Savannah's P.O.V.
Ersi mi scruta in silenzio. «Vediamo se ho capito: Aiden ha appena deciso di far dare la caccia all'unica persona che in realtà ha parato il culo a tutti quanti?» Annuisco alla sua domanda. «Mentre Amelie è in quella sala ad incitare gli Scorpions facendo leva sull'orgoglio di Aiden?» Annuisco di nuovo. «Porca puttana.» La sua esclamazione mi fa sgranare gli occhi. Non credo che questo sia irreale e io me lo stia solo immaginando, ma in quale altro modo potrei giustificare la preoccupazione che scorgo sul volto dell'unica persona che ho sempre visto rimanere imperturbabile in qualsiasi circostanza? «Hai paura?» domando d'istinto alla ragazza dagli occhi di ghiaccio. «No. La paura offusca unicamente la logica. Riflettevo su tutta la situazione. La cosa che mi preoccupa maggiormente è Aiden, lo conosco, so come reagisce alle cose. Questa volta non farà eccezione. Non so cosa ci sia fra Aiden e Kalea per l'esattezza, ma sono certa che sia accaduto qualcosa. Il modo in cui ha deciso di affrontare la questione ne è la prova. Aiden sarà anche freddo, calcolatore, stronzo ed egocentrico, ma non è mai stato impulsivo. Mai. Penso che Amelie in qualche modo lo sapesse, anche senza esserne certa al cento per cento, ha fatto leva sull'orgoglio già ferito e ha ottenuto quello che voleva: vendetta. Quella di Amelie è stata una vera e propria presa di potere, e Aiden non ha semplicemente saputo resistere all'affronto, facendo così credere che fosse un'idea sua quella della vendetta.» Non mi stupisco del tutto di fronte alle sue rivelazioni. «Sono certa che lo conosci meglio di me, ma penso di aver capito con esattezza una cosa su di lui in tutti questi anni che gli sono stata vicina: Aiden non è il tipo che si lascia abbindolare da una donna, figurati due.» Eris sospira con gli occhi carichi di affetto. «Kalea è sempre stata diversa, lui lo sa fin troppo bene, fin dal primo istante in cui i suoi occhi si sono posati su di lei.» La sua espressione muta prima di pronunciare nuovamente parola. «Ora però lo sa anche quella vipera di Amelie. Se prima non ne fosse stata certa, ora invece ne ha la conferma per come lui si è comportato.» Sospiro con lo sguardo rivolto sulle mie scarpe. «Lei però non sa che ora tu sai.» La ragazza dai capelli bianchi si gira verso di me una volta udito il mio gioco di parole. «Quindi direi che ora la priorità è quella di non farci scoprire.» Eris sbuffa scuotendo il capo e facendomi cenno di no. «Come vorrebbe dire "no"? Vuoi forse farti scoprire? Non ci darebbe nessun vantaggio essere ammazzate dopo trenta secondi!» La paura che provo è palpabile nell'aria. La ragazza mi afferra bruscamente per le spalle. «Almeno tu sei qui e non chissà da quale parte in culo al mondo a venire torturata per difendere qualcuno che ora ha imposto di darti la caccia!» Le sue parole mi fanno ammutolire. «Torturata?» la mia voce trema. «Pensi che si mettano a giocare a carte con lei, Savannah? Certo che no! Non dopo un affronto del genere. Magari Juan sarà anche suo zio, ipoteticamente pensando che tu mi abbia detto la verità, ma se così dovesse essere, e Alejandro fosse realmente suo padre, tu non puoi nemmeno immaginare cosa voglia dire far parte di quella famiglia. Juan e Alejandro si odiano da decenni, per non parlare che provengono da una realtà criminale in cui l'unico codice morale da rispettare è: "I figli non si toccano". Juan rapendo Kalea ha appena infranto l'unica regola che avrebbe dovuto rispettare. Cosa pensi che accadrà nel momento in cui Alejandro Diaz, il vice capo del cartello criminale più conosciuto e temuto di tutto il Sud America, verrà a scoprire che sua figlia è stata presa sotto sequestro e torturata da suo fratello, nonché il suo più acerrimo nemico? Qui si rischia che scoppi la terza guerra mondiale e no, non è un modo di dire.» I brividi mi scorrono lungo tutta la spina dorsale. Deglutisco rumorosamente prima di porle l'unica domanda che mi è venuta in mente durante il corso di tutto il suo monologo. «Perché mai due fratelli dovrebbero odiarsi tanto?» «Potere e donne.» «Potere e donne?» Eris rotea gli occhi al cielo. «Non serve che ripeti quello che ti dico. Ci sono persone che vociferano che entrambi fossero innamorati della stessa donna, ma lei scelse Alejandro ed ebbe con lui ben due figlie, seppur lui non le fu mai fedele, cosa che si scoprì solo quando Alejandro mise incinta un'altra donna e nacque così un piccolo bastardo. Quando Juan lo venne a scoprire, ancora innamorato della prima donna, minacciò di morte il fratello, troppo accecato dalla rabbia di aver perso la donna che amava e per averla lasciata nelle mani di qualcuno che non era nemmeno stato in grado di rispettarla. Entrambi condividevano un impero della malavita, dopo la minaccia si scissero in maniera piuttosto brusca. Alejandro si prese tutto il Sud America, mentre a Juan non restò altro che il poco che erano riusciti a conquistare insieme in Canada; anche quello fu un duro colpo per il fratello minore. Questo è quello che si dice in giro, quanto sia effettivamente vero non lo sa nessuno.» I miei occhi spalancati scrutano intensamente quelli della ragazza di fronte a me. «Quindi la vita di Kalea è in pericolo perché sua madre scelse il fratello sbagliato?» «No.» Una voce proveniente dalle nostre spalle ci fa voltare entrambe di scatto. Una donna dalla figura slanciata si avvicina a noi con passo tranquillo, lasciando ticchettare i suoi tacchi a spillo sul cemento freddo e liscio. Quando l'ombra di un container smette di coprire il suo volto riusciamo finalmente a scorgere i suoi capelli scuri e ricci che le arrivano poco sotto le spalle. Il volto dai lineamenti dolci ma estremamente serio. Gli occhi profondi e ammalianti di un intenso color nocciola. Il naso dritto e leggermente a punta. La bocca carnosa e colorata di un rosso molto scuro. «Lei non scelse il fratello sbagliato, è la storia che hai raccontato ad essere errata.» La voce della donna ormai a pochi passi da noi è ferma e decisa. «Chi sei?» domanda Eris sulla difensiva puntandole la pistola contro. La donna si limita a fermarsi di fronte a noi, incrociando poi le braccia al petto. Il suo sguardo resta impassibile nonostante la pistola che le viene puntata addosso. «Sono il motivo per cui Juan e Alejandro si odiano tanto.» La sua confessione mi fa spalancare gli occhi. «Quindi tu sei la madre di Kalea?» Lei si limita a sorridere. «Sono la madre di Sebastian-» Eris spalanca gli occhi facendo per prendere parola, ma la donna la precede. «...e Kalea.»
STAI LEGGENDO
Need to love
RomanceESTRATTO DEL CAPITOLO 12: "Diversi brividi percorrono il mio corpo quando il suo respiro caldo si scontra con la pelle sensibile del mio collo. «Ho ucciso per molto meno di un soprannome.» Il tono è caldo, basso ma minaccioso. Perché tutto questo mi...
