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PRESLEY's POV

«Chiama Ethan e digli di presentarsi a lavoro.» Esclamò facendomi sorridere. Sapevo che Harry non gli avrebbe mai fatto un torto simile, conoscendo i problemi economici del mio amico. «Tu, invece, sei licenziata....» aggiunse facendomi spalancare la bocca «...almeno per oggi.»

«Che significa?»

Si fermò al semaforo dell'incrocio in centro e mi guardò. «Abbiamo da fare, insieme.»

Gli sorrisi non riuscendo più a trattenere il mio entusiasmo mentre alzò gli occhi al cielo.

«Non quello che pensi tu, anche se...» non terminò la frase, ma il modo in cui leccò spudoratamente le sue labbra, me lo fece capire chiaro e tondo. Parcheggiò in strada, accanto al marciapiede dinanzi ad innumerevoli negozi posti l'uno accanto all'altro.

«Oh, mio Dio!» Esclamai correndo verso la vetrata del primo dove dove appiccicai al vetro il naso notando dei cuccioli di cane di ogni razza e colore. «Possiamo prendere un cane?» Lo supplicai saltellando. «Possiamo?»

«No.» Rispose secco e senza una particolare espressione facciale.

«Ma guarda come sono teneri!» Gli feci gli occhioni dolci, non riuscendo in alcun modo a sciogliergli il cuore. Mi arresi e trascinai i piedi sull'asfalto, seguendolo all'entrata del negozio accanto che notai fosse in realtà una scuola di motorizzazione. Eravamo lì per la mia patente, sicuramente.

«Harry!» Un uomo sulla sessantina si alzò dalla sua scrivania e ci corse incontro sfoggiando un bellissimo sorriso. «Quanto tempo, come stai?» Domandò stringendo la mano prima a lui e poi a me, mentre mi presentai educatamente.

«Ciao, tesoro, io sono Bruce. Bruce White.»

Gli sorrisi.

«Che posso fare per te?»

«Ho portato qui mia cugina. Deve fare la patente.» Disse mentre sprofondai sotto il pavimento di sette metri, come minimo. Soprattutto udendo la parola "cugina". Non poteva semplicemente presentarmi come amica? Lo fissai di traverso, facendolo sogghignare.

«Ah...» rispose Bruce «...non sapevo avessi parenti da queste parti.»

«Già, nemmeno io.» Rincarò la dose facendomi mettere il broncio. «Quando può iniziare?»

«Tra qualche giorno, con quelli del nuovo gruppo.» Ci sorrise andando a prendere un paio di libri ed oltre quelli, mi diede anche un sito internet a cui sarei dovuta accedere per esercitarmi con i quiz. «Ecco qui, tesoro.»

«Grazie.» Mormorai afferrandoli.

«Mi lasci i tuoi dati?»

Annuii mentre l'uomo si sedette e prese una penna in mano, per poi aprire un blocco. «Presley Hayden.» Parlai fissando Harry diritto negli occhi mentre mi scrutò da cima a fondo.

«Bene, Presley....» finì di scrivere «...quanti anni hai?»

«Diciassette.»

«Ah, sembri più piccola.» Farfugliò. La cosa non aiutava affatto, ma ciononostante, lo ringraziai per il complimento. Se così poteva definirsi. «Perfetto. Harry, ti chiamerò in settimana, intesi?»

Il riccio annuì. «Grazie, Bruce.»

«Ti devo molti favori, questo è il minimo che possa fare per te e la tua dolcissima cuginetta.»

Ci mancava pure che la gente pensasse che fossimo davvero parenti. E se lo fossimo, invece?
Salutammo l'uomo ed una volta usciti, salimmo in auto , ma solo dopo che tentai di fargli cambiare idea sul fatto di prendere un cucciolo.

Agrodolce- H.SDove le storie prendono vita. Scoprilo ora