La voce della coscienza

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Siamo nel mondo della fiabe. Durante uno spettacolo di burattini, un bambino di nome Gimini, tra la folla, ruba delle monete agli spettatori. Poco tempo dopo, il piccolo ladro torna con il bottino dai suoi genitori, due burattinai che rubano per sopravvivere, e i quali hanno insegnato tutti i loro trucchetti da furfanti al figlio, affinché egli li aiutasse, una volta vecchi e deboli. Gimini, tuttavia, è stanco di andare contro la legge, e cerca di convincere i suoi genitori a smettere di rubare, ma poi è costretto a rassegnarsi a quella vita, seguendo i suoi genitori burattinai.

Passa il tempo, e Gimini è ormai un adulto, ma è sempre in viaggio con i suoi vecchi genitori, che lo costringono ancora a truffare e a derubare la gente. Durante un temporale, mentre Gimini sta portando a termine i preparativi per lo spettacolo di burattini dei genitori, incontra un bambino, entusiasta per la presenza delle marionette, che gli regala un ombrello affinché non si bagni. Gimini sogna di non fare più quella vita, di essere libero come un grillo, ma sa che i suoi genitori non glielo permetterebbero, ed è per questo che decide di provare a cambiare le cose definitivamente. Recatosi a fare una consegna di paglia per Tremotino, Gimini stringe un patto con lui, il quale gli consegna una pozione elfica che muterà i suoi genitori in qualcos'altro (che poi prenderà lui come pagamento). Purtroppo il piano di Gimini non funziona a causa del padre, che scambia la boccetta con la pozione con una di acqua piovana: quella con la pozione finisce per essere bevuta da due brave persone, vittime della truffa dei genitori e di Gimini, che vengono trasformate in marionette, e che poi si rivelano essere i genitori del ragazzino che aveva regalato a Gimini l'ombrello. Sconvolto, Gimini desidera intensamente fare qualcosa per rimediare a tutto il dolore che aveva causato al bambino, e il suo desiderio viene sentito dalla Fata Turchina: ella dice di non poter dare nuova vita alla coppia, ma può dare a lui una forma nuova, con la quale essere libero e poter aiutare quel ragazzino, che si scopre chiamarsi Geppetto. Gimini esprime il desiderio di essere un grillo, e viene trasformato nel Grillo Parlante.

A Storybrooke, Henry è dal dottor Hopper. I due iniziano a parlare del perché Henry sia convinto che Archie sia il Grillo Parlante e della maledizione. Henry cerca delle prove, ma il dottor Hopper continua a credere che si tratti solo di un modo per esprimere le proprie emozioni, e che nulla sia reale.

Emma riceve da Graham il distintivo di vice-sceriffo e, non appena lei lo indossa, una scossa di terremoto colpisce Storybrooke, aprendo l'accesso alle vecchie miniere, ormai chiuse. L'accaduto, ovviamente, è degno di nota e richiama l'attenzione della polizia e di gran parte della cittadina, che si reca sul posto.

Regina, in qualità di sindaco, si presenta alle miniere e cerca di tranquillizzare i cittadini, dicendo di volerle distruggere, ma Henry non è d'accordo, sospettando che qualcosa sia nascosto lì sotto. Regina dissuade il figlio, rassicurandogli che non c'è niente nascosto nelle miniere, ma lui non ci crede, essendo convinto che la madre adottiva sia la Regina Cattiva del suo libro di fiabe. Regina, mentre nessuno la vede, intravede un frammento di vetro e se lo mette in tasca. Poco dopo, prendendo il dottor Hopper in disparte, gli intima di distruggere le fantasie di Henry; il dottore ritiene che sia una mossa pericolosa per il benessere e l'equilibrio psicologico del bambino, ma è costretto ad arrendersi di fronte alla minaccia di essere licenziato. Archie riceve allora Henry nel suo ufficio, intimandogli con forza di dimenticare le fantasie sul suo libro, che sono solo storie senza fondamento reale, e il bambino corre via in lacrime.

Henry si reca di nascosto nella miniera, sperando di raccogliere indizi e dimostrare a tutti che non è pazzo e che non si sta inventando niente; viene raggiunto da Archie, tremendamente in colpa per essersi piegato ai voleri di Regina e aver distrutto le fantasie del bambino, ma la miniera crolla, intrappolandoli. Mentre tutta la cittadinanza si mobilita per aiutarli, i due hanno un chiarimento: Archie dice a Henry che crede alla sua teoria.

Alla fine, grazie a Pongo, il cane di Archie, e a Emma, i due vengono tirati fuori dalla miniera, ed il dr. Hopper dice a Regina che d'ora in poi seguirà la sua coscienza nella terapia per Henry, ignorando le sue minacce e ricordandole che se Emma avesse iniziato, prima o poi, una battaglia legale per l'affidamento di Henry, il suo giudizio sarebbe stato molto rilevante, in quanto terapeuta del piccolo. Regina è costretta ad accettare, furiosa, e di nascosto butta il pezzo di vetro nel fondo della miniera.

Once upon a timeDove le storie prendono vita. Scoprilo ora