NICOLAS'S POV.
Vedo la mia piccola dormire, che casino.
Continuo a darmi la colpa di tutto.
Prometto che dopo stasera, la farò ridere, la farò uscire così da rilassarla.
Ha troppi pensieri per la testa, neanche io con i miei genitori per dire.
"Allora.
Mi ha chiamato mamma, dice che ci sono dei problemi con papà.
Inoltre mi aveva accennato di alcuni problemi di salute"
Rispondo alle innumerevoli domande di mia sorella, ovviamente nella sua mente.
"Di chi?"
Domanda preoccupata, si avvicina a me, con la mano sul sedile.
"Papà"
Non sono un mostro senza cuore, rimane pur sempre mio padre.
Ma dubito di riuscire a perdonarlo, o almeno non subito.
Soprattutto se inizia a parlare sfacciato o superiore come fa sempre.
Crede di doverti imporre lui, cosa fare nella vita.
E guai a te se obbietti, peccato per lui che ha sbagliato figlio.
Ingrid prima non era così forte e sicura, l'ho dovuta trascinare con me, con la forza.
Avevo paura per lei, di farsi influenzare da nostro padre.
Ed eccoci qua, vedo la casa dove ho vissuto per diciannove anni.
Tanti ricordi ritornano alla mente, altri di cui neanche ricordavo l'esistenza.
Ma non è il momento di lasciarsi andare ai ricordi.
"Io entro, per favore svegliala tu"
Chiedo questo favore a mia sorella.
Tolgo la cintura di sicurezza.
Per fortuna ho ancora le vecchie chiavi.
Apro la porta.
Come due signori di alta società, seduti comodamente sul divano.
Avvolte mi chiedo se hanno veramente concepito due figli, non mostrano alcun sentimento tra di loro!
"Ciao Nicolas!"
Mia mamma contenta, viene verso di me.
Unisce i nostri corpi in un abbraccio, ricambio.
"Come sei alto!
Sei diventato un uomo bellissimo"
Bacia la mia guancia, tocca i mie capelli.
Detesto quando qualcuno mi rovina i capelli.
"Mamma, i capelli"
Leva subito la mano dispiaciuta.
Quando si mette di lato, ho la visuale di mio papà.
"Tranquillo, non ti scomodare.
Allora dov'è il problema?"
Borbotto, rimanendo in piedi.
"Frida è nella stanza accanto.
Dopo parleremo dei nostri problemi famigliari"
Ma che cazzo stanno dicendo?
Hanno fatto tutto questo casino, per farmi parlare con lei?
Sono malati!
"Vi rendete conto?!
Mi avete fatto venire fin qui, per una cosa morta mesi fa?
E comunque sono problemi miei non vostri!"
Urlo arrabbiato.
Come si intromettono così nella mia vita!
"Nicolas lo faccio per il tuo bene, prima o poi ti avrei fatto tornare qui.
Tanto vale tornare con una bella sorpresa a casa"
Parla mio padre.
Lo guardo disgustato e scioccato allo stesso tempo.
Senza dire niente a nessuno entro in camera.
Eccola lì, seduta speranzosa.
"Nicolas"
Inizia a buttarsi fra le mie braccia, bacia le mie guance.
"Ferma un attimo.
Io sono fidanzato, e non ho alcuna intenzione di tornare con te"
La stacco da me, ha una faccia delusa e triste.
Neanche pensava di ricevere questa notizia.
"No, Nicolas cosa stai dicendo?
Tu dicevi sempre di volere una ragazza norvegese"
Farfuglia, provando a dire qualcos'altro.
Basta, sono stanco di tutto questo.
Vado verso la porta d'ingresso, un oggetto mi passa accanto e si rompe vicino al viso della mia piccolina.
"Ma sei fuori?!"
Le urlo, sono troppo arrabbiato da capire che ha unito le nostre labbra in un tenero bacio.
GIULIA'S POV.
Mi riprendo dallo shock, tocco la mia guancia, per fortuna non ho tagli.
Guardo a terra pieno di cocci, ed anche piccoli frammenti.
E poi il suo viso, unito a quello di una ragazza bionda.
Mai mi è successo, scoppio a piangere.
A dopo con un'altra pubblicazione!
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Un amore impossibile 2.
Novela JuvenilGiulia non sa più niente della sua famiglia, ha lasciato Riccardo ad occuparsi di tutto. Lascia in Sicilia la sua migliore amica e Lorenzo. Se ne va insieme al suo ragazzo, Nicolas che deve tornare in Norvegia insieme a sua sorella, al termine della...
