Ti spiegherò tutto

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"Hey! Non sono riuscito ancora a farvi gli auguri." dissi, andando incontro a Lorenzo e Sophie, una volta arrivati al ristorante.
Strinsi Lorenzo tra le mie braccia.
"Ti voglio bene, fratellino." gli sussurrai all'orecchio.
"Nonostante tutto?"
"Nonostante tutto."
Mi staccai da lui e guardai Sophie per un istante, poi mi avvicinai a lei e la abbracciai.
"Sono davvero contento per te."
"Grazie, Jack. Non sai quanto tutto questo conti per me."
Nel frattempo Luke era rimasto immobile alle mie spalle, come aspettando di essere presentato.
"Oh, scusate, quasi dimenticavo." dissi, staccandomi da Sophie. "Lui è Luke, il mio capo e..."
"Un suo amico. Sono felice per voi." disse, con tono freddo, forse non capendo il mio così caldo affetto dopo tutto ciò che quei due mi avevano fatto.
"Piacere, Lorenzo." disse, porgendogli la mano. "Mi scusi per la scenata dell'altro giorno." aggiunse poi, riconoscendolo.
Ma la sua mano rimase sospesa a mezz'aria.
"Non sono io quello a cui dovresti chiedere scusa." rispose, ancora più freddamente. Al che vidi Lorenzo intristirsi.
"Scusateci un attimo." dissi loro, invitando Luke a seguirmi.
Ci allontanammo di qualche metro, lontano dagli sguardi indiscreti degli invitati.
"Che diavolo stai facendo?!" chiesi, seccato dal suo atteggiamento, una volta che fummo soli.
"Cosa volevi che facessi? Che mi congratulassi con lui dopo tutto il male che ti ha fatto? Dopo tutte le lacrime che ti ho visto versare a causa sua?"
"Credi che io stia bene? Che l'abbia perdonato? Dio santo, Luke!"
"Così sembra!" ribatté.
"Sto solo cercando di non rovinare il giorno del suo matrimonio! È già difficile così, non mi aiuti in questo modo..."
Ci fu allora qualche attimo di silenzio, interrotto dalle sue parole:
"Giuro che non riesco a capirti."
"Sono solo stanco di soffrire, d'accordo? Abbiamo parlato, ci siamo chiariti. Questa è la cosa giusta. E francamente, perché dovrebbe importarmi di loro due quando il mio cuore ora appartiene a un'altra persona?"
"Di chi parli?" mi chiese freddamente.
"Ma di chi vuoi che parli, idiota?!"
Lo guardai intensamente, non capendo la sua freddezza, o meglio capendola ma non volendola accettare.
"Non lo so Jack. Non so più nulla."
"Ti chiedo solo di aspettare qualche ora. Poi ti spiegherò tutto, te lo giuro."
"Ma aspettare cosa, per l'amor di Dio?!" ribatté, spazientito.
Cercai di mantenere la calma davanti al suo tono elevato, non volendo litigare lì davanti a tutti.
"Come ti ho già detto, non mi va di fare sceneggiate. Parleremo di tutto, te lo giuro. Ma so già che poi mi odierai e te ne andrai. Quindi per favore, prima che questo accada, possiamo comportarci solo come due amici? Stare insieme solo per un altro po'. Ti prego, ho bisogno di te qui al mio fianco ancora per un po'."
"Odiarti? Ma di cosa stai parlando?!"
Rimasi in silenzio. Non sapendo come rispondere.
"È successo qualcosa che non so?" chiese ancora.
"Ti spiegherò tutto, te lo prometto."
"E va bene, d'accordo..." disse, non del tutto convinto, ma ben consapevole di aver ottenuto ciò per cui mi aveva raggiunto.
"Come facevi a sapere dove fosse la chiesa?" gli chiesi poi, tentando di cambiare argomento.
Sorrise.
"Non sai cosa ho dovuto fare per trovarti." disse, sfiorandomi la mano con la sua. Avrei tanto voluto stringerla, ma sapevo non fosse il caso.
