Eravamo ormai fermi davanti alla viottola di casa mia da 10 minuti abbondanti, stavo pensando a cosa dire a mio fratello e soprattutto se raccontargli o meno la verità.
Non avrebbe per nulla gradito se io gliel'avessi tenuto nascosto, ma al contrario se gliel'avessi detto, probabilmente sarebbe corso alla polizia, verosimilmente la cosa giusta da fare, ma il mio istinto, e la faccia di Harry, mi suggerivano il contrario.
«Quando una persona fa una domanda sarebbe educato rispondere.» Alzò un sopracciglio il giovane.
«Sí, o meglio, penso dovrei dirglielo, ma non so se sia la cosa giusta da fare.» Risposi schiarendomi la voce non avendo parlato per una quindicina di minuti.
«Bhe, si possono avere opinioni discordanti riguardo questa scelta, la mia non sarebbe, come dire, gradita.» Disse sarcasticamente ridacchiando leggermente, facendo intravedere le sue fossette.
«E quale sarebbe?» Chiesi guardandolo storto non essendo sicura di voler sentire la sua risposta.
«Ritengo tuo fratello un emerito coglione, su questo punto mi sono espresso chiaramente in passato, non è così?» Presi le difensive di Jackson come se mi avesse offesa personalmente, mi infastidiva il suo atteggiamento scontroso nei suoi confronti, voglio dire, lo conosceva da poco più di due mesi.
«Perché tu non lo saresti?» Asserii facendogli arretrare il viso per la sorpresa; mi slacciai la cintura per uscire dall'abitacolo ma venni bloccata dalla sua presa.
«Gwendalyn,» sospirò pesantemente faticando a formula la frase seguente. «io non gli racconterei nulla, almeno fino a quando non avremo capito di cosa si tratti.» Questa volta quella ad indietreggiare leggermente per lo stupore fui io.
Avremo; quell'avremo significava che mi avrebbe dato una mano?
«Ora vai, mi hai già rubato troppo tempo, che non ho da perdere.» Mi schioccò l'occhio liberandomi dalla sua presa, facendomi alzare gli occhi al cielo.
«Neanche un bacio di ringraziamento?» Ghignò freddamente perforandomi con lo sguardo, mettendomi i brividi.
Scesi dalla macchina e mi affacciai alla portiera.
«Sai dove puoi ficcartelo quel bacio?» Sorrisi cinicamente dandogli corda.
«No, illuminami.» Alzò un sopracciglio afferrando il volante senza mai distogliere i suoi occhi dai miei.
«Ti lascio il ragionevole dubbio.» Chiusi la portiera non permettendogli di rispondermi a modo con una delle sue solite frecciatine velate.
1-0 per Gwen.
Sorrisi involontariamente ripensando alla nostra conversazione.
«Quel sorrisino?» Scossi la testa al sentir pronunciare quelle parole e mi riscossi dai miei pensieri.
Ero talmente persa nella mia mente che non mi ero accorda di aver suonato automaticamente il campanello.
«Che sorrisino?» Feci la gnorri guardandolo interrogativa.
«Niente lascia perdere, piuttosto com'è andata ieri?» Risucchiai un sospiro tra i denti quando arrivò la fatidica domanda a cui speravo di non dover rispondere, non sono mai stata brava a raccontare le bugie, tanto meno riguardanti me stessa.
«Mm niente di entusiasmante, troppa gente.» Mi schiarii la voce quando notai di star calando di tono a causa dell'ansia.
«Ora vado a studiare, ci vediamo dopo.» Non gli lasciai il tempo di rispondere che mi precipitai in camera mia dove mi buttai sul letto stremata.
Stavo per addormentarmi quando sentì la mia suoneria rimbombarmi nelle orecchie, dovevo seriamente imparare ad abbassarla.
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Emerald Eyes
Fanfictie"Molti di noi sono angeli caduti, ma alcuni sono nati all'inferno." Pronunciò la sua voce profonda, un piccolo ghigno comparse sulle sue labbra; e io sapevo che lui proveniva dall'inferno. #1 in mistero/thriller on 23.12.2016 #4 in fanfiction on 18...
