IV

278 28 31
                                        

L'aria di Napoli mi mancava, la mia vita qui mi mancava.
Siamo appena tornati in città dopo le vacanze e il ritiro in Trentino, è agosto e la città è deserta. Ci sono solo turisti ovunque, li vedi che girano coi cappellini di paglia e le fotocamere appese al collo che guardano tutto con stupore e meraviglia.
Mi era mancato tutto questo, nonostante staccare la spina mi abbia fatto indubbiamente bene.
"Amo, che fai vieni?"
La mia compagna mi chiama dalla cucina e io rientro. Ero in terrazzo con Bonnie a godermi l'aria di mare ma è ora di pranzo e lo stomaco chiama.
"Allora quella con le scale in marmo nero?"
"A me piace quella, tu che dici?"
"Sì, penso di sì. Mi piaceva anche quella con le vetrate oscurabili ma la posizione forse è troppo scomoda"
"Sì infatti, e poi è piccola"
"Vero, quella con la scala in marmo nero invece è perfetta"
"Dopo chiamo e confermo, così ci organizziamo anche per lo sfratto"
"Perfetto" mi sorride e mi lascia un bacio sulla bocca prima di sedersi a tavola con me.

Sì, avete capito bene, stiamo cambiando casa. Questa è diventata piccola e poi ne vogliamo una che sia solo nostra. E sì, avete capito bene, io e Alina siamo tornati insieme. E' da maggio che ci siamo ritrovati e sembra che abbiamo davvero trovato la quadratura del cerchio.
Io sto finalmente bene, lei è quello che mi serviva per stare tranquillo e vivere in serenità. Mi ama e so che la troverò sempre al mio fianco in ogni occasione.
Abbiamo passato delle settimane bellissime in vacanza, alle Bahamas e ora siamo pronti per vivere insieme la vita reale.
"Ho confermato, oggi la andiamo a rivedere, ti va?"
"Certo, a che ora?"
"Alle cinque"
"Ok, perfetto" annuisce e continuiamo a mangiare.
La cosa che mi dispiacerà di più di lasciare questa casa, sarà sicuramente allontanarmi dai signori Contini che mi hanno trattato come un figlio fin dal primo giorno. Avranno la mia amicizia e la mia riconoscenza per sempre, gli voglio davvero un gran bene e anche Alina è molto affezionata a loro.
Dopo aver sistemato la cucina riposiamo un po' e poi andiamo all'appuntamento con l'agente immobiliare.
La casa che stiamo affittando è bellissima, moderna e con una vista mozzafiato. E' sempre nella zona di Posillipo ma un po' più in alto, in un parco privato e sorvegliato. Più avanti abitano anche degli altri miei compagni di squadra e mi hanno parlato benissimo del contesto.
Alina è raggiante, non vede l'ora di trasferirsi e contiamo di farlo al massimo per metà settembre.
Torniamo a casa sempre più convinti di star facendo la scelta giusta e mentre ne parliamo mi squilla il cellulare, è Elif. Ci siamo un po' allontanati ultimamente, soprattutto a causa delle vacanze ma in ritiro siamo tornati ad essere inseparabili e anche ora appena possiamo stiamo insieme.
"Eli, ciao"
"Ciao Diè.. ti devo dire una cosa.." sembra impaurito, che ha combinato stavolta?
"Cosa?"
"Ci siamo baciati" dice, con la voce talmente bassa che a stento lo sento.
"Wow, che notizia! E me lo dici così?"
"Eh sì, non mi piace fare il cretino su queste cose, lo sai"
"Sì, lo so lo so. Mi fa piacere e come è andata?"
"Non lo so, spero bene. A me è piaciuto"
"Menomale.. te l'ho detto, mano mano andrà sempre meglio, stai tranquillo"
"Sì, lo so. Stasera andiamo al cinema, stranamente ha detto di sì. Secondo te dovrei fare qualcos'altro?"
"No, no che vuoi fare? Vacci piano e stai al tuo posto, a fine serata, la baci. Senza allungare le mani, mi raccomando"
"Sì, okay, a fine serata. E' normale che l'ansia non mi passa?"
"All'inizio sì" mi fa tenerezza per quanto è preso e ansioso, eppure non me lo sarei mai aspettato da uno come lui. Anche se conoscendolo meglio so che non è solo risate e scherzi stupidi, anzi è un ragazzo profondo e sa essere serio quando vuole.
"Speriamo mi passi presto. Comunque grazie e buona giornata, salutami Alina"
"Ricambia, poi fammi sapere come va eh.. ciao"
Lo saluto e chiudo la telefonata. Alina mi guarda e ride, mi prende in giro e continua a ripetere che sono un fratello maggiore perfetto. Con Eli mi viene naturale, cerco solo di aiutarlo al meglio che posso e lei lo sa, infatti le piace molto il nostro rapporto.
"Che ne dici di questo letto? Troppo grande?"
"Ma quante piazze sono?" Sgrano gli occhi quando mi fa vedere una foto su un sito di arredamento.
"Tre"
"Un po' troppe, no?" Me la rido e lei passa oltre, mostrandomene un altro.
"Questo, è bellissimo guarda" le sorridono gli occhi quando mi fa vedere un letto in legno scuro intarsiato a mano. Legno tedesco, artigianato italiano, perfetto.
"Sì, questo piace molto anche a me. C'è anche il resto dell'arredo per la camera così?"
"Eccolo" mi passa l'iPad e scorro le foto. Sono in uno stile moderno ma ricercato, non avevo mai visto niente di simile prima. Lei guarda insieme a me le immagini e ad ognuna di essa fa dei commenti.
"Questo potremmo metterlo sulla destra, non appena si entra in stanza. Questo.. questo proprio di fronte, sul muro grande"
"E poi l'imposta si riesce ad aprire?"
"Penso di sì, poi ovviamente lo facciamo fare su misura. Guarda quanto è bella la cabina armadio.."
"Bella, sì"
"Ti avviso, metà è mia e metà tua, non fare che ti prendi tutto lo spazio come al solito" mi dà una gomitata leggera e ride. Rido anche io e mi viene un'idea guardando i suoi occhi che brillano nel progettare una vita insieme.
"Sposiamoci" dico, all'improvviso.

E' una follia? Non m'importa, ho deciso che voglio vivere in modo folle e non avere rimpianti.

Allontana leggermente il viso dal mio e mi guarda basita.
"Sposarci?"
"Sì, ti va?"
"E me lo chiedi così?" Ride ancora, imbarazzata al massimo.
Ha ragione, che cretino. Mi schiarisco la voce e mi inginocchio. Non ho l'anello ma rimedierò al più presto.
"Ali, mi vuoi sposare?" Le chiedo guardandola negli occhi che subito le si inumidiscono. Fa di sì con la testa e mi abbraccia.
"Sì, sì, sì!" dice e poi batte le mani entusiasta.
"Okay, perfetto. Che ne dici se ci sposiamo il prima possibile? Una cosa con pochi intimi come abbiamo sempre desiderato"
"A Positano?" Mi chiede, sempre più emozionata.
"O a Capri, scegli tu"
"Capri, ci sto! Quando?"
"Il mese prossimo? C'è la sosta delle nazionali e dovrei avere una decina di giorni di pausa"
"Organizziamo" risponde con il sorriso che non accenna a svanirle dal viso. La abbraccio ancora e poi facciamo l'amore.
La mia vita è finalmente come l'ho sempre desiderata e non potrei volere altro.

Sogna con me // Diego DemmeLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora