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Quando Jimin rientrò in camera sua, si sedette sul pavimento accanto al letto in cui Jungkook, dopo aver riposato, si stava già muovendo, segno che di lì a poco si sarebbe svegliato.

Inoltre, fra le sue mani teneva alcune cosette da mangiare e da bere per il corvino.

Malgrado non se lo meritasse, Jimin non riusciva ad evitare che questo suo lato così buono e dolce uscisse anche con lui. In quei momenti, si sentiva soltanto uno stupido per provare quegli autentici sentimenti d'amore verso quel corvino ma non gli importava più di tanto, era costretto a conviverci.

E quando percepì la carezza di una gelida mano sulla sua guancia, capì che il suo amore era più forte che mai e che aveva bisogno di quelle carezze per ritrovare un po' di quella serenità persa.

«Minnie...» chiamò a voce bassa.

«Ehi, ti ho portato qualcosa da mangiare e da bere visto che non puoi muoverti bene»

Jungkook mostrò un lieve sorriso fra tutti quei cerotti e quell'occhio nero che adornavano il suo volto.

«Grazie... Mettiti qui» a fatica, Jungkook fece un po' più di spazio sul letto e Jimin si sdraiò al suo fianco mettendosi però a pancia in giù per guardarlo meglio «Ho occupato anche il tuo letto» ridacchiò.

«Dici "anche" perché tu stesso sai di aver occupato gran parte della mia vita?» chiese sorridendo.

«Purtroppo si...» rispose posando una mano sul suo torace bendato da una fascia bianca e l'altra la intrecciò a quella di Jimin «Non voglio evitare il discorso, dobbiamo parlare di un paio di cose noi due»

«Già»

«Non farò finta di non aver sentito quello che hai detto perché l'ho sentito chiaro e forte nonostante fossi mal conciato» si fermò un momento per riprendere fiato «Io voglio amarti così tanto ma non riesco mai a dimostrartelo perché in un modo o nell'altro finisco sempre per fare qualcosa che ti ferisce. Odio me stesso per questo»

«Non devi odiarti. Non puoi obbligare te stesso ad amare qualcuno»

«No forse tu non hai capito, Minnie. Io voglio te come tu vuoi me. Non sto obbligando me stesso» affermò chiaramente «Sarò pure affetto da questo maledetto disturbo di personalità ma ragiono ancora, riesco a pensare e a prendere decisioni che siano giuste o sbagliate»

«Non voglio illudermi. Magari è solo perché ti sto aiutando, ti sto sempre vicino e ti sei "affezionato"» fece virgolette con le dita.

«E chi ti ha chiesto di starmi vicino in ogni momento? Io te l'ho chiesto. Io ti ho chiesto esplicitamente che volevo solo te per affrontare tutto questo» Jungkook tentò di alzare il suo busto ma Jimin lo fermò ponendogli una mano sul petto nudo «E lo so che è sbagliato ma sono tanto geloso di te perché ho paura che tu possa lasciarmi, che tu possa abbandonarmi»

«Come potrei abbandonarti, se sono perdutamente innamorato di te? Forse la migliore opzione sarebbe stata quella di separarci definitivamente ma sono così masochista da non volerla considerare» ammise sincero.

«Ed io sono così egoista per chiederti forzatamente di restare con me dopo tutte le cazzate che ho fatto... Io non volevo minacciarti quella sera»

«Avrei scelto te comunque... Duncan è soltanto un bastardo» Jungkook lo guardò ridendo.

«Oh, hai finalmente cambiato pensiero su quello?»

«Si»

«Vorrei abbracciarti ma sono un po' impedito» disse con un sorriso riferendosi alle sue due costole lesionate.

«Ci penso io»

Jimin si mise di fianco potendo così poggiare la testa sulla sua spalla e circondare il suo petto con un braccio. Jungkook, a sua volta, lo avvolse lentamente con le sue braccia.

«Voglio migliorare per te. Voglio metterci tutto me stesso ma ho paura di non riuscirci»

«Volere è potere, Jungkook»

Bipolarismo has not limits lol  :^)

𝑮𝒊𝒕𝒂𝒏𝒐 | 국민Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora