"Arrivano!" urlò Lily, che si era messa a controllare l'entrata. Alcuni dipendenti avevano preso degli sparacoriandoli, così, non appena entrati, Mark e Micheal ne furono sommersi.
"Mio Dio, non posso crederci!" disse Micheal, spiazzato. Un applauso imperversò nell'intera sala.
"Bentornato, dottor Ferreri." dissero subito Stevenson e Luke, andandogli incontro.
"Avete fatto tutto questo per me? Ragazzi, non avreste dovuto..."
"Spero non le dispiaccia."
"Dispiacermi?! Ma certo che no!" disse lui, sorridendo. "Tu sapevi tutto?" chiese poi, rivolgendosi a Mark.
"Ovviamente."
"Ecco perché hai insistito così tanto nel fare quella dannata colazione!"
"Eh già."
Ivy gli andò incontro con due bicchieri di champagne.
"Sono le nove di mattina, ma per il suo ritorno, dottor Ferreri, questo e altro."
"Grazie mille, davvero." disse, afferrando uno dei calici.
"Ora però vogliamo un discorso!" urlò Mark.
Uno stuolo di "Sì, è vero." o "È il minimo!" e poi un coro di "Discorso! Discorso!" riempirono le bocche di tutti i presenti.
"D'accordo, d'accordo." li fermò Micheal, avviandosi sul piccolo palco che era stato organizzato nella hall. Prese poi il microfono tra le mani.
"Wow, ragazzi, non sapete quanto tutto questo mi sia mancato!" disse, già con gli occhi lucidi, visibilmente emozionato. "Mi dispiace di essermene andato così all'improvviso, senza dare spiegazioni. Ma sono certo che il dottor Lewis avrà fatto un ottimo lavoro in mia assenza."
Un grande applauso per Mark riempì ancora una volta la sala.
"Allora, innanzitutto vorrei presentarmi a tutte le new entry, che a quanto vedo sono un bel po'. Molto piacere, sono Micheal Ferreri, fondatore e capo di quest'azienda. Credo che ormai abbiate capito quale sia il nostro spirito, ma lasciatemi dire due parole lo stesso." disse, sorridendo. "Ho fondato questo posto ormai ben dodici anni fa. Ero poco più che ventenne, avevo grandi sogni, grandi speranze, ma non avrei mai creduto di poter arrivare fino a questo punto. E a questo proposito, lasciatemi ringraziare tutti i miei più cari collaboratori. Il dottor Stevenson, il dottor Evans, il dottor Spencer, e, ovviamente, il dottor Lewis. Non voglio mentirvi, anche perché di sicuro saprete tutti cos'è successo tra noi due. Sappiate solo una cosa: siamo tutti ancora giovani, abbiamo tanto da imparare dalla vita. Ci vogliamo bene, non vale la pena passare la nostra esistenza a litigare e ad odiarci. Perdoniamoci, sosteniamoci, amiamoci."
Accennò un sorriso, guardando Mark nella platea. Poi continuò a parlare:
"Ho lavorato sodo per costruire tutto questo, ma non voglio che mi vediate come un capo intransigente. Vedetemi piuttosto come un collaboratore, un compagno, una persona a cui affidarsi e di cui fidarsi. E, soprattutto, per qualunque problematica non esitate a parlarmi, dico sul serio. È la cosa a cui tengo di più. Detto questo, vorrei fare un annuncio importante..." disse, schiarendosi la voce. "Ho trascorso questi ultimi mesi dall'altra parte del mondo, in Brasile, dove, oltre a continuare a lavorare per il bene dell'azienda, ho conosciuto tante persone nuove. E tra queste, beh... ho incontrato la mia metà. E, beh..." esitò un istante. "... e ci siamo sposati. Così, senza preavviso, senza cerimonia, senza invitati. Solo io e lei. Potrà sembrarvi una pazzia, ma credo sia stata la cosa più bella che avessi mai potuto fare. Presto la conoscerete tutti."
E ancora urla e applausi riempirono la stanza.
"Bene, ora godiamoci la festa!" urlò, scendendo dal palco e andando a salutare tutti. Colsi la grande confusione per avvicinarmi a Luke.
"È andata bene." dissi.
"Avevi dubbi?"
Lo guardai negli occhi, divertito, ma poi incrociai lo sguardo di Jenny, e subito ritrassi il sorriso.
"Che succede?" mi chiese, non capendo.
"Dottor Evans, non sapevo sarebbe tornato oggi." ci interruppe Jenny, venendoci incontro e toccando immediatamente il braccio a Luke.
Lui tentò di mettere in atto le sue migliori doti di recitazione, o almeno sperai fosse così.
"Walker, ciao. Ti trovo bene, sai?"
E menomale che ti ho detto di non flirtarci!
"Oh, uhm... davvero?" chiese, arrossendo leggermente, come non aspettandosi un complimento.
"Sì. Hai fatto qualcosa ai capelli?"
"Li ho tagliati un po', sì."
"Ti stanno bene."
"Uhm... grazie." rispose timidamente, visibilmente sorpresa. Pensai fosse giusto così: doveva credere che lui mi odiasse e che il suo piano stesse funzionando.
"Com'è andato il viaggio?"
"Bene." rispose, senza aggiungere particolari dettagli.
"Cliente difficile?"
"Non esistono clienti semplici, Walker" replicò lui.
"Dottor Evans, le dispiace se vado un attimo-" li interruppi.
"No, non mi dispiace." disse immediatamente, fingendosi seccato dalla mia presenza.
Cazzo, ti riesce proprio bene...
Finsi un espressione amareggiata e mi avviai verso Ivy e Mark.
"Ottimo lavoro ragazzi!"
"Non contate su di me la prossima volta." disse Mark, ridendo e alzando le mani. "Quell'uomo è più cocciuto di un mulo. Non sapete quante scuse ho dovuto inventare solo per farci arrivare mezz'ora più tardi."
"L'importante è che tu ci sia riuscito." gli disse allora Ivy. "Hai pensato a cosa significa tutto questo?" aggiunse poi.
"Cosa?" chiese allora lui.
"Il ritorno di Micheal. Ricordi cos'avevamo detto?"
Mark la guardò, sorridente più che mai.
"Significa che posso finalmente sposarti."
"Significa che diventerò presto la signora Lewis, sì." replicò lei, guardandolo intensamente negli occhi.
"E significa anche che posso fare finalmente questo." disse, prendendole il volto fra le mani e baciandola lì, di fronte a tutti.
"Ah, addirittura..." mormorai.
E quel bacio fu... più che eccessivamente lungo. Ma d'altronde era giusto così. Per tutta la loro relazione, sia passata che presente, avevano sempre dovuto nascondersi, vivere il loro amore nella clandestinità. Di sicuro doveva essere una bella sensazione quella che stavano provando in quel momento. Sperai che, un giorno, anch'io avrei potuto amare liberamente.
"Ok, ragazzi, credo possa bastare." gli dissi, dopo un limone di almeno un minuto e mezzo.
"Sì, sì, hai ragione." rispose Ivy, staccandosi finalmente.
"Ti amo." le disse Mark, non riuscendo a scostare lo sguardo dal suo.
"Ti amo anch'io." rispose timidamente lei.
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Just be with me
RomanceSpin-off di "My professor" e "I still love you" La storia continua da dove si era interrotta, ma i fatti da questo momento in poi vengono narrati dal punto di vista di Jack, il quale si innamorerà presto di chi non avrebbe mai immaginato. __________...
