Come potrei odiarti?

247 12 1
                                        

"Non di lei? E di chi sennò? Di me?" chiesi, ridendo sonoramente.
Lui restò in silenzio davanti alle mie risate.
"Andiamo, non la prenda seriamente, stavo solo scherzando. Comunque davvero non capisco per quale motivo si fa tutti questi problemi nel confidarmi cosa la turba. Non c'è nulla di male nel provare qualcosa per quella donna. Che poi, diciamoci la verità, è proprio una gran fregn-"
"Puoi anche evitare questi commenti, Nicholson." mi interruppe. Ma io lo ignorai e continuai a parlare.
"... beh oddio, la sua fidanzata potrebbe dire qualcosa a riguardo, ma in ogni caso non mi è mai sembrata davvero una storia seria, o mi sbaglio?"
"Chiudi un po' quella bocca, cazzo!" rispose, infastidito dalle mie parole.
"Sono certo che lei e Claire non stiate insieme. Certo, c'era sicuramente una grande alchimia tra di voi. Ma nessuna tensione, nessun segno di passione..."
"Se credi di aver capito chi mi faccia battere il cuore, Nicholson, sei completamente fuori strada." disse allora, facendo un'allusione che sul momento non compresi a fondo.
"È Walker, mi sembra così chiaro."
"Ti ho detto che non è lei." ribatté ancora.
"Cosa c'è adesso? È diventato un indovinello? Mio Dio, perché non prende la vita con un po' più di leggerezza e non mi dice la verità?"
"Sei tu che mi fai esasperare!"
"Vorrei tanto capire perché lei mi detesti così tanto!"
"Il punto è questo, Jack! Io vorrei tanto odiarti, lo vorrei tanto! Ma più ci provo, più non ci riesco! Andiamo... come potrei odiarti?"

Come potrei odiarti?
Come potrei odiarti?
Come potrei odiarti?

Quella frase mi rimbombava nella testa.

Dov'è che ho già sentito queste parole? Io... io non...

D'un tratto, tutto fu improvvisamente chiaro. Mi ricordavo tutto. Tutto della notte precedente, tutto di quello che ci eravamo detti. E soprattutto, ricordavo quel bacio. Quel maledetto bacio e quel suo rifiutarsi di andare oltre per non soffrire.
"Devo andare adesso." dissi, facendo per andare via, ma lui mi trattenne.
"Aspetta... cosa c'è ora?"
"Nulla, dottore. Mi sono solo ricordato di una cosa urgente che ho da fare." mi liberai dalla sua presa.
"È per quello che ho detto?"
"Cosa? No, no, stia tranquillo. Ero sovrappensiero, non l'ho neanche ascoltata. Per favore, mi scusi..." dissi, uscendo dalla stanza.
"Ricordati dello shooting di domani, alle nove e mezza!" lo sentii urlare mentre ero già fuori dal suo ufficio, diretto verso la mia scrivania.

"Tutto bene?" mi chiese Chris, vedendomi arrivare.
"Sì, scusa. Sono solo un po' scombussolato."
"Certo, capisco possa essere difficile accettare una cosa del genere..."
"Cosa?" gli chiesi di scatto.
"Tuo fratello... e la tua ex... stai male per questo, no?"
"Sì, sì, certo. Chiaro. Quel coglione l'ha fatta davvero grossa..." risposi, cercando di sembrare il più convincente possibile. Anche se in quel momento la mia mente era annebbiata da ben altri pensieri.
Perché l'avevo baciato? Era stato solo perché ero ubriaco, o c'era dell'altro? E quelle sensazioni... perché mi era piaciuto così tanto? Mi piaceva il gusto del proibito? O c'era qualcosa di più? Forse provavo qualcosa per lui? No, no, è impossibile. Lui è il mio capo e io lo odio... credo.

Come potrei odiarti?
Come potrei odiarti?
Come potrei odiarti?

"Vuoi dirmi cosa c'è che non va? Sei completamente assente! È successo anche dell'altro, è chiaro. C'entra Walker per caso?"
"No. Non... non credo sia adeguato parlarne ora. Ti va di cenare insieme da me stasera? Mark e Ivy vanno a cena fuori."
"Oliver potrebbe ingelosirsi." disse, con chiaro tono ironico. Ma ero così confuso al momento che non colsi affatto il suo sarcasmo.
"Ti prego, Chris. Ho bisogno di un tuo consiglio su una questione delicata ma non mi va di parlarne qui davanti a tutti."
"Ma sì, certo, stavo solo scherzando." disse allora, rassicurandomi.
"Oh, sì... certo... stavi scherzando..."
"Quindi mi terrai sulle spine fino a stasera?" mi chiese poi.
"Sì."
"È malefico da parte tua."
"Già." dissi, accennando un mezzo sorriso.
Così quella sera tornammo a casa mia insieme. Prima di andare, andammo a salutare Oliver al suo piano. Al contrario di quanto ci aspettassimo non sembrò affatto infastidito dal sapere che avremmo passato la serata insieme.

"Allora, vuoi anticiparmi qualcosa?" mi chiese, lungo la strada verso la metro.
"Cosa vuoi da mangiare? Pizza? Sushi?"
"Non cambiare argomento."
"Scusa... è che è un argomento un po' delicato."
"D'accordo. Comunque pizza."
"Bene. Inizio già ad ordinarla allora." dissi. Poi presi il cellulare e chiamai la pizzeria.
Arrivati a casa, Chris si accomodò sul divano mentre io prendevo una bottiglia di vino dal frigorifero. Solita pessima idea? Sì. Ma mi avrebbe aiutato ad affrontare quel difficile discorso.
"Allora?" mi chiese. Proprio in quell'istante suonarono al citofono.
"Devono essere le pizze. Scusami un attimo." dissi. Andai ad aprire e dopo pochi istanti il fattorino bussò alla porta.
Portai le pizze in salone, dove nel frattempo Chris aveva aperto Netflix per scegliere qualcosa da vedere.

Just be with meLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora