Capitolo 42

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Continuo ad urlargli contro, stavo così bene ed ora fa il bambino.

"Nicolas pensavo che fossi un uomo ormai, e non un bambino geloso"
Incrocio le braccia al petto.
Dicendo con astio, voglio farlo incazzare quanto lo sono io.

"Giulia, l'ho fatto per te.
Quello era solo un ragazzino convinto di poter giocare con te"
Stringe le dita attorno al volante.

Prova a mantenere la calma.

Oh no, io ti voglio incazzati nero!

"Sai cosa Nicolas.
Meglio essere un momento di svago, che essere presa per il culo da te"
Sputo con parole piene di veleno, tagliente e forte.

Lo volevo colpire dentro.

"Ora chi è la bambina?"
Urla, non importa quanta forza ci metta nel mio odio.

Lui è più grande e la sua voce più pesante, sicura e poi anche se detesto dirlo come disparità sessuale.

Ma è un ragazzo, loro quando alzano la voce fa paura.

"Tu hai giocato con i miei sentimenti!
Sai quanto sia importante e delicata per me la situazione, perché prendermi per il culo in quel modo?"
Inizio a piagnucolare.

Ricordando a quando pensavo che ci fosse qualche novità positiva.

"Perché volevo portarti via!
Perché ero geloso, va bene?"
Urla adirato, io rimango colpita.

Credevo fosse solo uno stupido, invece lo ha fatto perché mi vuole bene.

"Potevi dirmelo"
Sussurro, iniziando a calmarmi.
Tendendo lo sguardo fisso su di lui.

Nicolas rimane attento alla strada, ma sembra voler girare lo sguardo.

Rimane in silenzio e li capisco, anche lui.
L'orgoglio.

Forse abbiamo più cose in comune di quanto pensassi.

La macchina si ferma, nessuno dei due si muove.
Decido di prendere io l'iniziativa, scendo ed entro in casa.

Questo silenzio, mi rende triste e mi uccide.
Rimango per un po' seduta nel divano, con le gambe attaccate al petto, rette dalle braccia.

Fisso i giocattoli del bambino, bello essere bambini eh.
Nessun problema, tutti che vengono da te per coccolarti, sorriderti, giocare con te.

Farti sognare, sperare.

Sono stata io a voler diventare grande, perché ho fatto un grosso errore.
Crede che il mondo degli adulti sia migliore, con tutte quelle regole.

Ma, i veri adulti sono coloro che amano ciò che hanno.
Sanno che il vero bene, è amare le persone accanto a se e sognare.

Quelli che sognano li riconosci, hanno negli occhi un velo di tristezza.
Hanno la malinconia addormentata agli angoli della bocca, hanno l'aria di chi cerca ma non trova.
Sognare è faticoso, sognare non è da tutti.
É per le persone coraggiose, sognare.
Come il mare e l'amore.

Sussulto quando le sue braccia mi circondano le spalle.
Probabilmente per la situazione assurda creatasi.

Scoppio a piangere e poso la tesa sulla sua spalla.
Con la sua mano sopra la mia testa che accarezza con cura.

"Ho paura"
Si, la sparizione dei miei, senza sapere nulla.
Nonostante ci stia pensando Riccardo, anche lui sta dando il mille per mille.

L'università per lui era molto, ed ora sta prendendo il suo tempo.

Ricordo quanta paura avevo nel pensare, in un futuro.
Quando presenterò Nicolas ai miei.

Ora inizio a pensare in modo chiaro, forse non ci sarà mai questo giorno.

"Non devi, io sono qui.
E tuo fratello li sta cercando.
Aveva detto di aver trovato una pista, ma non era sicuro"
Annuisco, asciugando le mie guance.
Continuando a singhiozzare.

Mi stringe a se come una bambina, tutto questo mi fa stare bene e riesco a sentirmi al sicuro.
Protetta e piccola.

La sua piccola.

"Voglio chiamarlo"
Farfuglio.

"Certo"
Prendo il mio telefono.

Leggo il messaggio di Riccardo, forse non è casuale tutto questo.

Dice di chiamarlo.
Nicolas legge e mi porge il telefono di casa.

"Io sono qui, con te"
Tocca la mia fronte con la sua.

"Ti ringrazio"
Avevo bisogno di un suo bacio e così faccio, unisco le nostre labbra.

Per fortuna non attendo molto, risponde subito.

Resto sconvolta.
Le lacrime escono senza fermarsi,  scorrono e diventano sempre più insostenibili.
La testa si fa più pensante.

Tutto questo non può essere, dev'essere una bugia.

Non voglio crederci, non voglio ascoltare più.

Frustrata urlo.

Spero vi piaccia!!

Un amore impossibile 2. Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora