Capitolo 52

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MACARENA

Sfrecciamo sullo sterrato a tutta velocità, abbiamo un piano he va seguito nel dettaglio, la minima svista potrebbe costarci cara. Resto concentrata mentre fisso la strada dritta davanti a me. Ci vuole un certo distacco emotivo per andare incontro alla morte certa e restare lucido. Ma lo facciamo di mestiere e siamo tutti molto bravi in quello che facciamo. Parcheggiamo dietro al promontorio e scendiamo dai veicoli "Aquila 1 e Aquila 2 in posizione" ordino chiudendo la portiera. Tim e Tony afferrano la loro attrezzatura e corrono dalle rispettive postazioni prestabilite. Siamo ben equipaggiati, con munizioni e armi di piccolo e grosso calibro.

Porto negli stivali due coltelli ciascuno, alla cinta ho due pistole e imbraccio un fucile di massima precisione.

Guardo le due squadre e capisco che hanno paura "Non vi mentirò.. stiamo per fare qualcosa di pericoloso ma come sapete.. paura e pericolo sono i nostri migliori amici.. siete stati addestrati per momenti come questo, non fallite" guardo Ethan e lui con un cenno del capo mi dice che è pronto. Appoggio la mano all'orecchio e con un tasto accendo l'auricolare "Tutti sintonizzati?" I miei uomini mi fanno un cenno di assenso "Benji? Pen?"

"Ti sentiamo forte e chiaro, dolcezza"

"Maca, siamo in posizione" mi comunicano i cecchini.

Guardo l'ora, due minuti al cambio guardia "Via con la consegna" ordino, Will arriva con un motorino tipico da fattorino, un perfetto travestimento. Restiamo collegati via radio mentre sentiamo la loro conversazione.

"Hola chicos!"

"Non puoi stare qui?"

"Qualcuno ha ordinato pizza?"

"Nessuno ha ordinato pizza!"

"Ma come? Qui c'è scritto chiaramente.. dai raga prendetele.. il mio capo mi licenzia!"

"Questo non è un problema mio, va via di qui"

"Non sei molto gentile eh.. tu invece mi sembra che sei interessato"

"Dai una pizza che vuoi che sia Jake? Non abbiamo mangiato nulla!"

"Va beh.. tieni dai, ma ora levati di qui"

"Gracias señor!"

Sentiamo il rumore del motorino e Will compare da dietro la curva "Nadia, tre secondi.. uno, due e tre!"

Lei preme l'interruttore e un'enorme esplosione fa tremare la terra alzando una nube di polvere. Ci addentriamo indossando occhiali protettivi che ci permettono di vedere chiaramente la direzione "Via via via!" Urlo mentre corriamo verso l'ingresso.

Una pioggia di proiettili ci viene addosso ma siamo preparati e buchiamo le guardie esterne oltrepassando la recitazione e seminando vittime al nostro passaggio. I cecchini ci coprono le spalle laddove non vediamo il pericolo incombere. Ethan butta giù la porta principale e ci nascondiamo dietro la parete quando sentiamo che le guardie interne reagiscono alla nostra intrusione. Sparo finché la minaccia si placa, non appena mettiamo piede all'interno, le due squadre si dividono, percorro l'ingresso e trovo la scala secondo la planimetria. Faccio cenno a Cris e suddivido la mia squadra in altri due piccoli gruppi. Lei si occupa del primo piano mentre io salgo fino al secondo. Benji e Pen ci segnalano in base al calore corporeo il nemico incombere dietro gli angoli.

Al primo piano c'è un imboscata, riusciamo a ripararci dietro la parete ma la pioggia di proiettili sembra incessante "Benji, hai idea di dove si trovi Zulema?"

"C'è una persona immobile nella stanza sopra a dove ti trovi tu, resta sempre nello stesso punto e non riesco a spiegarlo, probabilmente è legata"

Guardo Cris "Vai, ci pensiamo noi!" Mi urla e io salgo al secondo piano.

"Destra o sinistra?" Chiedo guardandomi intorno, è un fottuto inferno sotto i miei piedi. Rasento il muro imbracciando il fucile e tenendo gli occhi ben aperti.

"Aspetta! Davanti a te.. sono in due, gireranno l'angolo fra tre secondi"

Mi preparo e infatti eccoli lì, due colpi secchi e cadono come mosche.

"Ecco, alla tua destra"

"È da sola?" Chiedo un po' perplessa, non lo credo possibile o comunque non ne capisco la motivazione.

"Sì"

Apro la porta e la trovo in un angolo immobile, sorrido non appena la vedo e lei spalanca lo sguardo sorpresa nel vedermi. Sente dolore, glielo leggo in faccia, è ridotta male e una vampata di nervoso mi colpisce. Sto per fare un passo nella sua direzione ma lei mi urla "Ferma!"

Aggrotto la fronte senza capire ma le do comunque retta "Che succede?" La guardo immobile in un angolo in piedi e non è legata. Allora perché non si muove? La porta poi era aperta.. perché non è uscita?

Lei indica con lo sguardo l'interruttore "Spegni la luce"

Premo il pulsante e la stanza cade nel buio totale scoprendo però tantissimi laser rossi che la trapassano da parte a parte "Oh cazzo" commento guardandomi intorno, scavalcarli non sarà affatto facile "Immagino che non sono come quelli delle discoteche"

"Già.." mi risponde restando nell'angolino "..se vengono interrotti anche per pochi secondi, l'intera stanza salta in aria"

"Che razza di psicopatico fa questo?" Chiedo un po' agitata mentre sto valutando la situazione.

"Fatima e mia madre" risponde come se fosse un'ovvietà.

Non la guardo negli occhi, vederla così sofferente mi distrae e non posso permettermelo "Non le inviteremo alla cena di Natale, ricevuto"

Lei scuote la testa "Sempre se ci arriviamo a Natale"

Tiro fuori dalla tasca una possibile soluzione "Posso deviarne alcuni puntando il laser detonatore con il mirino della mia pistola ma per il resto devi giocare a fare il limbo" metto via il fucile e sistemo il laser sulla canna della mia pistola .

Annuisce titubante "Okay, ci provo" ma resta immobile, non so nemmeno come è messa fisicamente.

"Dai, amore, sappiamo entrambe che sei super snodata" le dico ironica "Sono sempre stata una fan di questa tua caratteristica.. ma oggi lo sono un po' di più" aggiungo in un sorriso, sono così felice di vederla. Ma sono anche spaventata a morte perché la situazione è critica, un po' come sempre.

Lei mi fulmina con lo sguardo "Ti conosco, usi l'ironia quando sei terrorizzata"

Alzo leggermente le spalle "Se proprio dobbiamo morire, meglio farlo con il sorriso no?"

Ride appena "Sapevo che l'avresti detto" abbassa lo sguardo su tutte le linee rosse che ci separano e il momento in cui ho smorzato la tensione con battute terribili svanisce.

"Ehi.. guardami" lei lo fa e torniamo serie mentre intorno a noi c'è un cazzo di putiferio "..piano piano.." lei mi fa un leggero cenno della testa e si decide a tentare la sorte.

Miro a uno dei sensori e prego silenziosamente.

Hasta siempreDove le storie prendono vita. Scoprilo ora