"A cosa stai pensando?"
La mia voce risuonò nel silenzio dell'ufficio di Luke, nel quale i nostri due corpi nudi erano accasciati sul suo divanetto, proprio quello sul quale era avvenuto il nostro primo bacio.
Erano ormai almeno dieci minuti che Luke non aveva aperto bocca, come fosse immerso in un'altra realtà, tormentato da pensieri, forse da paure. Era passato qualche giorno da quando lui era tornato in ufficio, e tutte le serate successive al nostro primo incontro erano trascorse così. Noi due chiusi nel suo ufficio, per tutta la notte, ad amarci, a possederci, a toglierci il respiro, ogni volta come se fosse la prima. Con la testa sul suo petto riuscivo ogni volta a sentire il suo cuore battere all'impazzata, in sincronia con il mio. E il solo pensiero di essere la causa del suo turbamento, di quel battito accelerato, del suo piacere, della sua eccitazione, mi faceva impazzire, me lo faceva desiderare sempre si più, me lo faceva amare.
"Cosa? Di cosa parli?" mi chiese, come tornando improvvisamente alla realtà.
Alzai il capo, immergendo lo sguardo nel verde profondo dei suoi occhi. La sua mascella era leggermente contratta, ma non appena mi voltai un leggero sorriso apparve sul suo volto. La gola mi si seccò all'istante al solo pensiero di quanto fosse ancora più bello al chiaro di luna.
"C'è qualcosa che non va?" gli chiesi.
"Cosa te lo fa pensare?" rispose, e il sorriso sul suo volto si fece più evidente.
"Ti conosco molto meglio di quanto tu creda, e in più sono giorni che scopiamo ininterrottamente. Credo di aver imparato a leggere più che bene il linguaggio del tuo corpo." risposi sorridendo, scostando una ciocca bionda dal suo viso.
"Beh, se lo conosci così bene, perché non me lo dimostri ancora?" mi chiese, poco prima di afferrarmi per il collo e baciarmi. Ricambiai il bacio, ma capii subito come stesse cercando di evitare di dirmi qualcosa.
"Non tentare di sviare la conversazione." dissi, staccandomi da lui.
"Perché ti interessa così tanto?" mi chiese allora.
"Perché non dovrebbe interessarmi?"
"Stavo solo pensando a noi, tutto qui."
"A cosa in particolare?"
"A quello che vorrei fare a quel tuo bel culetto."
Scoppiammo entrambi a ridere, ma solo per qualche istante.
"Dico sul serio, c'è qualcosa che ti preoccupa?" chiesi ancora, dopo qualche altro attimo di silenzio.
"No, anzi, al contrario..."
"E allora?"
"Allora cosa?"
"Cos'era quello sguardo triste di poco fa?"
Mi guardò, sbuffando leggermente.
"Te l'ho mai detto che sei pesante?"
"Vedi di non insultarmi o il mio culo non lo vedrai mai più neanche con il binocolo." lo interruppi immediatamente.
Sorrise leggermente, ma tornò subito serio. Gettò la testa indietro, come cercando di evitare il mio sguardo, mentre la sua mano scorreva tra i miei capelli, arruffandololi leggermente.
"Sai che giorno è oggi?" mi chiese allora, e sembrava si stesse finalmente aprendo. Mi scostai più in alto, fino a raggiungere il suo volto.
"Voglio guardarti negli occhi mentre mi parli." dissi allora, davanti alla sua espressione sorpresa, dandogli un tenero bacio a stampo.
"D'accordo, idiota." rispose sussurrando.
"Oggi è giovedì 23 dicembre, l'antivigilia di Natale. Quindi?" gli chiesi, riprendendo il discorso principale.
"Nulla, mi sono solo ricordato di una pagina di quello stupido diario. Lascia perdere..."
"Stai scherzando, spero. Quel diario non è affatto stupido. È scritto talmente bene che potrebbe essere pubblicato, e sono sicuro ti abbia aiutato tanto."
"Ho intenzione di sbarazzarmene." rispose allora con un fil di voce, quasi con le lacrime agli occhi.
"Cosa?! Ma perché?"
"Perché voglio lasciarmi il passato alle spalle. Ora sei tu la mia vita, Jack." disse, guardandomi con occhi dolci. Dovetti trattenermi davvero tanto per non saltargli di nuovo addosso.
"Rinnegare il passato non serve a nulla. Luke, tu sei quel che sei per quello che hai vissuto. Se non avessi vissuto certe esperienze, se non avessi incontrato determinate persone, oggi forse noi due non staremmo insieme, forse non mi conosceresti neanche, forse io non saprei neanche di essere bisessuale..."
"Sì... lo so... ma..."
"Perché stai piangendo?" gli chiesi allora, asciugandogli le lacrime con i pollici.
"Nulla Jack, nulla. Non sai quanto cazzo io sia felice di averti nella mia vita, davvero." disse, sorridendomi.
Sorrisi a mia volta, ma tornai subito serio.
"Cosa significa allora il 23 dicembre?"
Tirò su con il naso, cercando di smettere di piangere e di darsi un contegno.
"Non so se hai letto quella pagina del diario. Ma ricordo perfettamente il 23 dicembre di qualche anno fa. Ero qui, in questo ufficio, seduto proprio a quella scrivania." disse, indicandola. "Ero triste, stavo male perché mi sentivo solo, Ian era a Berna da sua sorella, e sapevo avrei passato il Natale in quel modo orrendo. Nessun amico, nessuna festa. Nulla di nulla. A causa di Ian ero diventato troppo diffidente, mi ero completamente isolato, avevo mantenuto a malapena il mio rapporto con Oliver. E così presi il diario e scrissi come stavo, scrissi quanto sperassi che la vigilia dell'anno successivo non fossi stato ancora solo come un cane. Beh, c'è voluto qualche anno in più, ma il mio sogno si è realizzato." aggiunse sorridendo, ma tornò serio dopo pochi attimi. "Ti prego, scusami, so che non dovrei pensare a Ian adesso, tu sei qui con me e... insomma... è solo che lui non c'è più e io..." tentò di parlare ancora, ma inutilmente, perché scoppiò in lacrime tra le mie braccia, mentre io lo tenevo stretto forte a me.
"Sta' tranquillo Luke. Tu non sei solo, hai capito? Hey, guardami." dissi, prendogli il volto tra le mani e immergendo il mio sguardo nei suoi occhi arrossati dal pianto. "Ci sono io con te, e ti giuro che non ti lascerò mai più. Mai, Luke. Te lo prometto."
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Just be with me
RomanceSpin-off di "My professor" e "I still love you" La storia continua da dove si era interrotta, ma i fatti da questo momento in poi vengono narrati dal punto di vista di Jack, il quale si innamorerà presto di chi non avrebbe mai immaginato. __________...
