"Erano tutte stronzate"

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"Posso almeno sapere chi ti ha detto tutto?" le chiesi, in preda alle lacrime, non riuscendo a spiegarmi come ne fosse venuta a conoscenza.
"Se proprio ci tieni..." disse, sbuffando, come annoiata. "Anni fa ho trovato il dottor Lewis a piangere nel suo ufficio mezzo ubriaco. Era arrivato a Milano solo da poco più di un mese e ha iniziato a parlarmi di Ivy, della loro storia, di quanto ancora stesse male per lei, di tutto ciò che era successo con un certo Jack. Insomma, praticamente tutto. Ho cercato di consolarlo e... beh... non c'è bisogno ti dica cosa è accaduto dopo. Normalmente avrei dimenticato facilmente una storia del genere, in fondo se ne sentono a bizzeffe, eppure mi colpì parecchio. Quando ho saputo che eri amico di Ivy e ho scoperto della sua relazione con Mark, ho solo fatto due più due."
"Quindi... Mark..."
"Non angosciarti, non l'ha fatto con cattive intenzioni. Non poteva immaginare che avresti lavorato qui, né tantomeno che avrei potuto ricattarti in questo modo." disse, sorridendo soddisfatta.

Bene. La mia relazione era finita. Tutto era finito. Cosa potevo fare? Non avevo più scelta. In un modo o nell'altro, la vita mi dimostrava che non potevo essere felice. Mai.
"Smettila di piangere come un bambino e sbrigati." disse poi, guardandomi esasperata.
"Ascolta, ti giuro che farò qualunque cosa, qualunque... ma non puoi chiedermi questo..." la implorai. Francamente, mi sentivo alquanto ridicolo. Ma se questo era davvero l'unico modo, avrei potuto rinunciare alla mia dignità.
Dopo qualche istante si avvicinò al telefono e alzò la cornetta, pronta a digitare il numero di Luke.
"Aspetta! Sta' ferma, ti prego!" la implorai ancora, ma lei continuò a comporre il numero imperterrita, per poi lasciare il telefono tra le mie mani, in viva voce.
"Fallo e basta."

Ti prego Luke. Non rispondere. Non. Rispondere. Ti scongiuro. Non farlo.

Uno squillo, poi due, poi tre.

"Pronto?"

Cazzo!

"Luke..." cominciai a parlare. Il mio tono di certo rivelava il mio vero umore.
"Jack, hey. Non pensavo mi avresti chiamato." disse, sorpreso. "È stata una giornata davvero lunga, non sai quanto vorrei fosse già domani. Sai, non vedo l'ora di vederti."
Rimasi in silenzio, non sapendo cosa fare. Se prima di quella frase c'era ancora una qualche minima possibilità che la nostra relazione rimanesse segreta, ora era di sicuro tutto chiaro come il sole.
"Tutto bene da te?" gli chiesi, titubante.
"Sì, alla grande. Sono in hotel adesso. Ma... è successo qualcosa? Hai una voce strana e-"
"È che devo dirti una cosa, in verità..." lo interruppi, volendo farla finita il prima possibile.
Guardai Jenny negli occhi, consapevole del fatto che la mia relazione dipendesse ormai del tutto da lei.
"Stai piangendo?"
"Io... no..." risposi, anche se i miei singhiozzi e sospiri rivelavano chiaramente il contrario.
"Mi stai facendo seriamente preoccupare. Dimmi cos'è successo, per l'amor di Dio..."
"Io..." esitai, non sapendo esattamente cosa inventarmi.
"Tu?" chiese, incitandomi a continuare.
"Ti ho mentito, Luke... io non provo nulla per te." dissi con tono freddo, cercando di sembrare convincente.