"Fino a ieri ero convinto fosse tutto finito. Che non mi volessi, che fosse davvero tutta una bugia. Eppure non riuscivo a crederci, non riuscivo a rassegnarmi. Ho parlato con Chris, mi ha detto che non c'era motivo per cui avresti dovuto dirmi quelle cose. Che sapeva ciò che provavi per me e non riusciva neanche minimamente a credere alle tue parole. Ha detto che c'era sicuramente dell'altro e mi ha spinto a raggiungerti. Con una scusa, ho dovuto chiedere a Jones il tuo indirizzo. Sono riuscito a prendere un treno stamattina presto e sono arrivato a Roma solo poche ore fa. Mi sono precipitato a casa tua, ma non c'eri."
"Ero già in chiesa..." constatai.
"Sì. Poi a casa tua ho parlato con una signora."
"Silvia." dissi, sorridendo tra me e me.
"Mi ha detto che avete parlato. Che le hai detto di me. Mi ha detto di non arrendermi e mi ha dato l'indirizzo della chiesa. Mi sono cambiato e ti ho raggiunto il prima possibile."
"Wow. Tu... tu hai fatto tutto questo per me?"
Annuì leggermente.
"Jack! Dottor Evans! Su venite!" ci chiamò Monica, agitando la mano.
Ci avviammo nella sua direzione.
"Hai già finito con le foto?"
"Sì. Mancano solo quelle dei parenti accanto alla torta. Ti stavo cercando per questo."
"Sì, arrivo."
Luke, non sapendo cosa fare, mi seguì.
Monica scattò le ultime foto, felice di potersi finalmente godere un po' la festa.
"Open bar, ragazzi!"
"Io passo stasera, mi dispiace." dissi sorridendo.
"Ma come? Dov'è finito il Jack festaiolo che conoscevo?"
"È cresciuto. Sai, prima o poi succede a tutti."
"Lo credevo anch'io. Eppure sono ancora così." disse ridendo, con un bicchiere di prosecco tra le mani.
E così la festa vera e propria ebbe inizio, tra canzoni italiane degli anni ottanta inascoltabili, balli di gruppo e, soprattutto, fiumi di alcol.
"E così non bevi?" mi chiese Luke, avvicinandosi a me, sorpreso da ciò che mi aveva sentito dire a Monica pochi attimi prima.
"Come ho detto, ti spiegherò tutto." gli sussurrai.
"Hey! Cos'avete da bisbigliare? Forza ragazzi, andiamo a ballare!" disse, e prese Luke per il braccio, trascinandolo in mezzo alla folla.
"Jack!" sentii la voce di Lily alle mie spalle, proprio mentre mi stavo avviando nella direzione di Luke. Mi fermai e mi voltai indietro.
"Hey, Lily! E... John! Quanto tempo!"
"Jack!" disse John, stringendomi tra le sue braccia.
"Allora, come va? Vi state divertendo?"
"Certo! Ahh, come vorrei che Ivy fosse qui! Ci divertiremmo come ai vecchi tempi."
"Lo vorrei anch'io."
"Senti un po', per caso conosci l'uomo che è arrivato in ritardo al matrimonio? Il biondo che sta ballando con Monica. Vi ho visti parlare prima." mi chiese Lily, che a quanto pareva non aveva mai perso la sua vecchia abitudine di spettegolare.
"Sì, lo conosco." dissi, gettando il mio sguardo su di lui, che nel frattempo sembrava divertirsi davvero un mondo con la mia amica.
"Diciamo che... è un mio amico."
"Monica sembra davvero interessata." disse allora lei, ridendo.
"Già." constatai, non cercando di nascondere l'amarezza del mio tono. "Potete scusarmi un attimo?" gli chiesi poi.
"Certo." risposero loro in coro.
Mi avviai al bar e presi due cocktail.
Poi raggiunsi Monica e Luke.
"Jack, hey!" disse Monica, ballando.
"Non mi avevi detto che la tua amica fosse così simpatica!" disse Luke sorridendo.
"Sì, certo." risposi, sorridendo a mia volta e passandogli un cocktail.
"Cosa c'è, non avevi detto che non ti andava di bere?"
"Potrei aver cambiato idea." dissi, guardandolo con sguardo malizioso, facendogli intendere cosa mi passasse per la testa.

Just be with meLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora