E così il giorno successivo facemmo quel fantomatico giro per Milano.
"Wow, ma è immenso!" esclamò Lorenzo, osservando il Duomo.
"Eh già." dissi, ricordando come avessi avuto la stessa reazione una settimana prima.
"Mark mi ha detto che sta arrivando." ci interruppe allora Ivy. "Non so quanto tempo starà con noi, ma per favore, evita un'uscita come quella di ieri." aggiunse poi, rivolgendosi a Lorenzo.
"Perché, non vuoi sappia che siamo stati a letto insieme?"
"Già è tanto mi lasci convivere con un mio ex. Credo che due sarebbero un po' eccessivi, non credi?"
"D'accordo, capisco. Allora noi due siamo sempre stati solo amici." disse, facendole l'occhiolino.
"Bravo." rispose lei, guardandosi intorno. "Oh, eccolo! Mark, siamo qui!" urlò, agitando il braccio.
Mark ci raggiunse in men che non si dica.
"Hey, ciao." ci salutò. "Piacere, Mark Lewis."
"Oh, so esattamente chi è lei." disse Lorenzo, stringendogli la mano. "Ivy mi ha parlato per anni di voi due." disse, visibilmente divertito.
"Ah, davvero?" disse Mark, alzando un sopracciglio e squadrando Ivy. "E cosa ti ha detto?"
"Tutto quello che c'era da dire."
"Chiaro." rispose Mark, sorridendo. "Per favore, diamoci del tu. Sai Ivy, lui sembra molto più simpatico di suo fratello." aggiunse poi, ridendo.
La pensi così solo perché non sai quello che c'è stato fra lui e Ivy...
"Hey! Sono qui, se non te ne fossi accorto." dissi, infastidito.
Il resto della giornata passò senza che accadesse nulla di particolare. Facemmo il giro di mezza Milano, a pranzo mangiammo in un ristorante molto carino e arrivata la sera i nostri piedi erano ovviamente distrutti.
"Andiamo ragazzi, non vorrete mica tornare già a casa? Andiamo a bere qualcosa!" propose Lorenzo, non stanco abbastanza da rinunciare a una bevuta.
"Non mi sembra il caso... domani dobbiamo lavorare." gli dissi.
Ero davvero stremato, e in più l'idea di bere insieme a lui, Mark ed Ivy... diciamo che non mi allettava.
"Non fare il guastafeste!"
"Mi dispiace dirlo, ma tuo fratello ha ragione." disse Mark. "E poi siamo tutti stanchi, è meglio se facciamo un'altra volta."
"D'accordo." si arrese Lorenzo.
Così Mark chiamò un taxi per noi, mentre lui sarebbe tornato a piedi, dal momento che il suo appartamento era poco distante da lì.
Quando il taxi arrivò, Ivy e Mark si salutarono velocemente, mentre noi entrammo in auto.
"Allora, che te ne pare?" chiese Ivy a Lorenzo, non appena fummo soli in taxi.
"Di lui? Beh... non so."
"Non ti piace?" gli chiese.
"No, no. Non ho detto questo. Mi è solo sembrato un po' freddo. Va tutto bene tra voi?"
"Abbiamo avuto una discussione solo pochi giorni fa... ma stiamo tornando lentamente alla normalità."
"Capisco, non ti chiedo di cosa si tratta allora. Non mi va di infierire."
"Ti ringrazio."
Arrivati a casa, Ivy si gettò immediatamente sul suo letto, crollando in pochi istanti in un sonno profondo.
"Ci siamo stancati parecchio..." constatai, vedendola sul letto.
"Già... è meglio se dormiamo anche noi, non credi?"
"Sì, hai ragione."
Ci avviammo in salone. Gli presi il cuscino e la coperta dall'armadio mentre lui, in bagno, si stava infilando il pigiama.
Quando arrivò, lo guardai in volto. Sembrava turbato, e riuscivo a intravedere la tristezza crescere nei suoi occhi, ormai lucidi.
"Hey, cos'è successo?" gli chiesi, andandogli incontro.
Lui si sedette sul divano, asciugandosi gli occhi ormai pieni di lacrime.
"Nulla, nulla."
