormendoci sopra, ho capito che forse non è proprio così.

"Però non ti vedo molto convinta." Indaga Sara.

"No, lo sono-" Scuoto la testa

"Ma?" Mi anticipa.

"Non lo so, forse stiamo correndo un po' troppo."

Dammi un motivoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora