Un altro tuonò squarciò il silenzio facendomi sobbalzare, non ho mai amato particolarmente i temporali, riportavano alla memoria momenti all'orfanotrofio che avrei voluto elidere dalla mia mente molto volentieri. La sua ombra si stagliava sul muro quasi a volermi inglobare nella sua oscurità più profonda, il solito ghigno impertinente giocava sulle sue labbra carnose e leggermente pronunciate, simboleggiante, sicuramente, non buone intenzioni.
«Io.. io non capisco,» mi schiarii la voce avendo la gola fastidiosamente secca, «non ti capisco.» Mi corressi cercando di appiattirmi maggiormente contro il muro ruvido, per quanto mi fosse ancora possibile. Alzò un sopracciglio divertito, ma al contempo sorpreso nell'udire nuovamente la mia flebile e sottile voce; si avvicinò al mio viso, lasciando che solo pochi millimetri separassero le nostre bocce, deglutii per la sua improvvisa vicinanza e mi morsi la guancia interna per l'imbarazzo.
«Sentiamo,» sbuffò in una risata che gli fece vibrare silenziosamente il petto, distolsi lo sguardo dal suo troppo profondo e inquisitorio non riuscendo più a sostenerlo, vidi la sua mano destra muoversi lentamente , causando un piccolo spostamento d'aria, verso il mento, dove poi appoggiò delicatamente due dita adornate con degli anelli. Il contatto repentino mi trasmise una scarica elettrica lungo la spina dorsale, il mio viso assunse delle tonalità rossastre all'altezza delle gote divertendolo maggiormente, «cosa esattamente ti turba?» Mi alzò il viso verso il suo, avendo ora piena visuale su di esso, per poi soffiare in maniera seducente contro le mie labbra che, istintivamente, si socchiusero in risposta.
Un fuoco divampava nel mio petto quasi volesse bruciarmi dall'interno e sapevo che l'unico modo per placarlo era assaggiare nuovamente le labbra delicate di questo assassino, diavolo se lo sapevo.
«Perchè,» Mi interruppi a causa di un altro fulmine proveniente dall'esterno, mi aggrappai al suo petto strizzando gli occhi per la paura che si insinuò sotto le mie ossa, stringevo con forza la sua camicia stropicciandogliela, quando mi accorsi di cosa stessi effettivamente facendo, ovvero cercare conforto tra le sue braccia, mi scostai di scatto distogliendo lo sguardo rossa per la vergogna.
D'altronde tra le sue braccia hai sempre trovato conforto, mi sussurrò la mia coscienza quasi volesse mettermi maggiormente in imbarazzo.
«Guardami quando mi parli.» Sussurrò al mio orecchio carezzandomi la guancia pallida, seppure le parole fosse appena udibili, suonarono come una minaccia velata, così riportai i miei occhi vitrei nei suoi verdi smeraldo, poi annuì come per incitarmi a continuare ciò che gli stavo enunciando.
«Perchè non mi uccidi? Perchè un minuto prima sembri essere gentile e quello dopo un bastardo? Stai cercando di farmi impazzire o, che so io, umiliarmi? Perchè ti prendi gioco di me? Perchè mi chiedi se sia spaventata da te? Diamine è ovvio che io la sia, sei fottutamente terrificante, metti i brividi e poi sei uno psicopatico assassino!» Sputai fuori come se stessi leggendo una lunghissima lista della spesa, presi un grosso respiro una volta finita la mia sfilza di domande. I suoi occhi si scurirono lievemente, mi scrutava in silenzio immobile, quasi stesse decidendo in quale maniera più dolorosa avrebbe potuto uccidermi , facendomi presumere che da lì a poco sarebbe scoppiato l'inferno.
Ma invece, per mia grossa sorpresa, una risata di gola uscì quasi rotolando fuori dalla sua bocca a pochi centimetri dalla mia.
«Non pensavo avessi così tante domande nella tua piccola testolina.» Mi picchiettò in maniera fraterna la fronte, rilasciai un sospiro che non credetti di star trattenendo fino a quel momento.
«Bhe, sono qui per esaudire ogni tua richiesta, ma da dove cominciare,» Si tamburellò con il dito, adornato da un anello con un rubino rosso rettangolare, il mento con fare pensoso, «il mio nome e l'aggettivo gentile non potranno mai stare nella stessa frase,» si avvicinò bruscamente al mio viso dove lasciò incastonato un piccolo ed umido bacio sulla mia fronte aggrottata per la concentrazione e il disorientamento improvviso. «mi sto solo divertendo, niente di personale.»
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Emerald Eyes
Fanfiction"Molti di noi sono angeli caduti, ma alcuni sono nati all'inferno." Pronunciò la sua voce profonda, un piccolo ghigno comparse sulle sue labbra; e io sapevo che lui proveniva dall'inferno. #1 in mistero/thriller on 23.12.2016 #4 in fanfiction on 18...
