Riccardo's pov
Ho impiegato il tempo stanotte fissando il soffitto. Ho provato a dormire, ma tra il divano scomodo e ciò che è successo a cena, non ci sono proprio riuscito.
Mi ha disturbato Rebecca, intorno alle due di notte per chiedermi perché dormissi sul divano. Le ho detto che non avevo sonno e non volevo disturbare Alessia.
Una verità e una bugia.
Non voglio metterla in mezzo a me e ad Alessia. È sua amica, ed è pure mia sorella. L'ho messa già una volta in una situazione alquanto scomoda, adesso non ne vale la pena.
La notte però, che sia insonne o meno, porta comunque consiglio.
Riflettendo sui motivi che possono aver spinto Alessia a tenere l'appartamento, ho pensato che non ha senso arrabbiarmi.
Abbiamo vissuto insieme fino ad ora, e stava andando tutto bene, perché rovinare tutto?
Saperlo, cambia il fatto che siamo stati bene? No.
L'unica cosa che faccio fatica a digerire, è la mancanza di comunicazione da parte sua.
Non capisco di cosa abbia paura. Eppure non sono un ragazzo tossico, non sono Marco. Se me l'avesse detto, probabilmente l'avrei rassicurata ma anche appoggiata.
Dal primo istante, ho percepito la sua titubanza a vivere insieme. Forse non avrei dovuto convincerla, se non lo era già al 100%. Magari col tempo, avrebbe deciso che era la scelta giusta. Oppure no, ma lo avrei accettato senza problemi.
Invece ha voluto accontentarmi, ma per paura, ha comunque deciso di tenersi casa.
Per me l'importante è stare con lei. Non mi importa se in un appartamento, in una reggia o in una casa popolare.
E l'altro aspetto fondamentale è che Alessia stia altrettanto bene con me.
Quando i primi raggi del sole hanno cominciato a filtrare fra le tende, mi sono accorto che erano le sette di mattina, e ancora non avevo chiuso le palpebre nemmeno per sbaglio.
Mi tolgo la coperta di dosso, e vado in camera. Alessia sta ancora dormendo, così cerco di insinuarmi sotto le coperte senza svegliarla, ma con scarsissimi risultati.
"Richy..." Dice aprendo piano gli occhi, con la voce ancora impastata dal sonno.
"Torna a dormire." Le dico piano, accarezzandole i capelli.
Probabilmente è così assonnata che una volta sveglia non si ricorderà mai questa conversazione.
Per quanto io possa essere infastidito, non riesco a portarle rancore, neppure volendo.
Allora è amore vero, eh?
Sarebbe stato tutto più facile se fosse una relazione come le altre. Pochi legami e deboli, non è difficile tagliare i ponti.
Invece sono sempre più legato ad Alessia, e non nego che questo in parte mi spaventa, perché significa che sta diventando insostituibile.
Dopo aver toccato il cuscino, accanto a lei, mi sono addormentato. Il sonno mi è venuto tutto di colpo. Non c'entra tanto il fatto che stessi dormendo su un materasso piuttosto che sul divano. È la presenza di Alessia che cambia l'equazione.
Il suo calore di Alessia stretta fra le mie braccia, mi ha fatto addormentare subito.
Quando mi sono risvegliato, era Alessia che mancava nel letto. Mi sono alzato dopo qualche minuto, giusto il tempo di svegliarmi del tutto.
L'ho trovata in salone, con il computer davanti ed una marea di libri. Non ne ho visti così tanti neppure in cinque anni di superiori.
Alessia sente i miei passi e si gira, per poi abbozzare un sorriso.
"Buongiorno."
Mi guardo attorno per cercare di capire, dalla luce che c'è in salotto, in che parte della giornata ci troviamo. Il sonno mi ha completamente sballato il ritmo.
"Che ore sono?" Domando stropicciandomi gli occhi.
"Le 14."
"Non pensavo di aver dormito così tanto."
Mi siedo accanto a lei, e la vedo riabbassare lo sguardo sui libri.