Ci fu un attimo di silenzio, dopo il quale, facendo finta di nulla, disse:
"Bello scherzo. Cosa c'è, ti manco così tanto da non poter restare neanche un giorno senza sentirmi?" mi provocò.
"No, Luke, non sto scherzando." dissi ancora più seriamente.
"Di... di cosa stai parlando?" mi chiese, iniziando a preoccuparsi seriamente.
"Io... avevo paura mi volessi licenziare sul serio, quindi ho finto tutto questo solo perché non lo facessi." mentii. "Ho capito solo ora di quanto stessi sbagliando, di quanto non fosse giusto mentirti in questo modo."
Mi fermai, capendo di star esagerando. Sapevo che la cosa migliore fosse essere il più duro possibile, allontanarlo definitivamente. Ma io non lo volevo, perché sapevo fosse sbagliato. E perché avevo ancora, forse inconsciamente, voglia di combattere per noi.
"Ma che cazzo stai dicendo, Jack?!" disse, incredulo, urlando.
"Quello che ho detto. Ti prego, quando tornerai, fa finta che non sia mai accaduto nulla." dissi singhiozzando. "Dimenticati di noi, della questione di mio fratello, di tutto. Saremo solo un dipendente e il suo capo, com'è giusto che sia."
"Ma... ma..." mormorò, non sapendo più cosa dire, cominciando a piangere. "Jack, mi spieghi cos'è cambiato? Solo ieri mi ha detto che mi amavi, ieri sera non riuscivi a lasciarmi andare! Abbiamo fatto l'amore, cazzo! Che stai dicendo?!" sentii la sua voce rompersi, come non essendo più in grado di sostenere quella conversazione.
Ancora una volta guardai Jenny, che mi stava chiedendo con lo sguardo di terminare il prima possibile.
"Erano tutte stronzate." dissi, senza fiato, non riuscendo più a sopportare il dolore della sua voce, il peso delle sue lacrime. Volevo che tutto finisse il prima possibile, ma allo stesso tempo speravo non credesse alle mie parole. Non doveva credermi. Volevo capisse quanto stessi mentendo. Lo volevo con tutto me stesso.
"Quindi... quindi tu... tu mi hai solo usato, è così?"
Sta volta non ebbi il coraggio di rispondere. Mi limitai a rimanere in silenzio, sperando che i miei singhiozzi potessero condurlo verso la vera risposta. Ma ciò non avvenne.
"Vaffanculo!" urlò, in preda alle lacrime, chiudendomi il telefono in faccia.
Crollai nel peggior pianto della mia vita. Mai, ma dico mai e poi mai, qualcosa era stato doloroso a tal punto. Dover rinunciare a una cosa così bella, così pura. A una persona che mi aveva stregato, ammaliato. Una persona che forse, in quel momento, mi rendevo conto di aver deluso. Ma di certro la colpa non era tutta mia, anzi.
Forse avrei potuto tenere testa a Jenny, dirle che lui non mi avrebbe mai lasciato, anche se fosse venuto a conoscenza del mio passato oscuro.
Eppure sentivo di non poter prendere scelta diversa da quella che avevo preso, perché ero convinto che Luke mi avrebbe considerato un mostro, che non si sarebbe più fidato di me, che non mi avrebbe più rivolto parola. Almeno in questo modo potevo nutrire la speranza che qualcosa sarebbe sopravvissuto. O forse mi piaceva solo illudermi.
"Bene, tolgo il disturbo adesso." disse Jenny, voltandosi e incamminandosi verso la porta.
"Ti fa sentire così bene, si?! È così soddisfacente?! Rovinare la vita delle persone solo per i tuoi stupidi giochetti manipolativi!" urlai.
Si voltò nella mia direzione.
"Sai una cosa? Sì. Mi fa sentire tremendamente bene! Perché io quell'uomo lo amo!"
"Tu lo ami?! Davvero pensi che questo sia amore?! Forse tu ami i suoi soldi! Se davvero lo amassi, ti importerebbe solo della sua felicità, anche a scapito della tua! Quindi per favore, non provare neanche minimamente ad insinuare che il tuo sia amore! Gli hai appena portato via la persona che LUI ama davvero, te ne rendi conto o no?!"
"Nulla di ciò che mi dirai mi farà sentire in colpa, Jack. Il tuo è solo fiato sprecato."
"Lascia stare, tu non sai neanche minimamente cosa significa amare davvero..." dissi, prima di uscire e sbatterle la porta in faccia.

Just be with meLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora