"Cosa? Quando?" chiese Ivy, sorpresa.
"Ma sì, certo..." dissi, stringendogli la mano. "... tu sei il ragazzo che ha riaccompagnato Ivy l'altra sera, quando era ubriaca."
"Riaccompagnato? Ubriaca?" chiese Mark, sorpreso da quelle parole.
"Sì... l'altra sera alla festa, dopo che te ne sei andato... ho alzato un po' il gomito."
"Hai alzato un po' il gomito? Ivy, parlavi letteralmente con una pianta." dissi ridendo.
"E credevi io fossi tua madre." mi interruppe Chris, ridendo anche lui.
"... e hai sboccato due volte fuori dal finestrino della mia auto."
"Sì, d'accordo!" disse Ivy, intimandoci a smetterla di parlarne. "Il concetto è chiaro. Ora noi dobbiamo andare, non è vero?" disse, rivolgendosi a Mark.
"Già. Buon lavoro a tutti." disse Mark, rivolgendosi anche agli altri impiegati che si trovavano già dietro le loro scrivanie.
Vidi i due piccioncini incamminarsi verso l'ascensore discutendo animatamente. Di sicuro avevano molto di cui parlare.
"Allora... non sapevo ti avessero assunto." esordì Chris, dopo che mi fui seduto alla mia postazione.
"È... è stato tutto molto improvviso."
"Già, capisco."
"Non è esattamente il lavoro dei miei sogni, ma se voglio restare a Milano non ho tanta scelta. Pensa che ieri per la disperazione mi sono addirittura proposto come barista." risi.
"E non ti hanno preso?"
"Mhh... mi avrebbero preso di certo." feci un sorriso spavaldo. "Sono io che ho cambiato idea e ho pensato di cercare qualcosa di più adatto. Poi per fortuna Ivy mi ha detto che si era da poco liberato un posto nella sua azienda. E così... eccomi qui."
"Aspetta fammi ricordare... tu sei un fotografo, giusto?"
"Sì"
"Allora saprai usare photoshop meglio di me."
"Me la cavo in effetti." dissi.
"Bene. Sai, tutti gli altri ragazzi che ho dovuto aiutare erano dei completi imbranati. Almeno con te non dobbiamo iniziare da zero."
"Tranquillo." dissi, sorridendo e grattandomi leggermente la nuca.
"Quindi anche tu ti occupi di grafica?"
"No... cioè in realtà sì..."
"Sì o no?" chiesi, sorridendo.
"Me ne occupavo quando sono stato assunto tre anni fa. Poi ho capito che non era davvero quello che mi piaceva. E quindi ho chiesto di poter cambiare mansione."
"Capisco... e ora, di cosa ti occupi?"
"Principalmente leggo lavori di giovani autori alle prime armi, e seleziono accuratamente i migliori da proporre ai superiori. Per il resto, semplice lavoro d'ufficio."
"Quindi vorresti diventare uno scrittore?"
"Beh sì... qui dentro è il sogno un po' di tutti. Ho scritto qualcosa, ma sinceramente non credo pubblicherò mai nulla. Questo lavoro mi piace, e per ora mi basta."
"Capisco." dissi, sorridengogli.
La nostra conversazione venne interrotta dall'arrivo di un uomo in giacca e cravatta. Aveva una folta chioma bionda e degli occhi color verde smeraldo. I suoi lineamenti erano duri, marcati, il suo sguardo austero, autoritario.
"Giorno ragazzi." disse entrando.
"Chi è?" sussurrai a Chris, incuriosito.
"Il nostro capo." rispose, sempre sussurrando.
"Wright, cos'hai da bisbigliare?" chiese, con tono freddo. Poi sembrò notare la mia presenza. "E chi diavolo è lui? Cosa ci fa qui?" aggiunse quindi, rivolgendosi a me.
Mi alzai in piedi, camminando nella sua direzione. Arrivato di fronte a lui, gli allungai la mano.
"Piacere, Jack Nicholson. Sono stato assunto come grafico."
"Assunto? E da chi? Sono io che mi occupo di queste cose!" disse con tono alterato.
"Mi scusi, credevo glielo avessero detto..." risposi, intimorito dal suo atteggiamento.
Non è decisamente un buon inizio...
"Voglio sapere chi diavolo ti ha autorizzato a stare qui, adesso!" urlò, esasperato.
"... il dottor Lewis." risposi con tono fermo.
"Il dottor Lewis? Sul serio? È appena diventato CEO e già si permette di fare raccomandazioni?" disse. Poi stette in silenzio qualche istante, si toccò le tempie e, come consapevole di non poterci far nulla, continuò a parlare.
"D'accordo... ti hanno già spiegato tutto?" mi chiese, stavolta con tono più pacato.
"Sì..."
"Ti aspetto tra dieci minuti nel mio ufficio per il contratto allora. " disse, facendo per andarsene.
"E voi altri, cosa avete da guardare? Pensate a lavorare, forza!"
Se ne andò.
"Cazzo, è proprio stronzo." dissi a Chris.
"Beh... può sembrarlo all'inizio."
"Poi migliora?" chiesi speranzoso.
"Mhh... no, è stronzo e basta. Volevo rassicurarti ma mentirei dicendo che in realtà è buono e gentile."
Sospirai, poi mi misi a lavoro.
Dopo qualche minuto un uomo fece il suo ingresso nella stanza. Pensai fosse un impiegato in ritardo, anche se era vestito fin troppo bene per essere un semplice impiegato. Di sicuro occupava un posto migliore nell'azienda.
Anche lui aveva un certo fascino, dovevo ammetterlo.
Vidi Chris osservarlo intensamente, e anche l'uomo lo guardò per qualche istante. Poi, come facendo finta di nulla, si incamminò verso l'ufficio del capo.
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Just be with me
Roman d'amourSpin-off di "My professor" e "I still love you" La storia continua da dove si era interrotta, ma i fatti da questo momento in poi vengono narrati dal punto di vista di Jack, il quale si innamorerà presto di chi non avrebbe mai immaginato. __________...
