E così mi ritrovavo lì, seduto sullo scomodo divano della mia migliore amica, a cercare un modo per sistemare quel grande casino che era diventata la mia vita, in principio perfetta.
Sentii la chiave entrare nella serratura della porta d'ingresso.
Dev'essere Ivy...
"Hey, già di ritorno?" le chiesi non appena varcò la soglia. Vidi poi Mark entrare dietro di lei.
"Mark..." dissi sommessamente.
"Seriamente lo fai restare qui dopo tutto quello che ti ha fatto?!" disse lui, non appena mi vide.
"Mark per favore non ho voglia di parlarne adesso, non dopo tutto quello che è accaduto." disse Ivy, posando le chiavi sul tavolo e gettandosi accanto a me sul divano. Poi chiuse gli occhi, come sfinita.
"Un momento... se lui è qui... ciò significa che...?" chiesi, scioccato.
"Io e Micheal ci siamo lasciati. O meglio, io l'ho lasciato. Poi c'è stata la corsa in aeroporto per fermare Mark, mi hanno quasi arrestata, Mark mi ha fatto la proposta e poi alla fine Micheal ha pagato la multa per non farmi finire in carcere." disse tutto d'un fiato.
Spalancai gli occhi.
"Mi sono perso a <<io e Micheal ci siamo lasciati>>..." dissi, sconvolto.
No sul serio... quante cazzo di cose mi sono perso?
"Guarda qui." disse, prendendo il suo cellulare e mostrandomi un video della sua dichiarazione ai microfoni dell'aeroporto.
Lo guardai.
"Wow... credo sia una delle cose più romantiche che io abbia mai visto."
"Lo è stata." disse Mark, sorridendo, per poi iniziare a camminare nervosamente avanti e indietro per la stanza. Ivy nel frattempo era rimasta ferma, immobile sul divano, con la testa appoggiata al guanciale, che fissava il soffitto.
"Mi spieghi cos'hai da camminare avanti e indietro?" disse, non sopportando più quel rumore di passi.
"Sono solo nervoso." rispose lui.
Lei con uno scatto si mise seduta.
"Ti stai forse pentendo di tutto?"
"Di cosa dovrei pentirmi, Ivy?" vidi il suo sguardo farsi serio.
"Non so... magari non vuoi sposarmi."
"Ma cosa dici?" disse, sedendosi accanto a lei sul divano e prendendo la sua mano fra le sue.
"Certo che voglio sposarti. Lo vedi questo?" disse, indicando l'anello che portava al dito. "L'ho comprato sei anni fa."
"C-cosa?" disse Ivy, visibilmente scioccata da quelle parole.
"Ecco... se quella mattina prima che io partissi fossi venuta a salutarmi..."
Ivy lo guardò intensamente negli occhi, ormai lucidi.
"E l'hai conservato per tutto questo tempo?"
"Già... forse perché dentro di me sapevo che prima o poi ci saremmo ritrovati."
Erano come ipnotizzati, con lo sguardo fisso l'uno sull'altra. Si stavano letteralmente sbranando con gli occhi.
Francamente, mi sentivo di troppo.
"Come vorrei che lui non fosse qui." disse Mark indicandomi, guardandola maliziosamente.
"Tranquillo... avete già fatto... cose... l'altra notte mentre ero nella stanza a fianco. Non mi impressiono mica..." mi intromisi nella conversazione.
"Hey... non eri incosciente quella notte?" chiese Mark, sorpreso da quelle parole.
"Non ho mica bisogno di vedervi farlo per sapere che quella notte ci avete dato dentro?! Era più che evidente da come vi comportavate la mattina dopo."
Vidi Ivy arrossire.
"Possiamo tornare a ciò di cui stavamo discutendo?" disse, tentando di deviare la conversazione che si stava facendo parecchio imbarazzante.
"Se non è per questo motivo, allora cos'hai?" continuò.
"È solo che... Micheal è il mio migliore amico. Abbiamo sbagliato entrambi e... beh, probabilmente non potremo mai sistemare le cose. Sono solo triste, tutto qui. E poi stavo pensando al fatto che probabilmente da domani nessuno di noi due avrà più un lavoro."
Uoooo ragazzi, vi siete messi davvero nei casini...
"Cazzo! I soldi del lavoro mi servono! Come farò a pagare l'affitto altrimenti?" constatò Ivy, preoccupata.
"Tranquilla... puoi sempre venire a stare da me" disse Mark, facendole un occhiolino.
"No!" lo interruppi.
Dove diamine starò io? Non possono lasciarmi in mezzo a una strada!
"Cosa? Perché?" chiese Ivy.
"C'è... c'è una cosa che devo confessarti."
Vidi Mark agitarsi davanti a quella mia affermazione.
"Attento a ciò che dici" disse poi, poco prima che iniziassi a parlare.
"N-non... non c'è alcun lavoro a Milano. Ti ho mentito. La verità è che dopo che ho rotto con Sophie ho pensato che la cosa migliore fosse allontanarmi da lei. Quindi..." esitai un istante.
"Quindi?" mi invitò a continuare, guardandomi negli occhi.
"Mi sono licenziato. Volevo trovare lavoro qui a Milano e... speravo che nel frattempo mi avresti potuto ospitar-"
"È fuori questione." disse Mark, non permettendomi neanche di terminare la frase.
"Mark!" disse Ivy, come intimandolo a tacere. "Perché non mi hai detto tutto subito?!" disse poi, rivolgendosi a me.
"N-non lo so. È solo che... tu sei l'unica persona che mi è rimasta sempre accanto. È per questo che sono venuto qui. Ma poi dopo l'altra sera... mi sono accorto che restando potrei metterti davvero in pericolo."
"Ma di cosa diavolo stai parlando?!" disse, avvicinandosi a me. "Ascolta... noi siamo amici, e gli amici si aiutano nel momento del bisogno. Tu potrai sempre contare su di me."
"Dici sul serio?" gli occhi mi si fecero leggermente lucidi.
Non potevo credere a quelle parole.
"Ma certo! Puoi restare quanto vuoi!"
Mi abbracciò.
Mark dall'altro lato della stanza non sembrava affatto contento, ma sapeva non avrebbe mai potuto contraddire il volere della sua ragazza.
Ivy era davvero una persona speciale.
Nonostante tutto il male che le avessi fatto, lei era pronta a perdonarmi e soprattutto a sostenermi in quello che si era rivelato essere il momento più difficile della mia vita.
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Just be with me
RomanceSpin-off di "My professor" e "I still love you" La storia continua da dove si era interrotta, ma i fatti da questo momento in poi vengono narrati dal punto di vista di Jack, il quale si innamorerà presto di chi non avrebbe mai immaginato. __________...
