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PRESLEY'S POV

La mattina della vigilia di Natale, dopo colazione io e Harry decidemmo di andare in un mercatino dell'usato dove comprai una vecchia fotocamera vintage degli anni settanta, a soli venti dollari. Andammo a pattinare sul ghiaccio a Central Park dove scoprii che se la cavasse meglio di me che invece mi ruppi quasi l'osso sacro a furia di cadere anche se non smettemmo mai di ridere con le lacrime agli occhi. Catturai ogni istante, ogni risata  intrappolando per sempre quelle memorabili scene, buffe e forse in video imperfetti, che avremmo condiviso e conservato in eterno.

Appena dopo pranzo rientrammo trovando le domestiche alle prese con la preparazione degli ultimi addobbi, della tavola, del menu, prima del cenone della Vigilia che si sarebbe tenuto quella sera

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Appena dopo pranzo rientrammo trovando le domestiche alle prese con la preparazione degli ultimi addobbi, della tavola, del menu, prima del cenone della Vigilia che si sarebbe tenuto quella sera. Conobbi finalmente anche il signor Owen ; un uomo gentile, divertente e particolarmente intelligente e cosa che mi colpì molto fu il fatto che nonostante fosse molto agiato, non se la tirasse affatto, mostrando umiltà e semplicità perfino nel modo di parlare.

«E tu come stai?» Domandò gentile, riempiendogli un bicchiere di scotch. «È bello averti qui.» Gli sorrise passandoglielo mentre mi misi a montare dei video che registrai quella mattina per concludere il regalo di Natale per Harry.

«Tutto bene, grazie.» Mormorò. «L'auto che mi hai regalato è andata distrutta.»

«Hey...Ma che importa, non dirlo neanche!» Sbottò l'uomo rimproverandolo. «Tu sei qui e stai bene ed è questo quello che conta. E poi, l'audi che hai preso è una bomba.» Mi dispiacque un po' per Owen dato che parve che stesse provando in ogni modo a conquistare la fiducia di Harry, mostrandosi amico.

L'inglesino annuì mentre sorrisi, pensando che forse, finalmente, avrebbe perlomeno riallacciato i rapporti con sua madre e Owen anche perché la famiglia era la cosa più importante del mondo.Ed io lo sapevo bene.

«Tua madre ed io ci sposeremo in Italia l'estate prossima. Spero ci sarai!»

Il ragazzo sorrise, ma non rispose, come se non volesse fare promesse.

«Beh, noi ci contiamo, e poi ci sarà anche mio figlio» Ridacchiò.  «Tu, invece?» Mi guardò abbozzandomi un dolcissimo sorriso. «Mi diceva Chloe poco fa che ti piace scrivere. Hai già scritto qualcosa , oppure..? Chloe ed io abbiamo amici in una casa editrice abbastanza nota, non so, potremmo raccomandare loro un tuo manoscritto. Hai già pensato a quale College vorresti iscriverti?»

Troppe domande in una sola volta, contando le occhiatacce che Harry gli rivolse.

«Ah, no...» mi leccai le labbra «..non c'è ancora nulla di concreto ma credo proprio che mi iscriverò alla Stony Brook University.»

Corrugò la fronte mentre l'inglesino si schiarì la voce. «Non l'ho mai sentita nominare? Dove si trova?»

«A Southampton.»

Non fiatò. Lasciai sbigottito perfino quel povero uomo. «Va bene. Comunque sia, questa sera ci sarà il rettore della Columbia University, che tra l'altro anche lui è un mio grandissimo amico e presentartelo non mi costerebbe nulla.»

Agrodolce- H.SDove le storie prendono vita. Scoprilo ora