Quella è una completa svalvolata

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Mi voltai.
Non riuscivo neanche a guardarlo negli occhi.
"Mi scusi dottor Evans... sono mortificato. " dissi, tenendo lo sguardo basso.
"Guardami negli occhi quando mi parli."

Lo guardai.
Non sembrava affatto incazzato, anzi, al contrario, sembrava quasi divertito.

"Cosa c'è, credi di essere il primo ad avermelo detto? Ormai lo considero un complimento." disse, accennando un piccolo sorriso. "Ora va' a lavorare, prima che cambi idea e decida di licenziarti all'istante." il suo tono tornò duro come pochi minuti prima.
Me la detti letteralmente a gambe levate.

Mentre tornavo alla mia postazione, lo sentii inveire nei confronti di Jenny.
"Perché diavolo sei sempre in ritardo, eh? Quante volte ti ho detto che devi portarmi il caffè alle nove in punto la mattina?! Non un minuto in più non un minuto in meno!"

Poverina. Quell'uomo sembrava quasi trovare piacere nel mortificare le persone.

Mi sedetti alla mia scrivania.
"Allora, com'è andata?" mi chiese Chris, accortosi finalmente della mia presenza.
Da quando quell'uomo misterioso era entrato nella stanza, sembrava come essersi estraniato dalla realtà.
"Mah... forse poteva andare meglio." risposi, in parte divertito da quello che era appena accaduto.
"Cos'è successo?"
"In pratica mi ha dato del raccomandato, e ha detto chiaramente che non gli piaccio."
"Mhh... tipico di Evans."
"E poi... mi ha sentito mentre gli davo dello stronzo."
"Cazzo..." constatò.
"Dici che mi prenderà di mira?"
"Beh ora che mi ci fai pensare... effettivamente è possibile." disse.
"Ti ringrazio per l'onestà." risposi sorridendo, non nascondendo affatto il mio essere affranto.


"Ah... e ho conosciuto Jenny." aggiunsi poi, dopo qualche istante di silenzio.
"Chi?" ribatté, non capendo a chi mi stessi riferendo.
"La segretaria di Evans."
"Ah... intendi Walker."
"Sì, lei. Sembra simpatica."
"Lei? Simpatica?"
Iniziò a ridere come un matto, lasciandomi alquanto perplesso.
"Cosa? Perché ridi?" chiesi, mentre lui continuava a sbellicarsi dalle risate.
Solo dopo interminabili minuti riuscì, in parte, a fermarsi.
"Si vede che non la conosci." disse poi.
"Perché dici così?"
"Quella è una completa svalvolata. E in più va a caccia di ricconi da sempre."
"Come?" chiesi, sorpreso da quelle affermazioni.
"È da quando è qui che ci prova in tutti i modi con Evans e intimorisce le ragazze da cui si sente minacciata"
"Cosa?! Dici sul serio?"
"Certo! Puoi chiederlo tu stesso ad Ivy se non mi credi."
"Sembrava gentile..."
"Beh..." disse, squadrandomi dalla testa ai piedi. "Posso immaginare il perché"
"Dici che le piaccio?"
"Vedo che sei modesto."
Un sorriso si stampò sul suo viso.

"Non è che... è solo che..." dissi, leggermente imbarazzato.
"Il problema non è se tu piaci a lei. Il problema è se a te piace"
"Sarebbe un problema?"
"Sì, perché quella è una matta da legare."
"Oh andiamo, cosa potrebbe mai farmi?"
"Beh se si arrabbiasse con te... insomma, io non vorrei essere nei tuoi panni, ecco."
"D'accordo, d'accordo. Starò attento."
Ci fu qualche attimo di silenzio.

"Che ne dici, in pausa pranzo mangiamo insieme? Dovrebbe esserci anche Ivy, se non mi dà buca per stare col suo ragazzo..."
"Certo" dissi.
Ero felice di conoscere meglio gli amici di Ivy.

E così, a ora di pranzo raggiungemmo un bar all'angolo della strada. A noi si unirono anche Ivy e Lizzie.
"Allora Jack, come va il primo giorno di lavoro?" mi chiese Ivy, non appena ci sedemmo al tavolo.
"Mah... tutto sommato..." dissi, accennando un sorriso e gettando uno sguardo di intesa a Chris.
"Uno schifo." dicemmo poi in coro.

"Ma come?? Cos'è successo?"
"Forse avreste potuto parlare con Evans prima di assumermi, non credi?" le dissi, infastidito.
"Ehm... ti ha assunto Mark, che è il capo del capo del capo del capo del suo capo. Credo sia più che sufficiente. Lui non ha alcuna voce in capitolo"
"Si ma adesso mi ha additato come un raccomandato e mi renderà la vita un inferno!"
"Ascolta... ricordo quando era il mio capo" disse, esitando un istante. "È uno stronzo, è fatto così. Ma se vede che sei bravo, ti lascerà in pace. Dimostrargli ciò che sai fare"
"Beh... fosse solo questo il problema..."
"Che altro problema c'è?" chiese, divertita.
"Gli ho dato dello stronzo"
"Cosa?! Che hai fatto?!"
I suoi occhi si spalancarono.
"Non l'ho fatto volontariamente" cercai di giustificarmi. "Stavo parlando con Jenny e lui è arrivato alle mie spalle"
"Jenny? Chi è Jenny?" chiese, confusa.
"Walker" rispose Chris al posto mio.
"Perché stavi parlando con quella puttana?"
"Ma perché diavolo la definite tutti così?!"
"Oddio... ti prego non dirmi che..."
"No, non è quello che pensi. Credo solo che voi la insultiate fin troppo. In fondo mi è sembrata una brava ragazza"
"Con te non fa lo stronzo solo perché sei un bel ragazzo! Il primo giorno di lavoro mi ha insultata dicendo che conosceva quelle come me e che dovevo stare alla larga da Evans perché <<era solo suo>>".
"Ha ragione." disse Lizzie, entrando finalmente a far parte della conversazione. "Io non la conosco molto bene, lavorando a piano terra. Ma la gente in quest'azienda parla molto. E tra una telefonata e l'altra vieni a conoscenza di tante cose in merito alle persone che lavorano qui. Posso solo dirti di stare attento" disse, preoccupata per me.
"Ragazzi, non ho mai detto che mi piace" dissi, infastidito. "Ho solo espresso ciò che pensavo di lei prima che tutti voi le gettaste merda addosso!" esitai un istante.
"E comunque anche lui è un bel ragazzo" dissi poi, indicando Chris. "Quindi per quale motivo non tratta bene anche lui?"

Chris mi guardò, divertito.
"Innanzitutto grazie" disse, sorridendo. "Ma credevo fosse chiaro..." continuò poi.
"Cosa?" chiesi, confuso.
"...che sono gay" disse, come se fosse la cosa più ovvia di questo mondo.

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