Sentivo le guance andare in fiamme e supposi che il rossore fosse visibile sulle mie gote, poichè il suo sorriso sornione si allargò fino a creare la piccola fossetta sulla sua guancia sinistra. Staccò la mano dal muro alle mie spalle e, con le dita affusolate e decorate con gli anelli, mi sfiorò il braccio nudo, percorrendolo lentamente, procurandomi brividi lungo tutto il corpo.
«Sei troppo pericolosa per me.» Sussurrò ad un centimetro dalle mie labbra schiuse.
«Pericolosa?» Chiesi con un filo di voce, continuava la sua dolce e lenta tortura facendomi cospargere il corpo di pelle d'oca. Improvvisamente infilò la mano sotto alla sua maglia, appoggiandola sulla mia schiena tesa che, a contatto con il suo calore, si rilassò immediatamente. Il palmo aperto aderiva alla perfezione alla mia curvatura della spina dorsale; stava giocando con me, ero in balia del suo tocco e lui lo sapeva, quasi fosse il mio burattinaio e io la sua bambola.
«Mi fai desiderare cose che non dovrei desiderare.» Mi attirò contro il suo petto e poi accostò le labbra umide contro il mio collo, inavvertitamente inclinai il viso, permettendogli di continuare la sua tortura. Sorrise contro la mia pelle, compiaciuto di avermi causato la reazione che tanto sperava di ricevere come risposta. Non trovavo la forza di sottrarmi alle sue attenzioni, troppo desiderosa di poter assaporare nuovamente le sue labbra ora premute contro il mio punto sensibile sottostante all'orecchio. Prese a succhiare provocandomi un lieve pizzicorio che si preoccupò di attenuare e di lenire passandoci sopra la lingua e lasciandoci qualche bacio.
Afferrai le sue spalle forti per sorreggermi, mi spinse nuovamente contro il muro intrufolando poi la sua mano sotto la maglietta, accarezzandomi la pancia, stretta in un nodo di piacere, con una delicatezza che non pensavo possedesse.
Salì lentamente verso il mio petto che si alzava ritmicamente ad una velocità sostenuta; quando avvolse le dita intorno al mio seno sinistro un gemito strozzato fuoriuscì dalle mie labbra, ghignò sornione cominciando a compiere dei movimenti circolari. Il freddo dei suoi anelli in contrasto con il tepore della mano mi mandò completamente in estasi, mentre numerosi sospiri si infrangevano contro il suo petto.
«Baciami.» Il tono roco e profondo che caratterizzava la sua voce in quel momento evidenziava quanto fosse eccitato, ma ne ebbi una conferma definitiva quando premendo il suo corpo contro il mio, sentii una protuberanza contro la coscia. Mi avvicinai timorosa alle sue labbra rosse e gonfie, e dopo averlo guardato negli occhi per qualche secondo, lo baciai lentamente. Portai le mani nei suoi ricci che tanto sembravano implorarmi di tirarli e lo avvicinai maggiormente contro di me, sentendo lo stomaco contorcersi di piacere.
Picchiettò la lingua contro il mio labbro inferiore per chiedermi l'accesso, così schiusi le labbra permettendogli di approfondire il bacio, facendo scontrare le nostre lingue. Senza mai interromperlo mi condusse verso il letto dove mi lasciò cadere delicatamente; sprofondai nelle lenzuola fresche e profumato mentre lo osservavo togliersi la maglietta, rimanendo solo con un paio di calzoncini della tuta. Mi studiava dall'alto con un sorriso malizioso mentre una luce lussuriosa gli illuminava lo sguardo; feci scorrere gli occhi vitrei per l'eccitazione lungo il suo petto scoperto trovandolo perfetto e mi chiesi se fosse stato scolpito da Michelangelo.
Lentamente salì a cavalcioni sul letto, posizionando le ginocchia a lato del mio bacino; mi poggiai su un gomito mentre con la mano sospesa a mezz'aria tracciai il contorno dei suoi tatuaggi, lo sentii irrigidirsi, ma in una frazione di secondi si rilassò permettendomi di continuare.
«Ti piacciono?» Chiese rompendo il silenzio che ormai da qualche minuto era calato intorno a noi, annuii velocemente e poi riportai lo sguardo sul suo viso etereo. «Ti hanno fatto male?» Chiesi curiosa di sapere la risposta non riuscendo ad immaginare come avesse potuto sopportare che un ago continuasse a bucargli la pelle per lasciare una traccia indelebile sulla sua pelle ora esposta al mio sguardo indagatore.
«Qualcuno, ma niente di non sopportabile.» Rispose mentre afferrava la mia mano e se la portava alla bocca, passò la lingua intorno all'indice per poi baciarlo senza smettere di fissarmi. Afferrò i lembi della maglietta che mi aveva prestato e cominciò a sfilarmela, fino a lasciarmi i seni nudi ed esposti al suo sguardo famelico.
Improvvisamente mi sentii vulnerabile sotto al suo sguardo possessivo e da predatore, mi portai un braccio al petto cercando di coprirmi e distogliendo gli occhi dai suoi, incapace di sostenerli per l'imbarazzo che presto assunse le sfumature del rosso sulle mie gote.
«Non coprirti, non hai nulla di cui vergognarti.» Mi afferrò il mento, portandomi inevitabilmente a guardarlo, mi lasciai andare e tolsi il braccio dai seni permettendogli di avere una visuale completa del mio corpo in balia del suo tocco esperto.
Lentamente si distese sopra di me, sorreggendosi con i gomiti posti a lato della mia testa, riprese a baciarmi il collo mentre i suoi ricci mi solleticavano la guancia; premetti il mio basso ventre contro il suo desiderosa di maggior contatto. Tracciò una linea invisibile dai seni fino all'elastico dei suo boxer dove poi fece scomparire le dita, avvicinandosi sempre di più alla mia intimità; mi guardò cercando un consenso che non gli negai.
Passò lentamente il dito all'ingresso della mia intimità e poi lo fece scivolare al suo interno, provocandomi un sussulto.
Riportò lo sguardo su di me per poi riprendere e baciarmi mentre pompava a velocità sostenuta. Le sue labbra attutivano i miei gemiti di piacere, ma nonostante ciò, erano ben udibili, eccitandolo maggiormente. La sua lingua danzava con la mia mentre un tripudio di emozioni sembrava mescolarsi dentro al mio stomaco, lasciandomi in balia delle sue attenzioni che tanto avevo bramato.
Quando si portò il dito alla labbra, succhiando i miei umori, arrossii violentemente mentre lui sembrava divertito dalla situazione. Si avvicinò al mio viso lasciandomi un bacio a fior di labbra.
«Se vuoi fermarti dimmelo ora, non so se poi sarò in grado di farlo.»
A|N
Buongiorno a tutti! Ecco a voi un nuovo capitolo, scusatemi se non aggiorno subito, ma sono molto incasinata con l'università, per cui faccio il possibile.
Cosa ne pensate di questo capitolo? Cosa pensate accadrà nel prossimo?
Fatemi sapere, a presto!
Bacioni Carolina.
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Emerald Eyes
Fanfiction"Molti di noi sono angeli caduti, ma alcuni sono nati all'inferno." Pronunciò la sua voce profonda, un piccolo ghigno comparse sulle sue labbra; e io sapevo che lui proveniva dall'inferno. #1 in mistero/thriller on 23.12.2016 #4 in fanfiction on 18...
