Mi prende che sono un coglione!

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"Scusami Monica. Torno subito." le disse Luke, afferrando uno dei due bicchieri dalle mie mani e seguendomi.
Camminai in fretta senza dire nulla. Lui a stento riusciva a mantenere il mio passo, ma ciononostante non apriva bocca. Sapevamo entrambi quale fosse la nostra meta.
Aprii la porta del bagno ed entrai, poi, una volta dentro, lui la chiuse a chiave dietro di sé.
Con uno scatto, mi spinse contro al muro e iniziò a baciarmi con foga. Non mi feci pregare due volte e ricambiai il bacio, gettando distrattamente il contenuto del mio bicchiere sulla sua camicia. Si staccò, affannato.
"Tranquillo." sussurrò al mio orecchio, riprendendo il suo assalto, stavolta al mio collo.
"Aspetta." dissi, staccandomi da lui. "Rimediamo subito." aggiunsi poi, facendo per sbottonargli la camicia.
"Aspetta, Jack." disse, tentando di farsi indietro. "Non mi sembra il caso-"
"Sta' zitto." lo interruppi, baciandolo ancora e sbottonando un altro bottone.
"No, Jack, non voglio."
Ma ero troppo assuefatto dal suo sapore per poter comprendere qualcosa. Tentai di baciarlo ancora.
"Cristo Jack, ti ho detto di no!"
Mi spinse via da sé con forza.
Sbattei con la schiena contro il muro.
"Non sono qui solo per una scopata e lo sai bene!"
Mi lasciai cadere contro il muro, restando seduto sul pavimento freddo.
"Scusami, ti prego." dissi, ormai con gli occhi lucidi.
"Mi dici che cazzo ti prende?!" mi disse, osservandomi a terra completamente inerme.
"Mi prende che sono un coglione! Che sono così egoista da non sopportare di vederti felice senza di me! Riesco ad essere geloso persino di Monica, nonostante sappia ti piacciano gli uomini! E non riesco a pensare al fatto che da domani non vorrai vedermi mai più e mi considererai un mostro." dissi tutto d'un fiato, singhiozzando.
"Senti, mi hai rotto il cazzo! Ora mi dici cos'hai fatto una buona volta, chiaro?! Sono stufo di sentirti dire di quanto starai male o di quanto ti odierò! Fammi decidere da solo se odiarti o meno!" disse, quasi urlando, per nulla preoccupato del mio stato. L'avevo visto arrabbiarsi tante volte, era vero, ma mai in quel modo. Era come se improvvisamente tutte le sue sfuriate mi sembrassero così false, così progettate. Era quello il vero Luke incazzato. Mi alzai in piedi e tentai di asciugarmi il volto solcato da lacrime.
"Luke... io non volevo... te lo giuro..."
"Parla." mi interruppe freddamente.
"Quella telefonata dell'altro giorno non... non l'ho fatta volontariamente."
"Che intendi dire?" mi chiese, confuso, aggrottando la fronte.
"Walker ha scoperto una cosa sul mio conto. Una cosa oscura, che non sa quasi nessuno. Ricordi l'altra mattina, quando mi hai chiesto quale fosse la cosa più brutta che io avessi mai fatto?"
"Oh..."
"Ecco. Lei mi ha minacciato di dirti tutto. Ha scoperto di noi due e mi ha detto che sarebbe stata zitta solo se ti avessi lasciato."
"E tu sei stato così stupido da darle corda? Fai sul serio?!"
"Ero spaventato! Non volevo perderti così! Cos'altro avrei dovuto fare?"
"Dirmi la verità, per esempio." rispose, guardandomi come se fossi stupido. "Credi davvero che io possa lasciarti così facilmente, idiota?"
"Volevo dirti tutto, te lo giuro. È ciò che sto cercando di fare, davvero. Ci sto provando."
"Bene. Allora va' avanti."
Feci un sospiro, presi coraggio e iniziai a parlare:
"Quando avevo diciotto anni, dopo che io e Ivy avevamo litigato perché..."
"Sì. So perché vi siete lasciati." mi interruppe freddamente. "Continua."
"Mi sono ubriacato di nuovo. Ho sempre avuto problemi con l'alcol, è per questo che spesso cerco di evitare di bere..." dissi con tono basso.
"Quindi?"
"Sono andato a casa sua e... insomma... ho fatto... non riesco neanche a dirlo... ti giuro che non avrei mai voluto..." non riuscivo a formulare una frase di senso compiuto. Ripiombai nuovamente nelle peggiori delle lacrime.
"Che le hai fatto?" mi chiese, anche se stava lentamente comprendendo tutto.
"Ti giuro, Luke, io non... non ero in me."
"Voglio sentirtelo dire, Jack."
"Non ci riesco..."
"Le hai messo le mani addosso?"
Rimasi in silenzio.
"Rispondimi, Cristo! L'hai violentata?"
"Luke... ti prego..."
"L'hai fatto sì o no?!"
"Sì." dissi, senza fiato.
Prese velocemente la sua giacca, che aveva lasciato sul lavandino poco prima nella fretta di baciarmi, e fece per andarsene. Ma mi piazzai prontamente davanti alla porta per fermarlo.
"Aspetta, ti prego..."
"Fammi passare."
"Luke. Ho sbagliato tante volte nella mia vita, è vero, lo ammetto. Ma non puoi capire quanto sono stato male per quello che ho fatto."
"Ci mancava solo ti avesse fatto sentire bene. Ora levati di mezzo, su."
"Luke, ti prego." lo supplicai ancora, con le lacrime agli occhi. "Ricordi quello che mi hai detto l'altra mattina?"
"No." rispose freddamente.
"Che non mi avresti lasciato... neanche se avessi ucciso davvero una persona." dissi, sorridendo leggermente ricordando le sue parole.
Vidi anche i suoi occhi farsi lucidi.
"Lasciami passare, te lo chiedo per favore." disse. Mi sembrava chiaro come volesse dileguarsi da lì prima di crollare in lacrime di fronte a me. Mi scostai dalla porta e lo lasciai passare. Poi, dopo aver controllato il mio aspetto allo specchio, uscii anch'io, cercando di sembrare presentabile.
A mia grande sorpresa, lui non se n'era affatto andato. Era tornato a ballare con Monica. Probabilmente, nonostante tutto, non voleva crearmi problemi. Ancora una volta riusciva a dimostrare di essere migliore di me.

Just be with meLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora