Daisy
L'arrivo di Niall e Micheal, il loro buon umore e la grande euforia contagiosa, unito alla musica sempre più trascinante, convince tutti a correre in pista a ballare. Louis si avvicina con un grande sorriso prendendomi la mano destra con fare naturale, trascinandomi nella mischia di studenti danzanti, seguito subito dal resto dei nostri compagni. Il gesto da lui compiuto non ha un secondo fine, l'ho ben capito; nonostante abbia "infranto" il nostro patto, non mi dà alcun fastidio questo contatto delicato. È solo un attimo poiché, una volta al centro della sala, il ragazzo lascia andare le mie dita voltandosi verso di me e cominciando a muoversi a ritmo di musica. I nostri corpi sono separati solamente da qualche centimetro, eppure, di nuovo, non mi sento a disagio ad essere ad una vicinanza tanto ravvicinata, e poi non siamo da soli: Perrie e Seline sono accanto a me, rivolti verso i rispettivi cavalieri, Niall e Micheal, invece, ballano in modo buffo -ondeggiando le mani in aria e muovendo il bacino a ritmo- spesso intromettendosi tra noi "coppie" facendoci ridere.
Per qualche attimo mi lascio completamente andare, trascinata dalla grande euforia che la comitiva trasuda da tutti i pori. Devo ammettere che i più divertiti ed emozionati paiono essere proprio i due ragazzi senza compagna; guardo Niall e Micheal ed il sorriso apparso sulle labbra non fa che aumentare, senza nemmeno un motivo preciso. Sono davvero contenta di vederli felici, soprattutto il ragazzo biondo che, dopo un corteggiamento durato giorni, ha dovuto subire il rifiuto da parte di mia cugina; Kim non sarebbe mai venuta a San Francisco solamente per essere la dama del mio amico, suo padre non lo avrebbe permesso. Ovviamente non si è lasciato abbattere da un "no" detto dalla sua cotta pressoché storica -anche perché so bene che se fosse dipeso dalla ragazza ora sarebbe certamente qui-, anzi si gode il momento ridendo e scherzando con tutti.
Un po' lo invidio, vorrei anch'io sentirmi pervasa da una sana allegria -caratteristica ben radicata nel mio carattere- eppure non riesco ad essere totalmente me stessa, non se una parte di me non mi è accanto. Ballo con Louis ma la mente è proiettata da un'altra parte e mi chiedo, incessantemente, perché lui non sia qui con noi. Avevo immaginato almeno un ballo insieme, come fratello e sorella, mantenendo le distanze necessarie, ma comunque stretta tra le sue braccia. Mi guardo intorno sperando di trovarlo ai margini della sala mentre magari chiacchiera con qualche compagno, ma non riesco ad individuarlo. Per un secondo, ma solamente uno, una domanda si fa spazio tra le altre: "E se fosse insieme a Charlotte in questo momento?". Il pensiero di quei due insieme non andrà via facilmente, come le immagini di quel pomeriggio nella riserva riguardo i baci che si sono scambiati. Harry si è dimostrato un po' più maturo negli ultimi tempi e dovrei fidarmi, tuttavia la paura di essere pugnalata nuovamente alle spalle non sparirà improvvisamente ed in così poco tempo.
«Tutto bene?» chiede Louis avvicinandosi di qualche passo, corrugando la fronte in un'espressione perplessa.
«Sì, sto bene.» rispondo sorridendo, ritornando con lo sguardo nella sua direzione e lasciando perdere i dubbi.
Nonostante ciò, la curiosità e l'ansia hanno la meglio -ed il patto con me stessa sul non pensare ad Harry va in fumo- così decido di rifilare la scusa del bagno al mio cavaliere liberandomi dall'oppressione della massa di studenti danzanti e su di giri; nemmeno mi sono resa conto del caldo presente nella stanza, né tanto meno del leggero sudore che imperla la fronte. Quasi mi manca il respiro, ma probabilmente questa assenza è dovuta al nervosismo.
Dopo aver sgomitato un po', riesco ad arrivare al fondo della palestra, a qualche metro di distanza dalla porta che dà sui corridoi della scuola, e respiro profondamente ringraziando il cielo di essere giunta in un punto in cui non vi è un ammasso di ragazzi in preda alle emozioni e gli ormoni. Riesco a respirare aria fresca sentendo i polmoni e le narici bruciare per la differenza di temperatura; anche la parte di pelle coperta solamente dal velo trae beneficio da questa diversità. Mi sento quasi rigenerata, e una volta ripresa l'unica cosa che mi resta da fare è cercare Harold. È impossibile scrutare tutta la sala ed è inutile perlustrare tutta la pista camminando ai margini di essa poiché lui, se mai fosse in questa stanza, potrebbe spostarsi e, di conseguenza, non riuscirei a raggiungerlo facilmente. Ciò che credo sia più opportuno fare è chiedere in giro visto che è un volto conosciuto da quasi tutta la scuola, essendo nella squadra di basket. Il primo che inquadro è Ashton, seduto ad uno dei tavoli predisposti da Perrie ai lati della sala, intento a parlare con una ragazza in modo fitto guardandola seducente. Non conosco la sua dama - e nemmeno faccio molto caso a lei-, ma non mi preoccupo di disturbarli. Dunque, a grandi passi (per quel che posso con i tacchi), lo raggiungo chiedendo di mio fratello, però lui non l'ha visto - e, da come mi ha raggelato, suppongo di essermi intromessa in un momento a lui poco gradito.
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Endless || H.S.
Fanficamore [a-mó-re] affetto profondo e intenso, passione, attrazione che lega due persone. Ciò che unisce Harry e Daisy é proprio questo: amore. Tuttavia, c'è qualcosa di davvero importante che non permette i due di stare insieme. Nonostante ciò decido...
