capitolo 32

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Capitolo 32

Angelica:

Qualche giorno dopo mi svegliai, aspettandomi una pioggia di baci, com'era diventata nostra abitudine. Ma non accadde. Non mi svegliai a suon di baci, mi svegliai a suon di imprecazioni. Feci scorrere la mano sul lato del letto di Alex e sentii che era freddo, segno che era in piedi da un bel po'. Mi alzai e indossai una maglietta di Alex abbandonata per terra, portandomi al naso il colletto impregnato del suo odore. Tra un insulto e l'altro lo trovai in cucina, vestito di tutto punto, pronto per andare al lavoro. Avevo un debole per quando vestiva completamente di nero e quello, abbinato al fatto che avesse ancora i capelli bagnati e pettinati all'indietro, compensava ampiamente i baci mancati. Mi appoggiai al bancone e rimasi ferma a guardarlo. Stava mescolando qualcosa in una ciotola e intanto borbottava qualcosa fra se e se.

-Posso aiutarti ?- chiesi facendolo sobbalzare. Si girò verso di me e mi regalò il suo sorriso più bello.

-Buongiorno-

-Poteva esserlo se qualcuno non avesse abbandonato il letto senza baciarmi -dissi scherzando.

-Volevo lasciarti dormire e prepararti la colazione, ma l'impasto per i pancake si sta rivoltando contro di me. - E mi mostrò la ciotola, che conteneva un impasto a dir poco liquido.

-Ci hai messo la farina vero ?- chiesi Il cucchiaio di legno si bloccò.

-Sapevo che mancava qualcosa !- urlò

-Dammi qua, faccio io - dissi mentre afferravo la ciotola e aggiungevo la farina.

-Comunque- dissi girandomi e facendo scorrere lo sguardo lungo tutto il suo corpo. "Mio Dio" pensai.

-Perché sei vestito ?-

-Oggi torno al lavoro - disse

-Avevi intenzione di dirmelo ?-

-Certo -

-Alex, il medico ha detto riposo assoluto-

-Lo so, ma mi sento bene, davvero. Ho bisogno di riprendere la mia vita o rischio di impazzire. Insegnare mi manca e poi non mi stancherò molto promesso. Faccio solo mezza giornata- Lo fissai e poi ripresi a mescolare.

-D'accordo, però vedi di essere a casa pomeriggio, dobbiamo fare una cosa. Insieme. -

-Devo preoccuparmi?- chiese Alex afferrando una mela dal cesto sul tavolo e mettendola nello zaino.

-No. Voglio solo farti conoscere due persone- dissi abbassando lo sguardo. Alex mi fissò, poi annuì e mi lasciò un dolce bacio sulle labbra.

-Ci sarò. A dopo - E se ne andò, lasciando un fazzoletto sul tavolo.

"Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte

il primo per vederti tutto il viso.

il secondo per vederti gli occhi.

l'ultimo per vedere la tua bocca

e tutto il buio per ricordarmi queste cose

mentre ti stringo fra le braccia."

(Jacques Prévert)

Più tardi, quel pomeriggio, Alex bussò alla porta e io afferrai la borsa e il telefono per poi uscire di casa.

-Dove andiamo ?- mi chiese mentre mi apriva la portiera della macchina nuova. Ovviamente nera. Alex avviò il motore e io mi fissai le mani.

-Al cimitero - sussurrai.

Amami come nei libriDove le storie prendono vita. Scoprilo ora