Non ricordo per quanto tempo rimasi impassibile e immobile, con i piedi piantati a terra, quasi mi fossero cresciute delle radici e non volessero farmi correre via. Il gelo si stava attanagliando intorno al mio cuore e allo stomaco, sentii gli occhi pizzicarmi, quasi ci fosse della sabbia al loro interno; solo quando sentii un sapore salato sulle labbra mi resi conto di star piangendo in silenzio, mentre due paia di occhi, entrambi quasi della stessa tonalità ma con una luce totalmente diversa al loro interno, mi fissavano volendo cogliere qualsiasi mio movimento improvviso. Mi sentii di troppo, a disagio, ma soprattutto minacciata da questi due individui mostruosi, essendo completamente alla loro mercé.
Ero nella stanza con il mio stupratore e il mio assassino, sembrava quasi un titolo di un macabro libro.
Alzai lo sguardo trovando quello vuoto ed impassibile del riccio, stringeva la mascella facendole guizzare il muscolo velocemente, i pugni stretti lungo i fianchi, i quali erano accarezzati dolcemente da un paio di skinny jeans neri strappati leggermente.
Non si sentiva in colpa? Non provava niente sapendo che avessi scoperto il suo orribile segreto?
Non riuscii più a sopportare questi sguardi, non trovai più un motivo per restare, avevo paura, terrorizzata, che potessero farmi del male. Mi girai di scatto e mi precipitai alla porta cercando di aprirla.
«Gwendalyn!» Urlò Harry non appena spalancai il portone in legno massiccio; non mi interessava neanche sapere il motivo del loro incontro, volevo chiudere con tutto e scappare il più lontano possibile, sperando che i loro loschi piani non si sarebbero mai realizzati.
«Le passerà.» Udii pronunciare da un Peter ridente e divertito mentre mi richiudevo la porta con foga alle spalle, misi piedi sul primo gradino della scala per poi correre verso la strada di casa, mi voltai indietro di tanto in tanto sperando di non essere seguita. Improvvisamente, e ragionando il più velocemente possibile, arrivai alla conclusione che la mia casa sarebbe stato il primo luogo dove uno dei due, se non addirittura entrambi, avrebbe controllato, così girai bruscamente a destra, perdendo per qualche secondo la stabilità, e mi inoltrai nel bosco dietro le villette, determinante il confine della città.
Quando fui sicura di essere abbastanza lontana mi fermai, appoggiando le mani sulle ginocchia per riprendere fiato e le forze, avevo la gola in fiamme a causa della corsa prolungata, in aggiunta il freddo non aveva fatto altro che peggiorare la situazione, regalando alla mia bocca un sapore ferroso di sangue. Mi sedetti su una roccia ricoperta di muschio, cosicché esso potesse attutire il dolore delle sporgenze rocciose sopra di questa, mi strinsi in un abbraccio cercando di riscaldarmi, mi portai le mani sugli occhi cominciando a singhiozzare liberamente; le lacrime scendevano copiose lungo le guance arrossate per lo sforzo della corsa e per il freddo, avevo la vista sfocata e i capelli crespi ed annodati, ma niente di tutto ciò poteva importarmi.
Dopo quello che sembrò un'eternità mi strofinai gli occhi asciugando le lacrime ormai quasi completamente seccate alla base di essi, mi ripulii dalla terra finita accidentalmente sui miei calzoni e afferrai il telefono per guardare che ore fossero; il cielo si era leggermente scurito, lasciando trapelare le prime stelle che avrebbero costellato quest'ultimo nell'arco di un'ora.
Il numero di chiamate perse, provenienti da persone differenti, erano troppe, e mi resi conto di aver fatto preoccupare tutti. Digitai il nome di Jackson per richiamarlo e fargli sapere che fossi viva e vegeta.
«Dove diavolo sei? Harry mi ha chiamato chiedendomi il motivo per cui non fossi andata a casa sua per finire il progetto di Granter!» Urlò talmente forte che dovetti staccare l'apparecchio dal mio orecchio per non rimare con un timpano in meno.
«Dovresti essere contento che non sia andata da lui, che ti prende?» Disse sarcasticamente, come si era permesso quello schifoso di chiamare mio fratello?
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Emerald Eyes
Fiksi Penggemar"Molti di noi sono angeli caduti, ma alcuni sono nati all'inferno." Pronunciò la sua voce profonda, un piccolo ghigno comparse sulle sue labbra; e io sapevo che lui proveniva dall'inferno. #1 in mistero/thriller on 23.12.2016 #4 in fanfiction on 18...
