Lorenzo e Sophie furono sommersi dagli auguri di tutti gli invitati, e nel frattempo io e Monica ci avviammo all'esterno, pronti a fotografare il tradizionale lancio del riso.
Persi così di vista Luke, che vidi uscire insieme a tutta la folla dopo qualche minuto. Lo vidi avvicinarsi nella mia direzione, ma ero troppo occupato per prendere, lasciare tutto e correre da lui. Anche se al momento mi sembrava l'unica cosa giusta da fare.
Lo persi di vista per qualche attimo, concentrato com'ero nel trovare il punto giusto da cui fare gli scatti. Fu lui a presentarsi alle mie spalle poco dopo, cogliendomi di soppiatto.
"Jack." disse, quasi sussurrando, come per paura della mia reazione.
Mi voltai e, vedendolo lì, davanti a me, elegante più che mai, non potei far a meno di sorridere come un ebete, senza dire nulla.
"Dio mio, non ti capisco." disse allora lui, non capendo, giustamente, perché sorridessi dopo tutta la merda che gli avevo gettato addosso. Fece quindi per andarsene, ma riuscii a trattenerlo.
"Ascolta. Voglio spiegarti tutto, davvero. Ma non adesso, non qui, non così. Non è il momento adatto."
"Non sarei dovuto venire."
"No, no. Non dire stronzate, io ti volevo qui. Volevo fossi al mio fianco. Non sai quanto cazzo sia felice che tu sia qui..."
Mi guardò dritto negli occhi, forse cercando di comprendere se fossi sincero o meno, o forse prendendomi per pazzo.
"Ma... quello che hai detto..."
"Ti spiegherò tutto, te lo prometto. Sono stato un vigliacco e non ho avuto il coraggio di-"
"Jack! Stanno per uscire!" disse Monica, venendo verso di me.
"Sì, certo. Ehm... Monica, lui è il dottor Evans, il mio... capo."
"Oh, molto piacere."
"Piacere mio." disse lui, con il suo solito tono freddo e scostante. Non era nulla di personale, semplicemente era fatto così.
"Monica è stata una mia compagna durante il corso di fotografia."
"Di certo sarà più brava di te." disse, ora con tono più ironico.
"Lo è di gran lunga." scherzai anch'io.
"Sta mentendo. Jack è il fotografo più talentuoso che conosca."
"Sì, ho avuto modo di constatarlo." disse, facendo un mezzo sorriso e guardandomi negli occhi, come se stesse pensando a un altro tipo di talento.
Arrossii per un istante, e sperai che Monica non lo notasse.
"Mi scusi, dottor Evans, ma gli sposi stanno per uscire." disse Monica.
"Sì, certo, vi lascio al vostro lavoro."
"Aspetta..." dissi, prima che si potesse allontanare.
"Cosa?" mi chiese, voltandosi.
"Tieni."
Gli passai un sacchetto con del riso, guardandolo ancora negli occhi. Nel prenderlo, mi sfiorò la mano, provocandomi brividi in tutto il corpo.
Come poteva essere così fottutamente magico? Ogni sguardo, ogni tocco, ogni sorriso. Come avevo potuto essere cieco per così tanto tempo? Come avevo potuto farmi scappare tutto questo?
Se ne andò via, confondendosi tra gli invitati al punto che non riuscii più a distinguerlo tra la folla.
"Il tuo capo, eh?" chiese Monica, guardandomi con sguardo sospettoso.
"Sì, il mio capo." replicai, facendo finta di non aver capito dove volesse andare a parare.
"Perché l'hai invitato?"
"Semplice gesto di cortesia. Non mi andava di venire da solo, Ivy non poteva lasciare tutto e sapevo quanto a Sophie non avrebbe fatto piacere vederla qui. Io e Luke siamo diventati molto amici in questi pochi mesi, così ho pensato... perché no?"
"Ma è pur sempre il tuo capo..."
"Beh... sì..."
"Quindi siete solo amici?"
"Cos'altro dovremmo essere, scusa?" dissi, facendo ancora finta di non capire, sorridendo.
"D'accordo, d'accordo. Hai detto Luke? È davvero un bel nome, e lui non è niente male. È single?"
La guardai, sorpeso.
"Ehm... perché me lo chiedi?"
"Perché dovrei chiedertelo, scusa?" mi guardò come se fossi scemo.
"Sei interessata a lui?"
"Stanno uscendo." disse, evitando di rispondere. Non potei replicare dal momento che questa volta Lorenzo e Sophie stavano davvero uscendo dalla chiesa.
I novelli sposi furono sommersi da applausi, urla e, ovviamente, riso. Io e Monica, nel frattempo, ci occupavamo di rendere quel momento indelebile. Vidi mia madre ancora in lacrime, e non potei far a meno di dedicarle una foto tutta per sè. Riuscivo già ad immagine la faccia che avrebbe fatto quando gliel'avrei fatta vedere. Mi avrebbe a dir poco ucciso.
Terminati i festeggiamenti, tutti gli invitati raggiunsero le rispettive auto.
Lorenzo se ne andò assieme a Sophie e i suoi genitori, e, ovviamente, invitai Luke a venire in auto con noi.
"Mamma, papà, lui è il dottor Evans, il mio capo e un mio... amico." dissi, guardandolo negli occhi, facendogli capire come fosse ancora troppo presto per rivelare la verità. E poi, effettivamente, l'avevo lasciato. Quindi non stavamo esattamente insieme...
In ogni caso, mi comprese perfettamente e mi mantenne il gioco. Ma, d'altronde, non mi sarei mai aspettato nulla di diverso da lui.
"Molto piacere." disse mia madre, ancora troppo emozionata per potermi chiedere perché avessi invitato il mio capo al matrimonio di mio fratello.
"Quindi lui è il fidanzato di Ivy?" mi chiese mio padre.
"Oh, no, no, certo che no." rispose lui, sorridendo.
"No, papà. Non è il CEO dell'azienda. È il responsabile del mio piano."
"Capisco." disse lui. "Molto piacere, Edward Nicholson." disse allungandogli la mano.
"Piacere mio." disse lui.
"Ora che ci penso... non avevi detto saresti venuto da solo?" mi chiese mia madre, una volta che fummo tutti in auto. "Non che mi dispiaccia, dottor Evans, sia chiaro." aggiunse poi, con paura di essere fraintesa.
"Mi chiami Luke, per favore."
"Oh... d'accordo." disse, sorridendogli.
"Lo avevo invitato perché sapevo che in questi giorni sarebbe stato a Roma e non mi andava di venire da solo. Ma mi aveva detto che non sarebbe potuto venire."
"Mi sono liberato all'ultimo minuto." disse lui, interrompendomi.
"Bene, ci fa molto piacere." disse allora mia madre.
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Just be with me
RomansaSpin-off di "My professor" e "I still love you" La storia continua da dove si era interrotta, ma i fatti da questo momento in poi vengono narrati dal punto di vista di Jack, il quale si innamorerà presto di chi non avrebbe mai immaginato. __________...