"E ti aspetti che ti veda piangere in questo modo e non chieda spiegazioni?"
Lo guardai, come facendogli capire quanto fosse stupido.
"Sono stato meschino. Sei mio fratello, ti voglio bene più di qualsiasi persona al mondo, ma non mi perdonerai tanto facilmente." disse. Sembrava davvero sconvolto.
"Cos'è successo?"
"La verità è che non sono venuto qui per caso..." esitò a parlare.
"Dimmi cosa cazzo hai fatto, per l'amor del cielo!" dissi, preoccupato dalle sue parole.
"Io... io..." non riusciva a pronunciare neanche una sillaba.
"Mi stai facendo preoccupare seriamente. Cosa c'è, sei malato? Riguarda mamma e papà? O la fabbrica?"
"Nulla di tutto questo."
"Allora cosa c'è? Per favore, parla!"
Esitò qualche istante.
"Sono stato con Sophie." disse di scatto, come volendosi togliere un peso dalla coscienza.
In quel preciso istante, sentii il mondo crollarmi addosso.
"Che stai dicendo?" chiesi, incredulo, allontanandomi da lui.
Lui tentò di avvicinarsi a me.
"Ti prego, perdonami. Non volevo farlo, ma..."
"Ma cosa?! Cosa Lorenzo?! Cosa?!" dissi, sbattendo un pugno contro il muro.
"Sta' fermo!" disse prendendomi il braccio. "Sveglierai Ivy."
"Quindi..." mormorai, non riuscendo a rimanere calmo. "Avete una storia, non è così? È lei la donna di cui parlavi ieri sera?" urlai.
"Sta' calmo! Per favore, abbassa la voce!"
"Come faccio a stare calmo, cazzo?!" dissi, guardandolo negli occhi.
Non riuscivo ancora a credere mi avesse fatto una cosa del genere.
"È per questo che mi ha lasciato, non è così?"
"Le cose tra voi non funzionavano già prima di me..."
"Lei... lei mi ha tradito con te." dissi. La mia non suonava come una domanda, perché ormai ne ero già consapevole.
Restò in silenzio, non essendo capace di negare l'evidenza. Era così. Non mi aveva lasciato senza motivo.
Aveva preferito lui.
"Jack..." disse, guardandomi. "Mi dispiace, ma... insomma... io la amo."
Con uno scatto, lo presi per il colletto del pigiama e lo sbattei contro il muro.
"Tu la ami?! La ami?! Dio santo, ma non ti fai neanche un po' schifo?" urlai ancora, probabilmente facendo svegliare anche Ivy. "Io volevo sposare quella donna, cazzo! Sai perfettamente quanto l'amassi! Cosa diavolo ti è saltato in mente?!"
"Ti prego Jack, non... non fare così." rispose, in preda alle lacrime.
"Tu..." dissi, mettendomi le mani nei capelli. Sarei stato anche in grado di ucciderlo con le mie stesse mani in quel momento.
"Ti prego, Jack. Noi siamo fratelli, sai quanto ti voglio bene..."
"E questo per te significa volermi bene?! No Lorenzo, non hai capito un cazzo! Tu per me non esisti più da questo momento, sono stato chiaro?! Tu non sei più mio fratello." dissi, con voce rotta.
"Come puoi dirmi una cosa del genere? Jack, ti prego..."
"Ti prego un cazzo!" urlai, prendendo la mia giacca e facendo per andarmene.
"Ragazzi, cos'è successo?" chiese Ivy, ancora con gli occhi impastati dal sonno, uscendo dalla sua stanza.
"Jack, ti prego fermati. Dove stai andando?" disse Lorenzo, cercando di trattenermi.
Mi liberai con forza dalla sua presa.
"Ivy, per favore va' a dormire. E tu, domani te ne andrai, che tu lo voglia o no." gli dissi, puntandogli un dito contro. Poi uscii velocemente dall'appartamento.
STAI LEGGENDO
Just be with me
RomanceSpin-off di "My professor" e "I still love you" La storia continua da dove si era interrotta, ma i fatti da questo momento in poi vengono narrati dal punto di vista di Jack, il quale si innamorerà presto di chi non avrebbe mai immaginato. __________...
