PRESLEY's POV
«Hai già ricevuto i risultati degli esami?» Chiesi a Ethan mentre pulii uno degli ultimi tavoli, riponendo le sedie sopra esso. Il locale sarebbe restato chiuso il giorno dopo, cosicché i ragazzi avrebbero avuto modo di addobbarlo a dovere, per la sera. Era Halloween e da ben due giorni discutevo animatamente con Harry invitandolo a riportare indietro il mio costume, dato che sembravo tutto fuorché Cappuccetto Rosso.
«Non ancora.» Rispose sorridendo. «Ma sono fiducioso, e poi, ho fatto del mio meglio.»
«Ed io apprezzo, però non basta solo fare del proprio meglio. Devi anche studiare, Ethan.» Replicai mentre mi diede una mano quando dovemmo spostare una poltrona, affinché facessimo il più spazio ci fosse possibile. «Che hai intenzione di fare dopo il diploma?»
Sospirò scrollando le spalle. «Forse cercherò un altro lavoro, non so...» disse «...qui mi trovo bene , e soprattutto, vengo anche pagato decentemente, però voglio qualcosa a tempo pieno e che mi motivi.»
«Che ti piacerebbe?»
«Mio zio ha un'officina a Easthampton.» Mi informò. «Quando ero piccolo passavo sempre l'estate da lui ed ho imparato a riparare auto. Non so, mi piace.»
Annuii. «L'importante è avere le idee chiare, poi al resto ci penserai, però, per ora cerca di impegnarti con la scuola, va bene?»
Si morse il labbro inferiore. «Sissignora! A proposito, ho parlato con Freya e mi ha detto che per domani sera si farà dare un passaggio da Santiago.»
«Ah, sì? Credevo sarebbe venuta con te.»
«Già, lo credevo anche io, prima che Harry mi spostasse il turno.»
Aggrottai la fronte. «Perciò ti farà lavorare domani sera?»
Annuì imbronciato.
«Presley!»
Parli del diavolo....alzai gli occhi al cielo e finsi di non averlo udito, convinta che l'avesse fatto di proposito affinché io ed Ethan non ci perdessimo in chiacchiere.
«Ti sta chiamando...»
«Sì, lo so, lascialo perdere.» Risposi mentre il ragazzo diede un'occhiata al riccio.
«Presley...» minacciò Harry alzando la voce e catturando l'attenzione degli altri ragazzi, mentre udii Cooper ridersela beatamente «...ti dò tre secondi. Non farmi venire lì!»
Alzai gli occhi al cielo e mi voltai a vedere che volesse. «Che c'è ?» Chiesi, trascinando di proposito e svogliatamente i piedi, mostrandogli quanto fossi seccata. Sollevò un sopracciglio infastidito dal mio comportamento, dato che ero l'unica immune alla sua autorità, e lui lì dentro, la pretendeva.
«Vieni un po' qua.»
Lanciai uno sguardo a Cooper che scrollò le spalle come se non avesse idea di cosa Harry stesse combinando o che diamine volesse da me. Mi fermai, indietreggiando. «Ho fatto...qualcosa?»
«Cosa? No!» Mi ordinò di raggiungerlo con un cenno di mano. «Dai, vieni!»
Non appena lo raggiunsi, mi colse impreparata e mi alzò di peso, facendomi sedere sopra il bancone mentre sia io che Cooper ci domandammo il perché di quel gesto.
«Apri le gambe!» Disse. Esitai imbarazzata dagli sguardi degli altri ragazzi, ma lo feci, finché mi diede le spalle . «Sali sulle mie spalle.»
Mi ressi sulle sue mani mentre Cooper mi aiutò con una spinta. «Non potevi usare la scala?»
«No, è più comodo così.»
«Per fare?»
«Abbiamo da fare io e te.» Mi confuse. «Cooper, tu ed i ragazzi potete andare. Resteremo io e Peps qui, al resto, penserete voi domani pomeriggio. Intesi?»
STAI LEGGENDO
Agrodolce- H.S
RomanceErotico/Drammatico/Faida | [smut] A volte i fantasmi del passato riemergono in modo prepotente ed imprescindibile frantumando ogni equilibrio, ma la voglia di vendetta di Harry cede dinanzi ai primi sobbalzi del cuore ed alla passione fatale che nut...
