Uscii dall'ufficio e subito Jenny mi venne incontro, stringendomi il braccio come per farmi capire di seguirla verso la sua postazione, dove Evans di certo non avrebbe potuto sentirci.
Sapendo cosa avesse in mente la seguii, anche se non ero esattamente dell'umore adatto, dopo quella strana conversazione con Evans.
"Allora, sei pronto?" mi chiese lei, divertita.
"Dobbiamo farlo già adesso?" le chiesi, sperando di farle cambiare idea.
"E quando sennò? So per certo che fra qualche minuto uscirà dal suo ufficio perché ha un meeting all'ultimo piano. Ci faremo trovare insieme a chiacchierare, magari più intimamente del solito."
"Non possiamo farlo un altro giorno?" le chiesi allora.
"Oggi o domani cosa cambia? Forza su, vieni qui." disse, invitandomi ad andare dietro la scrivania insieme a lei. "Uscirà a momenti."
Sbuffai, poi feci ciò che mi aveva chiesto.
"Eccolo, sta arrivando! Avanti, accarezzami la guancia e Guardami negli occhi." disse lei, prendendomi il braccio e poggiando la mia mano sul suo volto. Lei gli dava le spalle, mentre io, di fronte a lei, riuscivo a vedere perfettamente Evans mentre usciva dal suo ufficio.
"È uscito?" mi chiese allora.
Gli feci cenno di sì con la testa.
"Bene, continua a guardarmi negli occhi." disse sussurrando, poi alzò il tono della voce. "Mio Dio Jack! Sei così spiritoso!" disse, accennando una risata che, a dir la verità, non sembrava affatto finta.
Cavolo, pensai, questa donna sa fingere proprio bene. Chissà quante bugie mi avrà già raccontato. Forse Chris e Ivy non avevano tutti i torti...
In ogni caso, ormai c'ero dentro. Quindi pensai che se proprio dovevamo farlo, tanto valeva farlo per bene.
"Ridi ridi, che questa notte non riderai affatto." dissi con voce profonda, accarezzandogli la guancia, segnando con il pollice la sua mascella, cercando di trattenermi dal ridere.
Normalmente non avrei mai utilizzato una frase del genere, ma sapere che qualunque cosa gli avessi detto mi avrebbe dato corda, mi faceva perdere del tutto la serietà.
"Vuoi andarci già giù pesante?" mi sussurrò lei, cercando di trattenere una risata.
"Vuoi sfidarmi?" dissi, alzando un sopracciglio, ma poi tornai subito serio.
Gettai uno sguardo verso Evans, che ci aveva ovviamente notati, e non sembrava affatto essere del tutto sereno, com'era prevedibile.
Aveva quella solita specifica espressione: la stessa che gli avevo visto in volto quando mi aveva visto parlare con quella modella; la stessa che aveva avuto qualche sera prima quando, dopo il nostro incontro in bagno, Lizzie si stava accertando non avessi la febbre.
Ovviamente, pensai che stavolta la natura della sua rabbia fosse diversa.
O era ancora incazzato perché <<le mie doti da dongiovanni erano state esercitate sul posto di lavoro>> ,come lui aveva detto il giorno dello shooting, oppure, come speravamo, era geloso di Jenny.
Non potevo di certo paragonare la rabbia che celava nei miei confronti con un attacco di gelosia. Perché insomma... quella che aveva provato per me non era gelosia, no? Era solo il suo solito essere stronzo, il suo detestarmi senza una reale motivazione dal primo istante in cui mi aveva visto, come d'altronde lo avevo odiato io.
Ma ora era diverso. Il piano stava funzionando. Doveva star funzionando. Lo speravo davvero.
"Ci sta guardando malissimo." le dissi allora, ancora sussurrando.
"Allora fai quel che devi fare." mi disse, sorridendo e guardandomi ancora negli occhi.
"Sei sicura? Così, subito?" dissi, guardandola con un velo di preoccupazione.
"Sta' zitto." disse, prendendomi per la cravatta e avvicinandomi a sé, fino a che le nostre labbra si scontrarono.
La baciai con tutta la foga, la rabbia, il terrore che in quel momento mi stava scorrendo in corpo, consapevole che fra pochi istanti, quel momento sarebbe stato interrotto. E così contai.
3...
2...
"NICHOLSON! WALKER! COSA DIAMINE STATE FACENDO?!" urlò Evans, venendo immediatamente nella nostra direzione.
Cavolo, neanche tre secondi.
Con uno scatto, ci staccammo l'uno dall'altra, notando subito come tutto l'ufficio si fosse voltato nella nostra direzione.
"Dottor Evans!" mormorai, fingendo un'espressione sorpesa.
"Capo..." disse Jenny, guardandosi i piedi, fingendo di essere imbarazzata. "Ci scusi, non..."
"Nicholson, cosa ti avevo detto l'altro giorno?!" disse spazientito, ignorando completamente la sua segretaria e guardandomi con occhi infiammati dalla rabbia. Non era il solito Evans, era ancora più brutale, ancora più pauroso. Riuscivo a vedergli il fumo uscire dalle orecchie.
Mi finsi pentito, anche se vederlo in quello stato non poteva fare altro che farmi piacere.
"Lo so dottore, mi scusi, è solo che..." mi interruppi, notando come fosse distratto nel guardare il suo orologio.
"Continua, Nicholson, continua..." disse di fretta, esortandomi a parlare, come se ricevere delle spiegazioni da me fosse di vitale importanza.
Cosa c'è, speri che sia tutto finto? Speri che tra noi non ci sia niente? Allora ti interessa davvero di Jenny, non è così? Povera Claire, stare con un uomo viscido come te...
Restai in silenzio per un po', non sapendo esattamente cosa dire.
"L'ho baciata, tutto qui. Lei è il mio capo, non può dettare legge su chi posso o non posso baciare." dissi allora.
Tanto ormai non ho nulla da perdere... cioè oddio... niente tranne un posto fisso e uno stipendio e la mia vita qui a Milano. Ok, forse ho qualcosa da perdere.
A quelle parole, mi incenerì con lo sguardo. Poi si guardò ancora una volta l'orologio, spazientito, e si portò una mano alla fronte, cercando di calmarsi.
"Ci tieni così tanto a perdere questo posto, eh? Parleremo seriamente, ma non ora. Ho un impegno importante che non posso rimandare. Tornate a lavorare, e fate in modo che quando torni non vi trovi di nuovo in questo stato, Cristo!" disse, dirigendosi verso l'ascensore.
"Beh, credo abbia funzionato." dissi a Jenny. "Mal che vada sarò solo licenziato, che sarà mai in fondo?"
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Just be with me
RomanceSpin-off di "My professor" e "I still love you" La storia continua da dove si era interrotta, ma i fatti da questo momento in poi vengono narrati dal punto di vista di Jack, il quale si innamorerà presto di chi non avrebbe mai immaginato. __________...
