«Mi sono divertito un sacco oggi. Voi gitani siete proprio forti!» commentò Yoongi sedendosi sulla sabbia vicino a Taehyung che sorrise a quelle parole. Gli altri componenti della famiglia erano già rientrati all'interno delle proprie case, il sole era calante.
«Ma non sei venuto con un tuo amico? Dov'è adesso?» chiese il castano.
«Si ma non so dove sia. Mi ha detto che sarebbe andato a prendere i bagagli e l'ho lasciato andare ma non è ancora tornato. Ho fatto male secondo te?» domandò sogghignando.
«Magari avresti dovuto accompagnarlo» sentenziò l'altro.
«La macchina è qui dietro e poi credo sia abbastanza grande per camminare da solo e non perdersi»
«Quanti anni avete voi due? Mi incuriosisce saperlo»
«Io ne ho 26 e Jungkook 27. Siamo un po' grandetti non pensi?» Yoongi rise con gusto all'osservare le espressioni di Taehyung.
«Si, wow cioè non pensavo aveste queste età. Sembravate un po' più piccoli, di all'incirca 22-23 anni»
«E voi quanti ne avete?»
«Io e Jimin abbiamo la stessa età, ne abbiamo 17» le sue guance si colorarono leggermente di rosa, azione che fece sorridere l'altro.
«Piccolini ma lo immaginavo, dimostrate perfettamente la vostra età» curvò le sue labbra in un sorriso e osservò per un'istante anche il biondo che giaceva seduto a pochi passi da loro, sembrava contemplare il mare con completa adorazione. Decise poi di continuare a parlare con il castano.
Ma la contemplazione di Jimin e la chiacchierata fra Yoongi e Taehyung si vide improvvisamente interrotta dall'arrivo di Jungkook, il grigio notò all'istante che qualcosa non andasse bene in lui.
Lo conosceva da tanto tempo e quello che vedeva arrivare era un Jungkook ubriaco. Barcollava, ghignava e canticchiava rumorosamente ad alta voce tanto che accalappiò anche l'attenzione di Jimin che lo guardò interrogante attraverso i suoi occhiali da vista. Il corvino continuò a ridere e corse velocemente verso il biondo cadendo in ginocchio vicino a lui.
«T... T-Tu» lo indicò con il suo dito indice «Q-Quattr-... Occhi» continuava a balbettare e far scivolare le parole «Tu s-sei u-uno... S-Straniero» ridacchiò malamente. Avrebbe proseguito ma Yoongi lo sollevò da lì a quel punto «A... A-Amici»
«Zitto, cazzo!» asserì e poi si rivolse ai due più piccoli «Scusatelo soprattutto tu Jimin... Ma potreste aiutarmi a portarlo in camera? Non sta bene» quelli annuirono anche se il biondo lo fece di mala voglia ma uno dei suoi principi era quello, aiutare il prossimo.
Non poteva evitarlo.
...
Taehyung e Jimin aiutarono Yoongi a trasportare Jungkook nella camera della loro nuova casa "vacanze". Arrivati lì, poggiarono il maggiore nel letto che, nel frattempo, continuava a blaterare frasi e parole insensate.
«Uno di voi due potrebbe prendermi gentilmente dell'acqua, ve ne sarei grato. È l'ultimo favore che vi chiedo» disse e ci pensò Taehyung a procurargliela mentre Jimin rimase lì nella stanza.
«Cos'ha?» domandò con curiosità.
«È ubriaco. Puzza maledettamente di alcool» Yoongi arricciò il suo naso per quell'odore pungente proveniente dal maggiore.
«E come mai ha fatto questo?»
«Non è abituato a questo tipo di luoghi e magari si è lasciato andare a qualche bicchierino di troppo... Non lo so...» il più piccolo annuì con la sua testa.
Taehyung entrò poco dopo con una bottiglietta d'acqua che Yoongi fece bere a Jungkook, quest'ultimo sembrò riprendersi. Non sghignazzava e non parlava più come prima, osservava il soffitto silenziosamente.
«Gli passerà?»
«Si, non è la prima volta. Si ubriaca, poi dorme e l'indomani è come nuovo. Non preoccuparti» assicurò il maggiore.
«Non mi preoccupo, sono tranquillo ma i miei mi hanno insegnato a prendermi cura degli altri nonostante tutto e lo faccio anche in questo caso, anche se lui non se lo merita» asserì Jimin a braccia conserte.
«Lo so ma in fondo non è cattivo. Lui purtroppo ha tutta un'altra mentalità, non ritiene importante quello che tu ritieni sia importante, ha altre aspirazioni ma questo è perché siamo cresciuti in luoghi e circostanze diverse»
«Lo so ma un po' di umiltà, un po' di cuore non gli farebbe male. Ho visto, ho notato il suo sguardo che ci scrutava con superiorità e disprezzo e per giunta mi ha anche chiamato "quattr'occhi". So quello che pensa di noi, lo vedo anche se porto gli occhiali, non sono cieco ma non mi importa. Del resto ognuno è libero di pensare e dire ciò che vuole»
«Era ubriaco quando ti ha detto "quattr'occhi". Conta come insulto?»
«Ma non si dice che gli uomini da ubriachi dicano la verità, o mi sbaglio?»
«Dicono purtroppo...» sospirò il maggiore osservando le palpebre ormai socchiuse del suo migliore amico «Scusalo davvero»
«Si ma non mi importa, tranquillo. Siamo abituati a questo e adesso non mi fa più effetto» confermò «Posso farti una domanda?»
«Si, certo»
«Perchè siete qui se lui non ci vede di buon occhio? Ci sono tanti che sarebbero stati disposti a offrirvi una casa e casualmente vi ritrovate ad accettare la nostra, tra noi gitani che lui non sopporta. È un po' strano, non credi anche tu? Sono gitano, non stupido»
«Beh-» ma la risposta di Yoongi venne interrotta.
«Taehyung! Jimin! Venite a casa e non disturbate gli ospiti» urlò Namjoon da dietro la porta.
«Si, arriviamo!» contestò Jimin «Me lo dirai domani, d'accordo?» l'altro acconsentì con insicurezza ed ansia.
«Ci vediamo» salutò il castano.
Yoongi poté tirare un minuscolo sospiro di sollievo vedendo uscire quei due dalla sua stanza e ringraziava Namjoon per essere intervenuto in tempo. Almeno per oggi era riuscito a sfuggire da quella fatidica domanda.
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𝑮𝒊𝒕𝒂𝒏𝒐 | 국민
Fanfictionᴄᴏᴍᴘʟᴇᴛᴀᴛᴀ Dove Jimin è un gitano e Jungkook lavora come costruttore in un'azienda; (In revisione per eventuali errori) ᴋᴏᴏᴋᴍɪɴ //ᴊɪᴋᴏᴏᴋ ᴏᴍᴏsᴇssᴜᴀʟᴇ ᴅʀᴀᴍᴀ *ᴅɪsᴛᴜʀʙᴏ ʙᴏʀᴅᴇʀʟɪɴᴇ sʜɪᴘ sᴇᴄᴏɴᴅᴀʀɪᴀ: ᴛᴀᴇɢɪ
