Maggie Gallagher

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"Allora... signorina Margaret, so che probabilmente non dev'essere un momento facile per lei..."
"Immagina bene." disse lei, come intristita da quell'osservazione.
"Dovrà solo rispondere a poche semplici domande."
"Sì, certo." replicò.
"Giura di dire la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità?"
"Lo giuro."
"Bene. Allora... può confermare la versione che ci ha dato poc'anzi il dottor Evans? È vero che lei l'ha chiamato a Berna per fargli incontrare suo fratello?"
"Sì, è vero."
"Quindi è anche vero che ha mentito sulle sue condizioni di salute?"
"Certo. Da come me l'aveva descritto Ian, sapevo quanto Luke Evans potesse essere un uomo crudele, e che quindi non sarebbe mai venuto ad aiutare un amico, se non per problema davvero serio."
"Cosa intende con <<uomo crudele>>? E perché lo pensa?"
"Ha praticamente costretto mio fratello
ad abbandonare il lavoro dei suoi sogni, e l'ha lasciato a causa della sua malattia. Mi basta questo per affermarlo, signor giudice. "
"Obiezione, vostro onore!" li interruppe Elizabeth. "Il mio cliente non ha mai costretto nessuno a licenziarsi."
"E secondo lei mio fratello avrebbe davvero lasciato quel posto se non fosse stato per il dottor Evans?!" ribatté Maggie, infuriata.
"Calmatevi, ora!" le interruppe il giudice, invitando tutti alla calma. "Mi parli di suo fratello adesso, signorina Gallagher." aggiunse poi.
"Lui era una delle persone migliori al mondo, glielo assicuro. Prima che fosse colpito da quell'orrenda malattia, era sempre solare, era bello, era davvero un uomo perfetto agli occhi di tutti."
"E cos'è cambiato, poi?"
"Quando le persone scoprivano della sua malattia, sparivano completamente. Non volevano stare con un pazzo, così dicevano. È per questo che mio fratello è peggiorato sempre più. Si sentiva solo."
"La vostra famiglia è molto ricca, signorina Gallagher, mi sbaglio?" chiese poi il giudice, dopo qualche istante di silenzio.
"Non capisco cosa c'entri questo ora."
"Si limiti a rispondere." ribatté immediatamente.
"Sì, è vero."
"E da ciò che sappiamo, alla morte dei suoi genitori a suo fratello sarebbe spettata un'ingente parte di eredità, pari ad almeno cinque volte quella che sarebbe spettata a lei, non è così?"
"Dove vuole arrivare?" disse, offesa da quelle parole.
"... inoltre so che da quando i vostri genitori hanno divorziato, lei è stata incaricata di occuparsi di Ian, dopo la scoperta della sua malattia, non è così? Dev'essere stato difficile, a tratti estenuante. Deve aver perso diverse amicizie a causa sua..."

Vidi gli occhi di Maggie riempirsi di lacrime a quelle parole.

"Sì, vostro onore, è così. Ma non capisco dove voglia andare a parare. "
"Lei aveva movente e opportunità, dal momento che possiede la chiavi dell'appartamento."
"Mi sta davvero accusando di aver ucciso mio fratello?!"
"Non sto accusando nessuno. Sto solo constatando i fatti, signorina."
"Beh, si sta sbagliando!" disse, con tono insicuro.

E se fosse stata davvero lei?!

"Per me può bastare così. Le chiedo solo un'ultima cosa: ha idea di chi possa aver compiuto un atto del genere?"
"Mi viene in mente solo il dottor Evans, vostro onore." disse, e vidi Luke irrigidirsi sulla sedia, ferito da quelle parole. Probabilmente, nonostante tutto, considerava ancora Maggie una persona amica.
"Può andare." disse il giudice, sospirando. "La seduta è chiusa." aggiunse poi.

La sala si svuotò completamente, mentre Luke veniva scortato via da delle guardie. Io mi avvicinai velocemente a Micheal.
"Ti prego, ti scongiuro. Ho bisogno di vederlo, di parlargli." gli chiesi immediatamente. Lui si voltò verso Elizabeth, facendole comprendere tutto con un solo sguardo.

