"Bene, figura di merda del giorno fatta! Grazie ragazzi."
"Andiamo... noi abbiamo provato ad avvertirti!" esclamò Chris.
"Potevate essere più diretti, cazzo!"
"Forse hai ragione. Ma... è stato troppo esilarante." disse Ivy, scoppiando a ridere. Al che tutti la seguirono, e anche io, mio malgrado, non potei trattenermi dall'accennare un sorriso.
"Comunque parlavo sul serio, non so come a Jenny possa piacere uno come lui..."
"Ancora con Walker? Basta! Mark, diglielo anche tu che è una stronza!" disse Ivy, toccandogli il braccio.
Gettai per un istante lo sguardo verso il tavolo di Evans, potendo constatare come si stesse davvero godendo la serata con quella donna. E la cosa, non riuscii a capirne bene il motivo, mi diede leggermente fastidio. Forse non riuscivo ad accettare ci fosse qualcuno che potesse trovare quell'uomo affascinante. Forse non potevo accettare che a Jenny piacesse uno come lui. O forse c'era dell'altro, ma in quel momento non ero abbastanza lucido da poterlo comprendere.
"Mark... perché non dici nulla?" gli chiese Ivy, dal momento che il suo fidanzato non aveva proferito parola dopo la sua richiesta.
"Sai che non mi piace parlare male delle persone." le rispose.
"Non stiamo parlando male delle persone. Stiamo parlando male di Jenny Walker. Converrai con me nel dire che non sia esattamente una brava persona."
Ancora una volta lui preferì tacere.
Vidi Chris guardare Ivy con sguardo preoccupato, come se si stesse trattenendo dal dire qualcosa. E di certo non fui l'unico a notarlo.
"C'è qualcosa che non so?" chiese allora Ivy, guardando Chris per un istante, poi rivolgendo di nuovo la sua completa attenzione su Mark.
"E va bene... te lo dico. Sei troppo testarda e non la smetteresti più altrimenti." rispose lui allora.
"Dirmi cosa?"
"Sono stato con lei." disse tutto d'un fiato, come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Vidi Ivy spalancare gli occhi di fronte a quell'affermazione. Mark la guardò per qualche istante, come aspettando che elaborasse la cosa e aprisse bocca. Ma lei non lo fece. Rimase zitta, sconvolta.
"So cosa stai pensando, ma se non te l'ho detto è perché non è stato nulla di importante. Siamo solo andati a letto un paio di volte qualche anno fa. E poi nulla di più."
Quelle parole, se avevano l'intento di sistemare quell'assurda situazione, beh... fecero esattamente il contrario.
"Sei stato a letto con lei?!" urlò Ivy, guardandolo dritto negli occhi con sguardo assassino, incredula.
"Andiamo, non vorrai mica dirmi che per sei anni non sei più stata con nessuno prima di Micheal?" disse lui, spazientito. "Non devo mica darti conto di tutte le ragazze con cui sono stato a letto?"
"Tutte le ragazze?! Perché? Quante sono?"
"Dio mio, vuoi che ti faccia una lista?!" ribatté lui, infastidito da quelle parole. E continuarono così per circa dieci minuti, ma, sinceramente, non li ascoltai dopo quell'ultima affermazione di Mark, perché il mio sguardo era tornato al tavolo di Evans. Avevo notato che ogni tanto si girava verso di noi, ci guardava per qualche istante, anche se in realtà mi piaceva pensare guardasse solo me, e poi il suo sguardo tornava distrattamente su quella donna.
Forse si era girato perché incuriosito dal litigio tra Mark e Ivy, forse perché annoiato da quella donna. Mi piaceva immaginare cosa gli passasse per la testa, anche se non ne capivo il motivo.
"Forse è meglio se parliamo un attimo da soli fuori, non credi?" chiese Ivy al suo fidanzato. Finalmente rivolsi di nuovo a loro la mia attenzione.
"Già, sarà meglio." rispose lui, anche se nella sua voce riuscivo a percepire un velo di ironia.
Così, in religioso silenzio, si avviarono verso l'uscita, sotto i nostri sguardi che li scrutavano completamente, che cercavano di capire dai loro gesti se tutto si sarebbe risolto velocemente o se, invece, la cosa era più seria del previsto. Dopo pochi minuti, i nostri piatti arrivarono a tavola.
Mi versai del vino rosso nel bicchiere, lo annusai leggermente e lo assaggiai. Normalmente non mi sarei mai azzardato a bere, sapendo come anche solo un bicchiere potesse ritrascinarmi nel baratro. Ma quel giorno ero felice della mia vita e del mio lavoro, non avevo nulla di cui temere, nessuna pressione sulle mie spalle. Sapevo che quell'alcol non mi avrebbe fatto nulla. E infatti così fu. Il mio sguardo tornò per l'ennesima volta a quel tavolo, mentre facevo girare distrattamente il vino nel calice con movimenti circolari.
"Ditemi un po'..." cominciai a parlare. Ero troppo curioso per non chiedere nulla ai miei amici.
"Sapete chi è quella donna?"
Feci un cenno con la testa verso il loro tavolo. Al che tutti e tre si voltarono per un istante per capire a chi mi riferissi, poi tornarono a guardare me.
"Come mai ti interessa?" chiese Lizzie.
"Pura curiosità." risposi.
"Davvero non sai chi è?" mi chiese allora Chris, sorpreso.
"Perché mai dovrei saperlo?"
Sorseggiai un po' di vino dal mio bicchiere.
"È una top model francese... mi sembra si chiami Claire Dubois. Sono mesi che si vocifera sia la compagna di Evans."
Per poco non mi strozzai con il vino. Tossii sonoramente, tanto che mi sembrò che lo sguardo del mio capo dall'altra parte della sala avesse indugiato su di me per più di qualche istante, come preoccupato. Ma non appena si accorse stessi bene, tornò immediatamente al suo piatto di pasta.
"Stai bene?" mi chiese Chris, dandomi una paio di leggere pacche sulla schiena.
"Sì, sì. Sto bene. Stavi dicendo?" dissi, incitandolo a continuare.
"Non si vedono quasi mai insieme perché lei è spesso in giro per il mondo a fare shooting per diversi brand internazionali."
"Non credo stiano insieme." lo interruppe Oliver.
"Perché?" chiesi, ancora più curioso.
"Conosco bene Luke. E lei... insomma, non è esattamente il suo tipo."
"Tesoro..." disse Chris, divertito, poggiando una mano sulla sua. "Quella lì è il tipo di qualunque maschio etero."
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Just be with me
Roman d'amourSpin-off di "My professor" e "I still love you" La storia continua da dove si era interrotta, ma i fatti da questo momento in poi vengono narrati dal punto di vista di Jack, il quale si innamorerà presto di chi non avrebbe mai immaginato. __________...
