«Non toccare niente.» Ordinò con voce roca perforandomi con lo sguardo. Deglutii rumorosamente e abbassai gli occhi faticando a sostenere ancora il contatto.
Salii lentamente le scale, prestando attenzione all'arredamento scelto dal riccio; mi stupii nel trovare così perfettamente ordinata la sua abitazione.
Avevo immaginato che fosse un maniaco del controllo, ma stavamo pur sempre parlando di un ragazzo.
Aprii lentamente la porta bianca della sua camera, il profumo della sua abituale colonia mi avvolse portandomi a chiudere gli occhi per qualche secondo, permettendomi di beare il suo aroma speziato alla cannella.
Scrollai le spalle e iniziai la mia ricerca.
Una lieve corrente fredda entrava dalla finestra socchiusa, raffreddando la stanza, la chiusi facendo attenzione a non fare un eccessivo rumore che avrebbe destato sospetti al ragazzo al piano inferiore.
Feci correre lo sguardo lungo la parete adornata con qualche poster di band famose e delle mappe geografiche, che scelta singolare, pensai.
La stanza era eccessivamente ordinata e pulita, scarseggiavano i colori accesi e brillanti, mentre prediligevano il nero, il grigio e il bianco.
Un laptop firmato Apple era precisamente situato sull'antica scrivania in legno d'acero, mentre una libreria colma di classici, ormai consumati, e romanzi si trovava difronte al letto matrimoniale, anche esso ricoperto da soffici lenzuola color pece.
Presi un quaderno sulla scrivania e cercai una biro; aprii il primo cassetto trovandoci soltanto una grossa risma di documenti sparpagliati, cosa che trovai decisamente strana essendo in contrasto con tutto l'ordine, quasi maniacale, presente in questa camera.
Lo richiusi e aprii il secondo, appena sotto il primo, rivelando diverse cianfrusaglie, anche esse sparse e accatastate; cominciai a frugare trovando finalmente l'oggetto da me tanto cercato.
Una scatola, decisamente grande, con incisa una scritta dorata ed elegantemente incisa era nascosta sotto vari blocchi bianchi.
Mont Blanc, recitava.
Con attenzione e cautela aprii la custodia cercando di non romperla, conoscendo il prezzo di tale gioiello.
Sgranai gli occhi quando, al posto della costosa biro, ci trovai nascosta una pistola nera.
Realizzai il motivo per cui la scatola fosse così grande e così pesante; l'accarezzai con mano tremante e sussultai quando la superficie fredda entrò in contatto con la mia pelle.
«Cosa stai facendo?» Un fiato caldo mi solleticò il collo procurandomi la pelle d'oca lungo tutta la spina dorsale.
«Io cercavo un biro.» Farfugliai, mi scansò afferrando velocemente il ferro, puntandomelo contro al petto, solo una piccola distanza lo separava dal mio corpo scosso.
Non avevo ancora realizzato, ed assimilato, quello che stava succedendo, e non seppi comprendere se fosse un bene o un male.
«Cosa ti avevo detto?» Scandì ogni parola aumentando l'intensità del suo tono roco e profondo, creando un grande climax.
«Di non toccare nulla, ma io stav-» Mi interruppe cominciando ad avanzare verso il mio corpo spaventato.
«Perché non mi hai ubbidito?» Domandò con sguardo serio ed indecifrabile, il muscolo della mascella guizzava, segno di quanto fosse arrabbiato e di quanto stesse cercando di mantenere la calma.
«Scusami.» Sussurrai scontrandomi contro il muro della sua camera.
Spostò la pistola per potersi maggiormente avvicinare al mio corpo intrappolato contro la superficie scura.
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Emerald Eyes
Fanfiction"Molti di noi sono angeli caduti, ma alcuni sono nati all'inferno." Pronunciò la sua voce profonda, un piccolo ghigno comparse sulle sue labbra; e io sapevo che lui proveniva dall'inferno. #1 in mistero/thriller on 23.12.2016 #4 in fanfiction on 18...