"Sei arrabbiato?" Dice poi, con un tono docile.
"No." Scuoto la testa. "Ciò non significa che la passi liscia."
"Lo so, ho sbagliato." Sospira. "Non volevo ci rimanessi male, ma alla fine, in un modo o nell'altro è successo comunque."
Ho sempre pensato che le sue intenzioni fossero buone. Non ho mai dubitato che ci fosse malizia, o cattiveria, dietro quel gesto.
Non sarebbe da lei.
"Ale, tu con me puoi parlare."
"Lo so-"
"Anche se ci fossi rimasto male, non significa che ci saremmo lasciati!" Dico ridendo, per sdrammatizzare. "Di certo non per una casa."
"Se vuoi comunque uno spazio in cui andare per staccare, o dove far stare Sara e Ludovica quando vengono a trovarti, a me sembra una buona idea."
"Dici davvero?"
"Sì, e te lo avrei detto comunque."
Annuisce. Ha quell'espressione da cane bastonato, che mi fa una certa tenerezza.
"Sono perdonata?" Mi chiede ed io accenno un sorriso.
"Solo perché è Natale, altrimenti ti avrei fatto penare un paio di giorni."
Alessia si alza dalla sua sedia, per sedersi sulle mie gambe, e stringermi in un abbraccio che quasi mi toglie il fiato.
"Ti amo." Dice guardandomi negli occhi, e non prima di avermi dato un bacio.
"Anch'io." Sorrido. "Ah, ti ho preso un regalo."
"Anche io." Dice tutta soddisfatta.
Si alza, e va verso la stanza degli ospiti.
"Lo avevo nascosto nell'armadio, così non lo avresti trovato." Dice ridendo, e mi passa il pacco incartato con un grande fiocco rosso.
Lo apro, e trovo all'interno un maglioncino. Uno di quelli natalizi, che non sognerei mai di mettere in nessun altro periodo dell'anno.
Mi metto a ridere, e lo indosso subito.
"Come mi sta?"
"Bene!" Dice Alessia ridendo.
"Apri il tuo."
Mentre continua a ridacchiare, spacchetta il suo regalo.
"Come abbiamo fatto a pensare alla stessa cosa?" Domanda tirando fuori il maglione del Grinch, e mettendoselo davanti.
"Almeno siamo abbinati." Dico ridendo e mi sporgo per darle un altro bacio.
"Cosa abbiamo in programma per oggi?" Domanda ed io faccio spallucce.
"Dobbiamo andare a cena stasera." Rispondo. "Ciò significa che possiamo passare tutto il giorno a letto." Dico con un sorrisetto.
"Dai ma devo studiare." Sbuffa alzando gli occhi al cielo.
"Non studierai a Natale."
La prendo di peso dalla sedia, e la porto in camera, mentre le sue risate rimbombano lungo il corridoio.
Non sono mai stato così bene. Mi basta così poco per dimenticarmi anche solo il motivo per cui ieri sera ero stranito. Ma tanto l'incazzatura non sarebbe mai durata più di ventiquattr'ore.
È questo il potere che Alessia ha su di me. Da quando l'ho ritrovata, voglio evitare in qualsiasi modo discussioni che comportano il rischio che si allontani.
Ormai mi sono reso conto che nessun ostacolo è abbastanza grande. Anche le discussioni, non sembrano mai così serie.
Do per scontato che Alessia sia quella giusta, e che ormai è questa la mia vita insieme a lei. E mi piace.
Non so se per lei sia una relazione come le altre, nulla di speciale, ma per me non lo è.
Non mi sono mai sentito così vivo, né tantomeno così felice.
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Dammi un motivo
Fanfiction"Dammi un motivo, uno solo, e lascio perdere tutto." Alessia e Riccardo si conoscono per puro caso, mentre si trovano all'estero in vacanza. Al ritorno a casa però, scopre che è il nuovo ragazzo della sua migliore amica, Martina. Quando in un'amiciz...
