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HARRY's POV

Che tempismo di merda, pensai mentre afferrò dal comò un asciugamano che mi lanciò addosso violentemente e di proposito. «Allora? Hai capito chi è questa tizia?»

«Non ne ho idea.» Ripensai al fatto che le avessi mentito pur di farla rimanere. Tolsi i boxer e mi arrotolai l'asciugamano alla vita.

«Che facevate in acqua di bello?» Sogghignò con sarcasmo.

«Non é successo niente.» Risposi annoiato dalla sua curiosità. «Mi ha spaccato un uovo in testa e l'ho lanciata in acqua, tutto qui! Stavamo solo giocando.»

«E hai avuto il tempo di spogliarti, certo!» Replicò con sarcasmo. «Io sono Babbo Natale e tu avevi il cazzo in tiro.»

Trattenni con estrema difficoltà una risata mentre mi accesi una sigaretta prima di passargli il pacchetto affinché se ne fumasse anche una lui per darsi una calmata.

«Capisco la tua preoccupazione ma come ho già detto, stavamo solo ed unicamente giocando.» Espirai del fumo nonostante detestassi fumare in camera da letto. «Non riesco neanche a vederla in quel modo se la cosa può renderti sereno.»

Mi guardò a lungo. «Mentiroso!» Esclamò in spagnolo mentre scossi la testa prima di scoppiare a ridere. «Già lo so io che rovinerai tutto.»

«Ma vaffanculo, idiota. Dimmi piuttosto perché sei qui?»

«Volevo passare del tempo con il mio migliore amico.» Disse, anche se non mi bevetti affatto quella balla.

«Mentiroso.» Imitai la sua voce ed il suo accento spagnolo finché scoppiammo entrambi a ridere. «Ceni qua? Ci facciamo una delle tue spaghettate speciali ai frutti di mare. »

«Va bene.»






PRESLEY's POV

Mi feci una doccia super veloce e mi rinchiusi nella mia stanza sperando di non vederlo più. Essendo già tardo pomeriggio, scelsi già l'outfit che avrei indossato il giorno seguente a lavoro ; ero emozionata, felice, spaventata ma anche determinata e con totale fiducia nelle mie competenze.

Mi sdraiai infine sul letto mentre solo gli ultimi raggi di tramonto illuminavano la stanza colorando di arancione la parete bianca.

«Ci stavamo per baciare, o stavo sognando?» Sussurrai tra i denti con lo sguardo perso un po' ovunque, sfiorandomi le labbra con i polpastrelli . Mi avrebbe baciata se non fosse arrivato Santiago, ne ero certa. Non capivo che mi stesse succedendo ma ogni volta che ero con lui mi sentivo estremamente intimidita e contemporaneamente sciolta, come mai.

Sospirai sonoramente, scombussolata, non realizzando a pieno ciò che accadde ...o quasi, riconoscendo il fatto che mi stavo comportando come un'incosciente. Stavo impazzendo e dove contenermi perché non ero lì per farmi vacanze o storielle . Scaraventai il viso sul cuscino accorgendomi che tra il tessuto delle federe fosse ancora rimasto il suo odore ; lo strinsi forte a me e lo annusai a fondo, fino a riempire i miei polmoni e ad estasiare la mia mente.

«Piantala, scema!» Borbottai rendendomi conto di quanto fossi ridicola. Lo conoscevo da appena tre giorni e mi ero ...no... ovviamente non mi ero presa una cotta per lui! NO.

No?

Sbuffai nuovamente, e poi ancora ed ancora non rendendomi minimamente conto che fossi nel buio totale quando sentii bussare sulla porta della mia camera. Inizialmente desiderai fingermi morta, poi però decisi di rispondere, dopotutto, via il dente e via il dolore.

«Sì?»

Sentii la maniglia abbassarsi ed un po' di luce entrò nella stanza. Non mi voltai neanche a guardarlo in faccia e lui non accese la luce. «Vieni a mangiare? Ha cucinato Santi.»

Agrodolce- H.SDove le storie prendono vita. Scoprilo ora