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86. L'accordo

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Kalea's P.O.V.

Aiden non indietreggia alla mia posizione, anzi. Un sorriso furbo spunta sul suo volto. Il suo braccio si allunga dietro la mia schiena, attirandomi pericolosamente a lui. «Non sei obbligata a combattere questa guerra da sola.» Le sue dita accarezzano il fianco opposto a quello su cui si appoggia il suo braccio, e il mio corpo reagisce con milioni di brividi incontrastabili. Cosa diamine sta facendo? «Certo che sono obbligata a combattere da sola, non vedo cosa mai tu possa centrare in tutta questa storia.» Con la mano libera stringe una ciocca dei miei capelli tra due dita, rigirandola attentamente, come se la stesse studiando. «Cosa c'entro io? Kalea, tu sei una Scorpion, le tue azioni si riflettono su di me, e le mie su di te. Siamo connessi, che tu lo voglia ammettere o no.» Non può starmi così vicino. Cerco la forza di ribellarmi, ma la sua presa è salda e la mia volontà molto debole. «Se devi intrometterti solo per uno stupido orgoglio da maschio Alpha, ti dico già che puoi evitare qualsiasi discorso, non ti ascolterò.» Il suo capo si inclina di lato. «Non lo faccio per orgoglio, Kalea. Lo faccio per te.» Le mie sopracciglia si sollevano per lo stupore. «Per me? Perché mai faresti una cosa così stupida per me?» Gli occhi di Aiden si illuminano di una luce nuova e intensa. Questo è un disastro. «Perché per quanto io sia assolutamente convinto e certo che tu sia la donna più forte, testarda, arrogante, egocentrica e orgogliosa che io abbia mai conosciuto, non mi perdonerei mai se ti facessi di nuovo male a causa mia. Tu dici che questa è "la tua guerra", ti sbagli. Questa è la mia guerra, e tu ci sei finita in mezzo. Non ti priverò della tua vendetta personale, né tanto meno ti vieterò di combattere per ciò che vuoi, ma non ti permetterò di tagliarmi fuori da qualcosa che sono stato io ad innescare.» I miei occhi finiscono sulle sue labbra carnose. Un'assoluta catastrofe. Quando il suo sorriso malizioso si espande, riporto immediatamente l'attenzione sul resto del suo viso. Cazzo. Impreco mentalmente quando mi rendo conto che l'intensità del suo sguardo è cento volte peggio rispetto all'aria invitante della sua bocca. Perché il suo discorso doveva suonare così fottutamente sexy? Madre de Dìos, ma che vado a pensare? Le dita che prima giocavano con i miei capelli, ora mi sfiorano la guancia, scendono verso il mento e iniziano a tracciare una linea immaginaria lungo il mio collo. La tensione nell'aria è talmente forte che è tangibile al tocco umano. Ovunque le sue dita si posino, lì il mio battito accelerato si palesa lasciandomi con il fiato sospeso. Il suo pollice mi accarezza le labbra, per poi spostarsi di lato e lasciare spazio alla sua bocca. L'attimo è breve, fugace e delicato come la rugiada che si posa sui petali di un fiore. Non mi rendo conto di aver chiuso gli occhi fino a che non li riapro di scatto, un brivido freddo di colpo sulla pelle, il calore del suo corpo distante. La tensione arde più di prima e i suoi occhi sono l'incendio che sta dando vita a tutto. Mi chiedo perché si sia fermato, perché si sia staccato da me con tanta brutalità, e poi la realtà mi piomba addosso come un macigno. Io lo desidero. Desidero il suo tocco, il suo calore, i suoi baci...Lui. Il flash di una macchina fotografica rischiara la penombra intorno a noi, catturando di colpo l'attenzione di entrambi. Aiden allunga una mano dietro la propria schiena ed estrae una pistola con cui poi mira e spara in direzione di colui o colei che ci ha fotografati. La persona riesce a fuggire, ma nella corsa l'apparecchio elettronico viene lanciato nella sabbia. Corro in quella direzione nella speranza di riuscire a recuperare la foto che ci è stata fatta, ma quando mi chino sul terreno, mi rendo conto che la scheda sd contenente tutti gli scatti in memoria è già stata estratta. «Merda!» Non posso fare a meno di imprecare ad alta voce sbattendo un pugno sulla sabbia. L'uomo mi raggiunge e la sua mano si tende nella mia direzione. La schiaffeggio via e poi mi alzo da sola rivolgendogli un'occhiata torva. «Questa è tutta colpa tua!» Aiden si indica con un sorriso ironico e divertito sul volto. «Adesso la colpa sarebbe mia?» Il suo corpo si avvicina spaventosamente al mio spazio vitale. «Non mi pare tu abbia fatto molto per respingermi poco fa.» Mi mordo la lingua, sono conscia che stia dicendo la verità, ma vorrei tanto non dargliela vinta così. Aiden si guarda attorno per poi farmi cenno con il capo in direzione della macchina. «Vieni, ho bisogno di parlarti, ma questo non è il luogo adatto per farlo.»

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⏰ Ultimo aggiornamento: Oct 13, 2025 ⏰

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