Savanna's P.O.V.
Finisco di mettermi il rossetto davanti allo specchio e controllo che non ci sia nemmeno una sbavatura. Cavoli, ma quanto ci mette Eris? Doveva essere qui dieci minuti fa. Penso osservando l'orologio rosa appeso alla parete. Un lieve bussare alla porta mi fa sorridere. Questa è telepatia. Con passo leggero mi avvicino all'uscio e quando spingo sulla maniglia per poco non mi ritrovo sbalzata all'indietro. «Eris che mod-» mi blocco di colpo quando mi rendo conto che di fronte a me non c'è la ragazza dai capelli bianchi, bensì Aiden. «Aiden.» sussurro sorpresa il suo nome. «C-che ci fai qui?» mi schiarisco la voce nel tentativo di nascondere il mio balbettio. I suoi occhi chiari mi scrutano con serietà. Se gli sguardi potessero uccidere, sarei già morta stecchita. «Volevo parlarti.» Il suo tono duro non è una novità per me, ma allo stesso tempo non posso fare a meno di chiedermi di cosa voglia parlare con me con così tanta urgenza. «Senti, mi dispiace, ma non penso che ora sia il momento adatto. Nel giro di qualche minuto dovrei andare via e dal tuo tono serio mi pare di capire che non si tratta di una conversazione veloce. Ti dispiacerebbe organizzarci per un altro giorno?» sorrido nella speranza di non mostrargli il mio nervosismo. Il giovane uomo solleva leggermente un sopracciglio prima di muovere un passo nella mia direzione. «Farò molto in fretta: voglio che tu te ne vada dal quartier generale degli Scorpions.» La sua risposta mi fa strabuzzare gli occhi. «Perché mai dovrei farlo?!» Le mie mani iniziano a gesticolare seguendo un moto confuso. «Quanto accaduto nelle scorse settimane mi ha fatto riflettere. Savannah tu non sei effettivamente un membro degli Scorpions, eppure hai rischiato la tua vita tanto quanto uno di noi a causa di Kalea. Se non fosse stato per Amelie, tu ad oggi non saresti qui, noi non staremmo avendo questa conversazione. Non posso più permettermi di metterti in pericolo.» Non appena il nome di Amelie lascia le sue labbra, l'espressione sul mio volto s'incupisce per la verità che non gli posso dire. «Perché quella faccia? C'è qualcosa che dovrei sapere e che vorresti dirmi?» I suoi occhi mi trafiggono nel profondo, smuovendo parti del mio inconscio che stimolano il mio bisogno più disperato di confessargli tutto quello che so. Le mie labbra si schiudono, pronte a lasciar defluire tutti i miei pensieri. «Non penso che sia saggio allontanarla dal quartier generale.» La voce atona di Eris fa sì che io non commetta un gravissimo errore. Oh santo cielo, cosa stavo per fare?! Il ragazzo si gira verso di lei, fermandosi ad osservarla poggiata allo stipite della porta. «Perché secondo te non sarebbe saggio?» Il tono è duro e non ammette repliche. La sta sfidando. Vuole vedere se avrà realmente il coraggio di rispondergli e protestare alla sua decisione. La ragazza entra nella stanza con passo lento e le mani nelle tasche. «Kalea è ancora là fuori a piede libero, come hanno precisato i tuoi uomini l'altro giorno. Se portassimo Savannah fuori dal quartier generale, pensi veramente che lei non lo verrebbe a scoprire e tenterebbe in ogni modo di darle la caccia? Pensaci Aiden, non è una scelta poi così saggia.» Lo sguardo del ragazzo è tutto fuorché tranquillo. «Ora parli anche come quella traditrice? Ti credi più furba di me?» Sono certa che a parlare sia il suo orgoglio, ma ad Eris pare non importare da quanta è la furia che le vedo divampare negli occhi. «Forse hai ragione. Forse sono una traditrice. Proprio come Lei. Non fare però l'errore di crederti più furbo di me, perché se lo fossi stato davvero, non saresti l'unico in questa stanza a non sapere la verità.» La mia bocca si spalanca per lo stupore mentre i loro occhi si puntano entrambi nella mia direzione. Cazzo. Deglutisco a fatica, come se avessi un nodo bloccato in gola. «Cosa vorresti dire con questo Eris?» La ragazza sospira con teatralità. «Non saprei Aiden, sei tanto furbo, perché non lo scopri da solo?» L'altro non ha nemmeno il tempo di risponderle che lei si volta verso di me. «Fai le valige, ti porto via di qui.» Mi indico con mano tremante. «L-le valige? Per andare dove?» Eris si limita a muovere le spalle come a scrollarsi della polvere di dosso. «Se la porti via, considerati fuori dagli Scorpions.» L'ultimatum di Aiden è freddo, secco, senza rimorso. «Con piacere.» La contro-risposta è ancora più glaciale. Non so cosa dire, come comportarmi, chi guardare. I due si fulminano senza più fiatare. Perché diavolo non ho detto la verità quando era il momento di farlo? Perché quel maledetto giorno non ho smentito Amelie? Mi domando mentalmente, ma la verità è una soltanto: avevo paura; sono stata zitta per paura di non essere creduta, per il timore di subire ripercussioni su una verità che tutti sicuramente avrebbero pensato fosse una menzogna.
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Need to love
RomanceESTRATTO DEL CAPITOLO 12: "Diversi brividi percorrono il mio corpo quando il suo respiro caldo si scontra con la pelle sensibile del mio collo. «Ho ucciso per molto meno di un soprannome.» Il tono è caldo, basso ma minaccioso. Perché tutto questo mi...
