Terminammo di pranzare, cercando di parlare civilmente, anche se credo sia ormai ben chiaro come in quella famiglia la calma non sia mai stata esattamente una prerogativa.
Congedai tutti e mi ritirai in camera mia. Ma fui solo per poco, dal momento che qualche istante dopo Lorenzo fece il suo ingresso.
"Hey."
"Lorenzo." dissi, sorpeso di vederlo.
"Sophie mi ha detto che avete parlato."
"Sì, è vero."
"Bene."
Stette in silenzio per un po', al che non potei far a meno di chiedermi il motivo della sua presenza nella mia stanza.
"Sei venuto solo per questo?"
"No, in realtà no..."
Si sedette sul letto accanto a me e stette ancora in silenzio.
"E allora? Vuoi tenermi sulle spine tutto il giorno?"
"No, scusa, è che... lascia perdere, tanto mi dirai di no..." disse, facendo per alzarsi, ma lo trattenni per il braccio prima che ne fosse capace.
"Credo di poter rispondere per conto mio. Per favore, puoi dirmi cosa diamine ti passa per la testa o no?" chiesi allora, a tratti divertito dalla sua insolita impacciataggine.
"D'accordo... volevo chiederti se per caso, ti andasse di... insomma... di essere... di essere il mio testimone." riuscì finalmente a parlare.
Spalancai gli occhi, enormemente sorpeso dalle sue parole.
"Wow..." dissi, non potendo far a meno di trattenere il mio stupore.
"Ok, d'accordo, ho capito, lascia perdere." rispose, facendo per andarsene ancora una volta.
"Aspetta." lo fermai.
Si voltò nella mia direzione.
"Cosa?" chiese allora.
"Non ho risposto."
"O mio Dio, lo faresti sul serio?" chiese ancora, incredulo.
"Perché vuoi che lo faccia io? Hai tanti amici che sarebbero più che disposti..."
"Ma che domanda è?! Sei mio fratello! Ti giuro che non c'è nessun altro al mondo che vorrei più di te come testimone!"
"Dici sul serio?"
"Ma certo!" rispose.
"Ma... hai seriamente aspettato il giorno prima del matrimonio per chiedermelo?" dissi, ridendo.
"Quando ho saputo che saresti venuto, ho subito voluto che fossi tu il mio testimone."
"E Sophie è d'accordo?"
"Certo!"
"Sì ma... sarà umiliante, lo sai?"
"No, non lo sarà. Perché mai dovrebbe?"
"Forse perché non sei tu quello che doveva sposare Sophie? Già mi immagino le battute e le risatine dei tuoi amici."
"Ma fottitene! Ascolta... tu vuoi farlo?"
"Beh, sei mio fratello. Se è quello che vuoi, come posso dirti di no?"
"Fatti abbracciare." disse, stringendomi tra le sue braccia.
"Calmo, calmo. Questo è fin troppo affetto, anche per uno come te."
"Sempre il solito anaffettivo, cazzo!"
"Anaffettivo a chi, scusa?" ribattei, fingendo di essere offeso.
Restammo a parlare ancora un po' del più e del meno, poi il suo telefono squillò.
"Scusa, è Sophie. È uscita per aggiustare gli ultimi dettagli. Sicuramente vuole un mio parere su qualcosa, ti dispiace?"
"No, figurati. Rispondile, non farla aspettare."
Mi sorrise e uscì fuori. Chiusi la porta dietro di lui e mi gettai immediatamente sul letto, ripensando a tutto ciò che era accaduto in quegli ultimi giorni.
Che gran casino la mia vita.
Poi controllai il telefono alla disperata ricerca di messaggi o chiamate perse di Luke. Ma nulla, il vuoto totale. Come, purtroppo, era giusto che fosse. Mi affacciai alla finestra ad osservare la vista della campagna. Avevo sempre adorato quello squarcio di paesaggio. Quando ero triste e stavo male, mi bastava affacciarmi al tramonto e prendere una boccata d'aria su quell'angolo di paradiso per sentirmi rinato.
"Non dovrebbe occuparsene il giardinere?" urlai a Silvia, vedendola in giardino ad annaffiare le piante di pomodori.
"Si è preso qualche giorno di ferie!" disse, volgendo lo sguardo verso l'alto, visivamente affaticata. Chiusi la finestra e la raggiunsi in giardino.
"Jack, che ci fai qui?" mi chiese, vedendomi arrivare nella sua direzione.
"Ti do una mano." le risposi, afferrando una zappa.
"Come se ne fossi capace!" mi prese il giro, sorridendo. "E comunque devo solo annaffiare." aggiunse poi, mostrandomi l'annaffiatoio già vuoto.
"Bene, allora lo faremo assieme." risposi, indicando un altro annaffiatoio dietro di lei.
"Ma non hai da fare?"
"Ho bisogno di distrarmi. Così prendiamo due piccioni con una fava."
"E va bene, come vuoi."
Mi sorrise e poi mi porse l'annaffiatoio da riempire.
"Arrivo in un battibaleno." dissi, andando a riempirlo alla fontana.
Tornai dopo pochi istanti e ci mettemmo subito a lavoro.
"Allora, vuoi dirmi perché hai bisogno di distrarti? O meglio, da chi hai bisogno di distrarti?"
"Beh-"
"E non dire che è per tuo fratello. Ti conosco fin troppo bene da non capire che c'è dell'altro." mi interruppe prima che fossi in grado di sparare una delle mie solite stronzate paraculo. Come sempre, riusciva a comprendermi con un solo sguardo, come nessun altro riusciva mai.
"Ma no, sul serio, è per Lorenzo..." tentai ancora di mentire.
"Sono vecchia ma non stupida! Forza, dimmi chi è questa ragazza."
"Ragazza?" dissi ridendo. "No, non c'è nessuna ragazza."
Continuai ad annaffiare distrattamente le piante, cercando di evitare il suo sguardo. Sapevo quanto riuscisse a capire sempre quando mentissi.
"Vuoi per caso offendere la mia intelligenza, bambino?"
"Bambino?" sorrisi ancora. "Non voglio offenderti, ma davvero, non è una ragazza." risposi, ma il mio tono si fece più serio. Posai l'annaffiatoio a terra, al che fece la stessa cosa anche lei, e mi guardò negli occhi, come aspettando una mia sentenza.
"È... è un uomo."
"Come?"
"Mi sono innamorato di un uomo."
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Just be with me
DragosteSpin-off di "My professor" e "I still love you" La storia continua da dove si era interrotta, ma i fatti da questo momento in poi vengono narrati dal punto di vista di Jack, il quale si innamorerà presto di chi non avrebbe mai immaginato. __________...