"Questo pomeriggio, alle quattro. Fatti trovare fuori dal carcere." disse Elizabeth.
"Ti ringrazio infinitamente." dissi allora. "E... posso chiederti un'altra cosa?"
"Sì."
"Però voglio che tu sia completamente onesta."
"Lo sono sempre, Nicholson."
"Bene. Puoi dirmi se... insomma... se lui..."
"Vuoi sapere se credo nella sua innocenza, giusto?"
"Beh... sì..." risposi, titubante, non essendo davvero sicuro di voler sapere la risposta.
"Le prove sono tutte contro di lui. Ma la pista della sorella che si è aperta oggi è piuttosto interessante."
"Credi davvero possa essere stata lei?"
"Secondo la mia esperienza, la maggior parte degli omicidi è commessa da persone molto vicine alla vittima, e si tratta di parenti molto più spesso di quanto chiunque possa immaginare..."
"Wow."
"In ogni caso la scientifica sta indagando su diversi elementi trovati sulla scena del delitto. Speriamo di avere buone notizie al più presto."
"D'accordo. Allora ci vediamo oggi pomeriggio." dissi, congedando lei e Micheal.

Tornato a casa, fui subito assalito dalle mille domande di Ivy.

"Allora, cos'è successo? Hanno trovato qualcosa? Lo rilasceranno? Dammi notizie, ti prego!"
"Ciao anche a te." dissi, varcando la soglia della porta, dove ero rimasto come un baccalà, bloccato dalle sue mille domande. Mi incamminai verso la sala da pranzo, e lei mi seguì subito.
"Allora, vuoi parlare o no?!" chiese, impaziente.
"Hai cucinato tu?" chiesi.
"Non è importante adesso!... e comunque no, ho ordinato d'asporto."
"Dal ristorante dietro l'angolo, vero? Ho sentito che fanno una carbonara eccezionale."
"Sì, l'ho sentito anche io, e non avevo voglia di cuc-" si interruppe. "Ma perché diamine stiamo parlando di cibo?! Forza, dimmi cos'è successo!"
"Vieni. È meglio parlarne di fronte a un piatto di pasta."
"Oddio, se mi dici così mi si chiude lo stomaco." constatò lei.
"Ma Mark?" chiesi poi, sorpreso dalla sua assenza.
"È rimasto in ufficio. Ha detto che aveva tanto da lavorare."

Si sedette al tavolo e iniziammo a pranzare.

"Allora?" chiese nuovamente, versando dell'acqua nel suo bicchiere.
"Ian Gallagher è, o meglio era, l'ex di Luke. Il suo cadavere è stato trovato nel suo appartamento a Berna. Secondo il medico legale, sarebbe morto in seguito a ventitré coltellate dritte nello stomaco, e il delitto sarebbe stato commesso proprio nelle ore in cui Luke era in quella casa." dissi, prendendo con la forchetta un bel po' di pasta con fare visibilmente nervoso.
"E allora? Cos'ha detto Evans in sua difesa?"
"Secondo la sua testimonianza sarebbe stato chiamato dalla sorella di Ian a casa sua perché il fratello stava male. Poi quella sera, mentre era lì, ha ricevuto la chiamata in cui sono stato costretto a lasciarlo a causa di Walker, e perciò ha ben pensato di mettermi le corna con il suo ex. Ma, a parte questo, credo sia innocente."
"Come fai a esserne certo?"
"Non lo so... lo sento e basta. E poi pensaci, perché avrebbe dovuto fare una cosa del genere così, da un momento all'altro, dopo anni dalla loro rottura? Non riesco a trovarci un senso, sinceramente."
"Beh, non hai tutti i torti." mi appoggiò, sorseggiando un altro po' d'acqua.
"Ora stanno indagando su sua sorella." dissi dopo qualche istante, una volta finito di masticare un altro boccone.
"La sorella?! O mio Dio..."
"Credono l'abbia fatto per soldi."
"Wow... che brutto mondo quello in cui viviamo! Ci siamo trasformati in cinici materialisti del cazzo. Ormai i soldi valgono più degli affetti."
"Eh già..." dissi, constatando quanto avesse ragione.

Just be with meLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora