Se te lo dicessi mi lasceresti all'istante

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Gli chiesi di ripetere cosa avesse detto, incredulo di fronte a quelle parole.
"Ma sì... hai capito. Potremmo andarci insieme."
"Aspetta, fammi capire. Non vuoi che i tuoi colleghi in ufficio sappiano di noi, ma ti va bene accompagnarmi al matrimonio di mio fratello?"
Certe volte quell'uomo mi confondeva e non poco.
"La cerimonia è a Roma, lontano da qui. Nessuno in azienda verrebbe a sapere che ci frequentiamo. E poi, di' la verità... non ti piacerebbe dimostrare a tuo fratello e Sophie che sei già andato avanti, che non t'importa nulla di loro?"
"Ma certo che mi piacerebbe! Che domande mi fai?" dissi, accennando un mezzo sorriso. "Ma ti sfugge un dettaglio molto importante..."
"Che cosa?"
"Dovrei fare coming out con la mia famiglia così... come se nulla fosse?"
"Perché? Puoi presentarmi ai tuoi come un tuo amico intimo e far intendere solo a Lorenzo e Sophie che c'è di più."
"Ascolta, non mi vergogno di essere quel che sono. Fosse per me lo direi subito ai miei genitori, lo sai. Se avessi sempre pensato a ciò che volevano per me, non sarei qui a Milano in questo momento. Scoprire che sto con un uomo sarebbe il minore dei problemi, se così vogliamo definirlo..."
"Bene. Allora di cosa ti preoccupi?"
"Vuoi davvero rischiare tutto per me?"
"So che sembra difficile da credere, ma per vederti tornare il sorriso farei questo e altro, idiota."
E, ovviamente, arrossii nuovamente.
"L'unica cosa è che non so come faremo con Jones..." aggiunse poi.
"Oh, tranquillo, lei non è un problema. Sono sicuro Lorenzo non l'abbia neanche invitata."
"Ma come, non erano amici?"
"Sì... più o meno." dissi, esitando, non essendo sicuro di potergli rivelare quelle informazioni. Ma d'altro canto sapevo di potermi fidare ciecamente di lui. Mi guardò con sguardo confuso, invitandomi a continuare.
"Sophie ha sempre voluto una cerimonia intima, solo con parenti e amici più stretti. Lei e Ivy non erano esattamente amiche, e invitare la ex del suo novello sposo sarebbe un po'... come dire... imbarazzante, soprattutto data la mia presunta assenza."
"Tuo fratello e Jones sono stati insieme?" chiese, sorpreso.
"Sì, per un paio di mesi, anni fa. Me l'hanno detto solo l'altro giorno. Me l'avevano tenuto nascosto per paura che potessi rimanerci male, visto che..."
Mi accorsi improvvisamente di ciò che stavo per dire, maledicendo come al solito il mio non saper tenere a freno la lingua. Di sicuro doveva aver capito tutto.
"Ah, tu e Ivy...?" chiese, facendo un mezzo sorriso e alzando un sopracciglio. "Quindi convivi con la tua ex?" disse poi, come mostrando una smorfia di fastidio.
"Sei geloso?"
"Beh... certo che no..." rispose, diffidando delle sue stesse parole.
"Non ci credi neanche tu." constatai, accennando un sorriso.
"Andiamo... quella donna è molto bella e tu... insomma..."
"Non voglio mentirti. Sono stato molto innamorato di lei, più di chiunque altro al mondo, probabilmente. Almeno prima di..."
"Di Sophie." disse, completando la mia frase.
"No, non mi stavo riferendo a lei."
Lo guardai negli occhi intensamente, al che lui parve comprendere, ma non aprì bocca. Forse era meglio così. Le parole avrebbero solo rovinato tutto il momento.
"Vedo che ci sono tante cose che non so sul tuo conto..." disse poi, dopo qualche attimo di silenzio.
"Fai sul serio?" lo interruppi. "Io di te non so praticamente nulla!"
"Sono il tuo capo, è giusto che sia così." disse, accennando una risata.
"Non fare lo stronzo!" gli diedi un leggero colpo sulla spalla. Lui si stese sul divano, al che mi accomodai sul suo petto.
"Facciamo un gioco allora. Ti va?" proposi.
"Che genere di gioco?" chiese lui, toccandomi il sedere.
"Non il genere che credi tu." risposi, depositando un tenero bacio su uno dei suoi pettorali. Restai in silenzio per un istante, come assuefatto dal suo odore, dal suo sapore.
"Una domanda a testa. Dovremo rispondere a qualunque cosa passi per la testa all'altro."
"Qualunque cosa? Mh... non credo proprio." disse lui, contrariato.
"C'è qualcosa che vuoi nascondermi?"
"Perché, tu no?"
Pensai per un istante.
"Forse..." dissi poi.
"Dobbiamo rispondere per forza sinceramente?" chiese allora.
"Nah... puoi dirmi tutte le stronzate che vuoi. Contento?"
"Decisamente sì. E vale anche per te, ovviamente."
"Non mi piace mentire. Se c'è qualcosa che non voglio dirti, non te la dirò e basta."
"Allora dov'è il gioco?"
"Uff... facciamolo e basta. Le regole le capiremo in corso d'opera."
"D'accordo." disse ridendo, divertito dalla mia fronte corrucciata.

Just be with meLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora