Quella notte dormii a malapena, tormentato com'ero da tutto ciò che era accaduto. Eppure, nonostante sapessi di aver fatto la cosa giusta, continuavo a pensare a cosa sarebbe accaduto se avessi agito diversamente, magari fin dall'inizio. Aveva detto propio bene Luke: mi ero comportato da idiota, come al mio solito. E ora l'unica cosa giusta da fare era, paradossalmente, non fare nulla.
"Tesoro, sei già in piedi?" chiese mia madre, una volta che, scese le scale, me la ritrovai davanti, ancora in vestaglia da notte.
"Ho il treno fra meno di un'ora."
"Così presto? Perché non me l'hai detto? Ti avrei fatto preparare qualcosa da mangiare per il viaggio e-"
"Sta' tranquilla, non mi serve nulla. Anzi, devo scappare. Papà?"
"È ancora di sopra a dormire."
"D'accordo, allora salutalo da parte mia."
"Jack! Te ne stai andando?" venimmo interrotti da Silvia.
"Sì. Mi mancherai tantissimo." dissi, abbracciandola.
"Mi raccomando, fai il bravo. E mangia!"
"Certo, sta' tranquilla. Comunque, volevo ringraziarti per tutto..." dissi, cercando di evitare di far capire tutto a mia madre.
"Ho fatto solo ciò che era giusto. Sono sicura che tutto si risolverà."
"Lo spero."
"Bene mamma, allora io vado." dissi, andandole incontro e abbracciandola.
"Ci vediamo presto."
"Presto quando? Torni per Natale, giusto?"
"Non lo so mamma, ma non credo. Sai com'è... con il lavoro e tutto, non credo che Evans mi darà così tante ferie."
"Convincilo! Anzi, portati anche lui! È così simpatico!"
Sorrisi. "Va bene, glielo dirò."
"Allora buon viaggio." mi disse, stampandomi un bacio sulla guancia.
Uscii dalla porta d'ingresso.
"E chiama più spesso!" sentii mia mamma urlare mentre entravo nel taxi che avevo chiamato poco prima.
"Lo farò!" risposi.
In stazione il mio treno era, ovviamente, in ritardo. Cercai di scorgere Luke tra la folla, ma non sembrava esserci alcuna traccia di lui. Sperai solo che non fosse in ritardo perché aveva fatto le ore piccole. Che poi, a dir la verità, il pensiero che avesse fatto le ore piccole, e soprattutto cosa avesse fatto quella notte, forse mi terrorizzava ancora di più della possibilità che perdesse il treno. Ma tentai di non pensarci.
Se anche lo perdesse, lo rivedrei semplicemente in ufficio domani.
Dopo circa dieci minuti finalmente il treno arrivò. Entrai, andai alla ricerca del mio posto e mi sedetti. La carrozza era davvero strapiena, ma il posto accanto a me era, stranamente, ancora vuoto. E indovinate un po' chi arrivò qualche minuto dopo ad occuparlo?
Esatto. Proprio lui.
"Andiamo, non è possibile..."
"Buongiorno, dottor Evans."
"Come hai fatto?"
"Cosa c'è, credi abbia i superpoteri per caso? Questa si chiama semplicemente coincidenza. Ne ha mai sentito parlare?"
"Idiota..." disse, farneticando tra sé e sé e prendendo posto. Dopodiché si mise le airpods e tirò fuori dalla borsa un libro, con il palese intento di ignorarmi. Pensai che forse avrei dovuto fare come lui. Estraniarmi da tutto e evitare di parlare. Perché era così che amava fare, d'altronde. Ma io non ero fatto così, mio malgrado. Quindi decisi che, per lo meno, gli avrei rotto un po' le palle. Giusto per sondare il terreno e vedere la sua reazione.
"Allora, ha fatto le ore piccole?"
"Si può sapere perché mi dai del lei?"
"Ah, quindi queste qui sono solo per far scena." dissi, indicando le sue cuffiette.
"Le metto quando non voglio essere disturbato."
"Le stanno davvero bene, sa?" chiesi, guardandolo negli occhi.
"Idiota." ripeté ancora, tornando con lo sguardo sul suo libro.
"Allora, cosa sta leggendo?"
"Uno di quei tanti libri che dovresti leggere per essere degno del tuo incarico. E comunque, smettila di darmi del lei."
"Faccia vedere." dissi, strappandoglielo dalle mani. Poi lo voltai per scorgere il titolo sulla copertina. "Mhh, un giallo. Ci avrei scommesso."
"Cosa? Aspetta... perché?"
"Dottor Evans, in queste settimane in cui ho lavorato per lei l'ho osservata molto, sa?"
"Sì, questo l'avevo notato." disse, cercando di trattenere un sorriso e mantenere quell'aria di distacco che si era autoimposto dal momento in cui mi aveva visto.
"Lei basa le sue letture sul suo umore. Quando è felice per un successo lavorativo legge qualcosa di più leggero, come un fantasy. Quando è più triste legge un thriller. Quando è arrabbiato, un giallo."
"Quindi credi che io sia arrabbiato?"
"No, non lo credo io. Lo dice il libro che sta leggendo." precisai.
"Cazzo, Jack. Smettila di darmi del lei una buona volta!" disse, alzando il tono della voce, facendomi trasalire.
"Scusa... stavo solo..."
"Sì, stavi solo scherzando. Tu scherzi sempre, purtroppo."
"Volevo solo sdrammatizzare, dal momento che ormai non puoi neanche vedermi." dissi, con l'intento di fermarmi. Ma poi non riuscii a trattenere le parole: "No, sul serio. Non vuoi più saperne di me, e lo comprendo, perché quello che ho fatto è orribile e non ho scuse. E ti giuro che tutte le persone che mi conoscono davvero sanno quanto ho sofferto per i miei errori, quante volte ho avuto la sensazione di precipitare, di volere che tutto finisse. Ma ho lottato, e lotto tutt'ora per essere una persona migliore. Mi dispiace se ti aspettavi una persona perfetta, ok? E se non mi ami più, vorrei che me lo dicessi subito, così potrei mettermi l'anima in pace una volta per sempre. D'altronde, sono stato già abbandonato così tante volte, per cui una più o una meno..."
"Ma di cosa diamine stai parlando?" ribatté, guardandomi come se fossi uno stupido, poi vidi anche un velo di preoccupazione nei suoi occhi, al puntò che, abbandonando il freddo atteggiamento che si era autoimposto, sfiorò il mio volto con il suo tocco caldo.
"Di cosa vuoi che stia parlando?" dissi allora io, a tratti spiazzato.
"Jack. Sono arrabbiato, è vero. Ma... ma quello che provo... insomma..."
Rimasi in silenzio, cercando di capire dove volesse andar a parare.
"Non devi neanche pensare di mettere in discussione ciò che provo per te, è chiaro?"
"Quindi tu..."
"Quindi io sono arrabbiato. Ma tutto il resto... tutto il resto è immutato."
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Just be with me
RomanceSpin-off di "My professor" e "I still love you" La storia continua da dove si era interrotta, ma i fatti da questo momento in poi vengono narrati dal punto di vista di Jack, il quale si innamorerà presto di chi non avrebbe mai immaginato. __________...
